James S. A. Corey.
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Abbadon's Gate. La Fuga.
Ciclo: The expanse (la distesa) 3.
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Parte 2.
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Titolo originale: Abaddon's Gate.
Traduzione di: Stefano A. Cresti.  
2016. Fanucci Editore, ROMA.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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13.
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Bull.
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Arrivare all'Anello era una sceneggiata politica; ciononostante, la cosa non rendeva la situazione meno reale. Non c'era alcun confine fisico a indicare che ci si trovava all'interno del regno di quell'oggetto. Nessun porto a cui attraccare. I banchi sensori della Behemoth avevano risucchiato dati dall'Anello fin da quando avevano lasciato Tycho. Le navi di ricerca marziane e le forze militari terrestri che erano state presenti prima che il ragazzino cinturiano diventasse la sua prima vittima erano ancora l, dov'erano sempre state, ma adesso avevano ricevuto rifornimenti. Le nuove navi marziane si erano unite a loro, appaiandosi alla loro orbita, e ora erano sospese placidamente nel cielo. La flottiglia terrestre, come la Behemoth, era giunta all'ultimo stadio di propulsione prima del punto di arresto in cui avevano scelto di fermarsi. Abbiamo attraversato la vastit dell'abisso per fluttuare a questa distanza e ora siamo qui. Siamo arrivati.
Da quanto era dato capire, all'Anello non importava un fico secco.
La struttura stessa era inquietante. La superficie era composta da una serie di protuberanze contorte che formavano spirali attorno al suo corpo. A una prima occhiata parevano irregolari, quasi caotiche. I matematici, gli architetti e i fisici avevano assicurato a tutti che vi si poteva invece leggere una profonda regolarit: l'altezza delle protuberanze si ergeva in complessa armonia con l'ampiezza e la spaziatura tra i picchi e le vallate. Quei rapporti mozzavano il fiato, trovando uno strato di complessit dopo l'altro, gli accenni di intenzioni e progettualit tutti esposti senza il minimo indizio di cosa potesse significare tutto ci.
I rapporti ufficiali marziani sono stati molto prudenti disse l'ufficiale scientifico. Si chiamava Chan Boh-Zhi e sulla Terra sarebbe stato cinese. Qui era un cinturiano della Stazione di Pallas. Hanno condiviso parecchi riepiloghi e forse un decimo dei dati che hanno raccolto. Per fortuna siamo riusciti a osservare molti dei loro esperimenti e a effettuare le nostre analisi.
Cosa che avr fatto anche la Terra disse Ashford.
Senza dubbio, signore disse Chan.
Come ogni rituale, la riunione del personale era pi una questione di forma che di reale scambio d'informazioni. I capi di tutti i maggiori rami dell'albero strutturale della Behemoth erano presenti: Sam per l'ingegneria, Bull per la sicurezza, Chan per le squadre di ricerca, Bennie Cortland-Mapu per i servizi sanitari, Anamarie Ruiz per le infrastrutture e cos via, a riempire le due dozzine di posti attorno al grande tavolo per le conferenze. Ashford sedeva al posto d'onore, con un altro Cristo benedicente dipinto sulla parete alle sue spalle. Pa sedeva alla sua destra e Bull - per tradizione - alla sua sinistra.
Cos'abbiamo? chiese Ashford. In breve.
Una bizzarria del cazzo, signore disse Chan, e tutti ridacchiarono. La nostra migliore analisi  che l'Anello sia un ponte di Einstein-Rosen artificialmente sostentato. Se si passa attraverso l'Anello, non si esce dall'altro lato qui da noi.
Dunque  un portale disse Ashford.
S, signore. Pare che la protomolecola o il morbo di Phoebe, o come altro lo si voglia chiamare, sia stato lanciato verso il sistema solare diversi miliardi di anni fa, diretto verso la Terra con l'intenzione di dirottare la vita primitiva per costruire un portale. Stiamo ipotizzando che chiunque abbia creato la protomolecola lo abbia fatto come un primo passo verso il raggiungimento di un viaggio per il sistema solare pi comodo e pratico in seguito.
Bull incamer un respiro profondo ed espir lentamente. Era quello che tutti avevano pensato, ma sentirlo dire ad alta voce in quel contesto ufficiale lo faceva sembrare molto pi reale. L'Anello era un modo per far arrivare l qualcosa. Non era solo un portale. Era una testa di ponte.
Quando la Y Que l'ha attraversato, la massa e la velocit della navicella hanno innescato un qualche meccanismo nell'Anello disse Chan. I marziani hanno raccolto un buon insieme di dati dal momento in cui  successo, e si  registrata una massiccia emissione di energia all'interno della struttura dell'Anello, assieme a una massiccia serie di modifiche in cascata alla sua conformazione su un livello microscopico. L'intero oggetto  salito a circa cinquemila gradi Kelvin e da allora  andato raffreddandosi con regolarit.  stato quindi necessario uno sforzo energetico significativo per azionare quell'affare, ma non sembra molto oneroso da mantenere.
Cosa sappiamo su quello che c' dall'altra parte? chiese Pa. La sua espressione era neutra, la sua voce piacevole e priva di emozione. Era come se gli stesse chiedendo di giustificare una voce di bilancio.
Difficile saperne molto disse Chan. Stiamo sbirciando attraverso il buco della serratura, e l'Anello stesso sembra generare interferenze e radiazioni che rendono difficile l'ottenimento di letture coerenti. Sappiamo che la Y Que non  stata distrutta. Stiamo ancora ricevendo la trasmissione video che il ragazzino stava inviando quando  passato attraverso, solo che non ci mostra granch.
Stelle? chiese Ashford. Qualcosa con cui si possa iniziare a orientarsi?
No, signore disse Chan. Sull'altro lato dell'Anello non ci sono stelle, e la radiazione a microonde di sottofondo  decisamente diversa da quello che ci aspetteremmo.
Ovvero? chiese Ashford.
Ovvero: Oh, davvero bizzarro' disse Chan. Signore.
Il sorriso di Ashford era freddo quando fece cenno all'ufficiale scientifico di continuare. Chan toss prima di proseguire.
Abbiamo un paio di altre anomalie che non sappiamo ancora bene come interpretare. Pare che ci sia una velocit massima dall'altro lato.
Le spiace elaborare, per favore? disse Pa.
La Y Que ha attraversato l'Anello a velocit molto sostenuta disse Chan. Circa sette decimi di secondo dopo aver raggiunto l'altro lato, ha iniziato una forte decelerazione. Ha perso quasi tutta la sua velocit in circa cinque secondi. Sembra che sia stata questa decelerazione praticamente istantanea a uccidere il pilota. Da allora,  come se la nave venga allontanata dall'Anello e spinta sempre pi in profondit in qualunque cosa ci sia dall'altra parte.
Sappiamo che quando la protomolecola  attiva  in grado di... alterare ci che ci aspetteremmo dall'inerzia disse Sam.  cos che ha fermato la nave?
 assolutamente possibile disse Chan. Marte ha continuato a lanciare sonde attraverso l'Anello e pare che si cominci a vedere l'effetto attorno ai seicento metri al secondo. Sotto tale velocit, la massa si comporta proprio come ci aspetteremmo che faccia. Se  maggiore, si ferma completamente e poi si allontana approssimativamente nella stessa direzione della Y Que.
Sam fischi sottovoce.
 davvero lento disse lei. I propulsori principali sarebbero quasi inutili.
 pi lento di un colpo di fucile disse Chan. La buona notizia  che influenza solo una massa superiore al livello quantico. Lo spettro elettromagnetico pare comportarsi normalmente, inclusa la luce visibile.
Sia ringraziato Dio per i piccoli favori disse Sam.
Cos'altro ci dicono le sonde?
C' qualcosa l fuori rispose Chan, e per la prima volta un senso di terrore traspar dalla sua voce. Le sonde vedono oggetti. Grossi oggetti. Ma non c' molta luce tranne quella che facciamo brillare attraverso l'Anello o che  montata sulle sonde. E, come ho detto, l'Anello ha sempre fornito dati inconsistenti. Chi pu dire se quello che c' l dentro sia fatto della stessa roba?
Navi? chiese Ashford.
Forse.
Quante?
Pi di cento, meno di centomila. Probabilmente.
Bull si sporse in avanti, con i gomiti sul tavolo. Ashford e Pa fissavano i volti impalliditi attorno al tavolo. Dovevano averlo saputo da prima, perch non avrebbero atteso una riunione del personale per ottenere le loro informazioni. Ora stavano giudicando le reazioni. E lui avrebbe dato loro una reazione. Avrebbe controllato la caduta.
Sarebbe pi strano se l non ci fosse nulla. Se fosse stata una flotta d'assalto, a quest'ora avrebbero gi attaccato.
Gi disse Ruiz, attaccandosi alle parole.
Ashford diede il via alle domande dei partecipanti alla riunione. Quante sonde aveva inviato Marte dentro l'Anello? Quanto tempo avrebbe impiegato un oggetto che viaggiasse a seicento metri al secondo per raggiungere una delle strutture? Avevano provato a mandare dentro sonde pi piccole? C'era stato qualche contatto da parte della protomolecola stessa, con le voci rubate di umani, com'era accaduto con Eros? Chan fece del suo meglio per risultare rassicurante senza per avere altro da poter aggiungere. Bull ipotizz che esistesse un rapporto pi dettagliato riservato ad Ashford e Pa, e si domand cosa contenesse. Gli bruciava essere escluso.
E va bene. Tutto questo  interessante, ma non  il nostro obiettivo principale disse Ashford, mettendo fine alla sessione di domande e risposte. Non siamo qui per inviare sonde attraverso l'Anello. Non siamo qui per dare inizio a uno scontro. Ci stiamo solo accertando che, qualunque cosa facciano i pianeti interni, noi siamo della partita. Se qualcosa dovesse mai uscire dall'Anello, ce ne preoccuperemo allora.
Sissignore disse Bull, avallando la posizione di Ashford. Non che ci fosse un'altra strategia. Meglio che l'equipaggio li vedesse uniti. La gente stava osservando come evolveva tutta quella situazione, e non solo l'equipaggio.
Signor Pa? disse Ashford. Il primo ufficiale annu e lanci un'occhiata a Bull. D'istinto lui si sent un peso nelle viscere.
Ci sono state delle irregolarit nella struttura amministrativa della nave disse Pa. Capo ingegnere Rosenberg?
Sam annu, sorpresa in volto. Primo ufficiale? disse.
Temo che dovr confinarla nei suoi alloggi e revocare i suoi privilegi d'accesso finch la questione non sar chiarita. Il capo Watanabe prender il suo posto. Signor Baca, se ne occupi lei.
Nella sala il silenzio era immutato, eppure il suo significato era diverso ora. Sam sgran gli occhi per l'incredulit e la rabbia crescente.
Come, scusi? disse. Pa incontr il suo sguardo con freddezza e Bull comprese tutto quanto in un istante.
I nostri rapporti evidenziano come lei abbia sottratto risorse da stanziamenti per lavori e materiali non appropriati disse Pa. E finch la questione non sar risolta...
Se la cosa riguarda la faccenda del supporto tecnico, quello sono stato io disse Bull. L'ho autorizzato io. Non ha nulla a che fare con Sam.
Sto eseguendo una verifica completa, signor Baca. Se scoprir che ha sottratto risorse in modo inappropriato, agir nella maniera che ritengo idonea. Come suo primo ufficiale, la informo che Samara Rosenberg dev'essere confinata nei suoi alloggi e il suo accesso ai sistemi della nave dev'essere bloccato. Ha qualcosa da obiettare?
Pa aveva aspettato finch non avevano portato a termine il viaggio, finch non erano arrivati a destinazione, e ora era giunto il momento di mettere bene in chiaro che era lei ad avere il controllo. Di fargliela pagare per il trafficante di droga che aveva scagliato nello spazio e di punire Sam perch era una sua alleata. Sarebbe stato stupido farlo finch il loro giro di prova non fosse finito. Ora per era finito.
Bull intrecci le dita. Il rifiuto era l sulla punta della sua lingua, in attesa. Sarebbe stata insubordinazione e sarebbe stato semplice come respirare. C'erano stati anni - decenni perfino - in cui l'avrebbe fatto e ne avrebbe subto le conseguenze come se fossero state una medaglia. Si era trattato di una sua decisione, e starsene da parte mentre Sam veniva punita per questo era pi che disonorevole: era sleale. Pa lo sapeva bene. Chiunque avesse letto il suo stato di servizio l'avrebbe saputo. Se la posta in gioco fosse stata soltanto la sua missione, la sua carriera, l'avrebbe fatto. Ma Fred Johnson gli aveva chiesto di far funzionare tutta la faccenda. Perci c'era solo una mossa da fare.
Nessuna obiezione disse, alzandosi dalla sua sedia. Sam. Dovrebbe venire con me ora.
Gli altri rimasero in silenzio mentre la scortava fuori dalla sala conferenze. Sembravano tutti stupefatti e confusi, a eccezione di Ashford e Pa. Pa aveva un'espressione impassibile, mentre Ashford mostrava un'ombra velata di soddisfazione agli angoli della bocca. A Sam si mozz il fiato. L'oltraggio e l'adrenalina l'avevano fatta impallidire. Bull la aiut a salire sul posto laterale del carrello della sicurezza, poi si mise ai controlli. Si avviarono con uno scossone, con i quattro piccoli motori che ronzavano e gemevano. Erano quasi giunti agli ascensori quando Sam scoppi a ridere. Fu un verso breve e privo di allegria, pi simile a un grido di dolore.
Porca puttana disse Sam.
Bull non riusciva a pensare a nulla da dire che non peggiorasse la situazione, cos si limit ad annuire e port il carrello all'interno dell'ampio abitacolo dell'ascensore. Sam piangeva, ma nella sua espressione non c'era nulla che assomigliasse a tristezza. Bull immagin che non avesse mai subito prima quel genere di umiliazione disciplinare. Oppure, in caso contrario, non era accaduto abbastanza spesso da renderla insensibile. Il disonore di lasciare che lei subisse il colpo era come se avesse inghiottito qualcosa senza averlo masticato abbastanza, e ora quel boccone non voleva andare gi.
Nell'ufficio della sicurezza, Serge era seduto alla scrivania principale. L'uomo alz le sopracciglia quando vide Bull entrare nella stanza.
Ehi, capo disse l'ufficiale in servizio. Era un colosso intransigente dell'APE di nome Jojo. Qu pasa?
Nulla di buono. Cosa mi sono perso?
Una lamentela da parte di una carniceria gi dalle parti della sala motori su una capra scomparsa. Abbiamo ricevuto un messaggio da una delle navi terrestri che ha perso un membro del suo equipaggio e si domandavano se avessimo qualcuno in pi. Un paio di coyo si sono sbronzati e li abbiamo rinchiusi; abbiamo detto loro che li avremmo dati in pasto a Bull.
Come l'hanno presa?
Abbiamo dovuto fargli pulire per terra, dopo.
Bull ridacchi prima di sospirare.
Allora. Ho Samara Rosenberg sul carrello qua fuori disse. Il primo ufficiale vuole che sia confinata ai suoi alloggi per uso non autorizzato di risorse.
E io voglio un pony in una muta sogghign Jojo.
Il primo ufficiale ha dato un ordine disse Bull. Voglio che la porti nei suoi alloggi. Le far revocare l'accesso al sistema. Gi che ci siamo, assegniamole una sentinella.  incazzata.
Jojo si gratt il collo. Dobbiamo proprio farlo?
S.
Jojo si incup. Bull annu in direzione della porta. Jojo usc e Bull prese il suo posto alla scrivania, identificandosi con il sistema e avviando la procedura per escludere Sam dalla sua stessa nave. Mentre il sistema di sicurezza eseguiva il suo controllo contro ciascuno dei sottosistemi della Behemoth, lui si appoggi sui gomiti a osservare.
La prima volta che Fred Johnson aveva salvato la vita di Bull, lo aveva fatto con un fucile e un'unit medica mobile. La seconda volta l'aveva fatto con un chip di credito. Bull si era congedato a trent'anni ed era andato a vivere della sua pensione su Ceres. Per tre anni era sopravvissuto e basta. Mangiava poco, beveva troppo e dormiva nel suo letto non sapendo se stava male per l'alcol o i giramenti di testa. Non gli importava molto. Si era cacciato in qualche rissa, aveva avuto qualche dissapore con le forze di polizia del luogo. Non aveva capito di avere un problema finch non era stato inequivocabile e, per allora, era diventato un grosso problema.
La depressione era una caratteristica della sua famiglia. Anche l'automedicazione. Suo nonno era morto di entrambi. Suo fratello era passato all'eroina e aveva vissuto per cinque anni in un centro di riabilitazione a Roswell. Nulla di tutto questo era sembrato avere a che fare con Bull. Lui era un marine. Aveva voltato le spalle a una vita semplice per vivere tra le stelle, o, se non tra le stelle, perlomeno tra le rocce che fluttuavano nel cielo notturno. Aveva ucciso degli uomini. L'alcol non poteva certo sconfiggerlo. E invece la depressione c'era quasi riuscita.
Il giorno in cui Fred Johnson era comparso alla sua porta era stato pi strano di un sogno. Il suo ex ufficiale comandante sembrava diverso. Pi vecchio, pi forte. La verit era che i loro compleanni non erano cos distanti, ma Johnson era sempre stato il Vecchio. Bull aveva seguito le notizie sul Massacro della Stazione di Anderson e sul cambio di casacca di Fred. Alcuni tra gli altri marine che conosceva su Ceres si erano adirati per quel gesto. Lui aveva semplicemente immaginato che il Vecchio sapesse cosa stava facendo. Non l'avrebbe fatto senza un motivo.
Bull' aveva detto Fred. Solo quello, all'inizio. Riusciva ancora a ricordare gli occhi scuri di Fred che incontravano i suoi. La vergogna aveva costretto Bull a cercare di mettersi pi dritto, di tirare un po' indietro la pancia. In quel momento, aveva visto quanto era caduto in basso. Gli era bastato guardarsi per due secondi attraverso gli occhi di Fred Johnson.
Signore' aveva replicato Bull, poi si era fatto indietro e aveva lasciato che Johnson entrasse nel suo buco. Quel posto puzzava di lievito di birra e tofu vecchio. E di sudore da ansia. Fred aveva ignorato tutto quanto. Mi serve che torni in servizio, soldato.'
Va bene' aveva detto Bull. E il segreto che aveva dentro di s, quello che si sarebbe portato nella tomba, era questo: non l'aveva detto sul serio. In quel momento, tutto ci che voleva era che Fred Johnson se ne andasse e lasciasse che Bull lo dimenticasse di nuovo. Mentire al suo vecchio ufficiale comandante, all'uomo che non l'aveva lasciato morire dissanguato sotto il fuoco, gli era uscito naturale come respirare. Non aveva nulla a che fare con la Terra, la Fascia o la Stazione di Anderson. Non era una qualche lealt superiore. Era solo che non aveva finito di distruggersi. E perfino ora, seduto da solo alla scrivania della sicurezza mentre tradiva Sam, pens che Fred l'avesse saputo. O l'avesse intuito.
Fred gli aveva messo in mano un chip di credito. Era uno di quelli economici e vagamente opalescenti che l'APE aveva usato per mantenere i suoi fondi irrintracciabili, ai tempi. Comprati una nuova uniforme.' Bull gli aveva rivolto il saluto, gi pensando all'alcol che poteva comprarci.
Nel chip c'era l'equivalente di sei mesi di paga al suo vecchio livello salariale. Se fosse stato di meno, Bull non sarebbe andato. Invece si era rasato per la prima volta da giorni, si era comprato un vestito nuovo, aveva riempito una borsa da viaggio e aveva buttato via tutto quello che non ci entrava dentro. Da allora non aveva pi bevuto nemmeno un goccio, perfino in quelle notti in cui avrebbe preferito un cicchetto a una boccata d'aria.
Il sistema di sicurezza trill, segnalando che l'esclusione era stata portata a termine. Bull lo appunt e si appoggi contro lo schienale della sedia, leggendo l'avviso di allerta da parte della Cerisier e lasciando che la sua mente vagasse libera. Quando Gathoni arriv per il turno successivo, lui and a una piccola drogheria familiare a due corridoi di distanza, compr un imballo con quattro bulbi di birra e si diresse agli alloggi di Sam. La guardia in servizio gli rivolse un cenno del capo. Legalmente, Bull non doveva bussare. Come capo della sicurezza, sarebbe potuto entrare nelle stanze di Sam in qualsiasi momento, che fosse il benvenuto oppure no. Buss.
Sam indossava una felpa semplice e pantaloni da lavoro neri con strisce magnetiche lungo i lati. Bull sollev la birra. Per un lungo istante rimase a guardarlo, torva. Poi fece un passo indietro e si scans da un lato. Lui la segu all'interno.
Le sue stanze erano pulite, ordinate e piene di roba. L'aria sapeva di lubrificante industriale e bucato vecchio. Sam si appoggi al bracciolo di un divano di schiuma.
Offerta di pace? disse amaramente.
Pi o meno disse Bull. Pa  incazzata con me e si sta sfogando su di te. Ha immaginato che, se avessi obbedito agli ordini, avrei perso la mia migliore alleata, e che, nel caso in cui non l'avessi fatto, sarei stato io a essere confinato nei miei alloggi, giusto? Una vittoria in entrambi i casi, per lei.
Bella stronzata.
Proprio cos disse Bull. E mi spiace un casino per tutta questa dannata situazione.
Il respiro di Sam era tremulo per la rabbia. Bull lo accett. L'aveva previsto. Sam and da lui, gli tolse di mano il pacchetto da quattro birre, lo torse per spezzare la plastica e stacc uno dei bulbi.
Ne vuoi una? chiese.
Solo acqua per me disse lui.
Quello che mi irrita disse Sam  il modo in cui Ashford se ne sta seduto l, come se tutta questa storia lo rendesse felice. Conosce benissimo il gioco. E ne fa parte tanto quanto Pa. O te. Non pensare di potermi comprare con qualche birra da due soldi. Sei in torto, tanto quanto loro.
 vero.
Sono entrata nel reparto meccanico perch non volevo partecipare a tutte quelle meschine polemiche sociali. E ora guardami.
Gi disse Bull.
Sam si lasci cadere sul divano con un sospiro e disse qualcosa di osceno e colorito. Bull si sedette di fronte a lei.
Okay, smettila disse lei.
Cosa?
Quell'espressione pentita. Mi fai sentire come se dovessi genuflettermi o cose del genere.  inquietante. Bevve un lungo sorso dal bulbo e la plastica molle cedette sotto la suzione, poi si espanse un po' mentre la birra si sgasava. Ascolta, tu e Pa state facendo entrambi quello che pensate di dover fare, e a rimetterci le chiappe sono io. Lo capisco. Non significa che devo esserne felice. Il fatto  che hai ragione. Lei vuole che tu perda alleati. Perci, nonostante abbia una gran voglia di dirti di andare a ficcare l'uccello in una morsa, non lo far, perch vorrebbe dire che Pa ha vinto.
Ti ringrazio per questo, Sam.
Va' a ficcare l'uccello in una morsa, Bull.
Il terminale palmare di Bull trill.
Signor Baca? disse la voce di Gathoni. Forse dovrebbe tornare in ufficio.
L'espressione di Sam si fece seria e lei pos il bulbo. Bull si sent stringere lo stomaco.
Che succede? chiese. Quando Gathoni rispose, la sua voce era calma e controllata, come quella di un medico che stesse chiedendo pi pressione.
Il cacciatorpediniere terrestre Seung Un  appena esploso.

14.

Melba

Quando ci aveva pensato, pianificando le ultime fasi della sua vendetta, si era immaginata come il direttore di una sinfonia privata, che muoveva la sua bacchetta in quel caos orchestrato. Non era successo affatto a quel modo. La mattina in cui era andata sulla Thomas Prince, non sapeva che giorno decisivo fosse finalmente arrivato.
Tutti gli uomini alle postazioni annunci una voce maschile sul canale generale.
Cazzo, vorrei che la smettessero di farlo disse Melba. Mi fa sempre sentire come se dovessi fare qualcosa.
Tranquilla, capo. Quando inizieranno a pagarmi i salari della marina, comincer a scattare alle loro esercitazioni disse Soledad, con la voce resa sottile dall'altoparlante del terminale palmare. Non ho trovato niente su questa coppia. A meno che non abbia trovato qualcosa Stanni, ci toccher scendere di un livello e fare un altro tentativo.
Ricevuto disse Melba. Stanni, cosa vede?
Sul canale cal il silenzio. Melba si guard attorno per il corridoio di servizio: mezzo chilometro di nulla. Condotti, tubi e le grate d'accesso in grado di spostarsi per assecondare la propulsione in ogni direzione. Gli unici suoni erano gli scricchiolii, i sibili e i borbottii della Thomas Prince. I secondi si allungarono.
Stanni? disse Soledad con la voce intrisa di terrore, poi il canale crepit.
Perdn disse Stanni. Stavo controllando un cablaggio strano, ma non  l'anatra a cui stiamo dando la caccia. Mi ero perso nei miei pensieri. Sto bene. Sono qui.
Soledad disse qualcosa di osceno sottovoce.
Spiacente ripet Stanni.
 tutto a posto disse Melba. Ha controllato gli smorzatori di bassa tensione?
Fatto.
Allora procediamo. Prossimo livello.
La cosa che la sorprendeva, quella che non aveva previsto, era come tutti quanti sulla Cerisier fossero pronti a trascurare la scomparsa di Ren di fronte all'Anello. Era raro che qualcuno sparisse su una nave. La Cerisier, come qualunque altro vascello di lungo corso, era un sistema chiuso. Non c'era nessun posto dove andare. Lei aveva presunto che ci sarebbero stati i soliti, umani sospetti. Ren doveva aver fatto arrabbiare qualcuno, rubato qualcosa, essere andato a letto con la persona sbagliata e qualcuno si era sbarazzato di lui. Magari l'avevano gettato fuori da una camera stagna. Oppure l'avevano buttato nel sistema di riciclaggio, riducendolo ai suoi elementi nutritivi di base, e poi fatto passare nella riserva del cibo o dell'acqua. C'erano posti in abbondanza per nascondere o per sbarazzarsi di un cadavere, ma esistevano pochissimi modi perch questo non fosse notato. Viaggiare tra i pianeti non aveva mai eliminato l'omicidio. Con cos tanti primati altamente evoluti incastrati nella stessa scatola per mesi e mesi, ci si poteva aspettare un certo tasso di mortalit.
Stavolta per era diverso. Per le persone aveva senso che qualcuno scomparisse, svanisse mentre si avvicinavano all'Anello. Sembrava giusto. Il viaggio stesso aveva in s un presagio di sventura e si supponeva succedessero strane cose quando le persone si avvicinavano troppo a qualcosa di misterioso, di pericoloso, di spettrale. Tutti gli altri avevano i nervi a fior di pelle, e a Melba la cosa faceva buon gioco come possibile copertura. Se avesse cominciato a piangere, avrebbero pensato di capire il perch. Avrebbero pensato che avesse paura.
Melba si rimise il dispositivo diagnostico nella manica, si alz e si diresse verso l'ascensore. Gli ascensori interni di servizio erano minuscoli, grandi appena quanto bastava per una persona e l'attrezzatura. Viaggiare tra i ponti era come entrare in una bara. Mentre scendeva al livello successivo, immagin un'interruzione di energia elettrica. Di rimanere intrappolata l. La sua mente sfarfall e, per un istante, vide il suo armadietto. Quello nei suoi alloggi. Quello pieno di schiuma sigillante e di Ren. Rabbrivid e si costrinse a pensare ad altro.
La Thomas Prince era una delle navi pi grandi della flottiglia terrestre, dimora dell'orda civile che le Nazioni Unite avevano messo assieme. Artisti, poeti, filosofi, preti. Anche senza cambiare le strutture fisiche della nave, a Melba sembrava pi una nave da crociera scomoda e male arredata che un vero e proprio vascello militare. Clarissa era stata su yacht e navi di lusso buona parte delle volte in cui aveva viaggiato fuori dal pozzo gravitazionale della Terra e poteva immaginare le migliaia di lamentele che il capitano della nave doveva aver patito sul fatto che i corridoi non fossero abbastanza ampi e gli schermi alle pareti di qualit troppo bassa. Il genere di cose di cui si sarebbe preoccupata nella sua vita precedente. Ora contavano meno di nulla.
Non avrebbe dovuto darle pensiero. Un'altra morte, pi o meno. Non avrebbe dovuto avere importanza. Ma era Ren.
In posizione disse Stanni.
Mi dia un secondo disse Melba, uscendo dall'ascensore. Il nuovo corridoio era quasi identico a quello sopra. Quei ponti erano tutti destinati ad alloggi e magazzini, con pochissime variazioni rispetto a quello che vedeva quando raggiungevano i livelli pi bassi: reparto meccanico, officine e hangar. Per rintracciare l'anomalia elettrica avevano cominciato l perch era facile. Quanto pi tempo ci fosse voluto, tanto pi sarebbe diventato difficile. Come ogni cosa.
Trov il giunto, tir fuori il dispositivo diagnostico dalla manica e lo inser.
Sol?
In posizione disse Soledad.
Okay disse Melba. Via al tracciamento.
Quando era successo, aveva portato Ren ai suoi alloggi e lo aveva steso sul pavimento. Aveva gi sentito che stava per essere sopraffatta dal collasso, cos si era stesa sulla branda e aveva lasciato che arrivasse. Poteva essere stata solo la sua immaginazione a renderlo peggiore di quelli precedenti. Per un lungo momento di terrore verso la fine pens di aver vomitato, ma la sua uniforme era pulita. Allora, con Ren ancora sul pavimento, era andata a prendersi un bulbo di caff, aveva messo il terminale palmare di Ren in uno scomparto dei bagni in comune ed era andata a cercare un ufficiale della sicurezza. Quest'ultimo era un marziano esile di nome Andre Commenhi, che aveva ascoltato senza troppa attenzione il suo rapporto informale. Ren l'aveva chiamata e le aveva chiesto di consultarsi con lui. Quando era andata a fargli visita alla sua solita postazione, lui non c'era. Aveva guardato per tutta la nave ma non l'aveva trovato, e lui non rispondeva alle richieste di connessione. Melba aveva cominciato a preoccuparsi.
Mentre avevano effettuato una perlustrazione della nave, lei aveva preso i tubi di schiuma sigillante, era tornata ai suoi alloggi e lo aveva seppellito. I suoi capelli le erano parsi pi brillanti, l'arancione simile a quello di una barriera corallina. La sua pelle era pallida come la luce del sole nei punti dove il sangue era defluito. Viola come un livido dove si era addensato. Il corpo di Ren non era ancora diventato rigido, cos Melba era riuscita a piegarlo, raggomitolato come un feto, e a riempire di schiuma tutti gli interstizi intorno. C'erano voluti diversi minuti perch si indurisse. La schiuma era progettata per essere a tenuta stagna e resistente alla pressione. Se l'aveva fatto per bene, il lezzo del cadavere non sarebbe mai filtrato all'esterno.
Nadie disse Soledad in tono rassegnato. Voi ragazzi avete nulla?
Ehi! esclam Stanni. Io credo di s. Ho una fluttuazione del dieci percento su questa scatola.
Okay disse Melba. Resettiamola e vediamo se si risolve il problema.
Ci sono disse Stanni. Ci prendiamo qualcosa da mangiare mentre riparte?
Vediamoci in cambusa disse Melba. La sua voce sembrava quasi normale. Il suo tono era come quello di chiunque altro.
La cambusa era quasi vuota. Secondo l'orologio della nave era il cuore della notte e solo pochi ufficiali si attardavano ai loro tavoli, osservando i civili passare. I termini del contratto di servizio prevedevano che loro potessero usare la mensa ufficiali. Melba aveva sentito che c'era un certo livello di sfiducia tra gli equipaggi della marina per i civili come lei e la sua squadra. La cosa l'avrebbe infastidita di pi se non avesse incarnato l'esempio vivente del perch i loro sospetti erano giustificati. Soledad e Stanni erano gi a un tavolo, a bere caff dai bulbi e condividere un piatto di panini dolci.
Questi mi mancheranno quando interromperemo l'accelerazione disse Stanni, sollevando uno dei panini. Nemmeno il miglior cuoco di volo pu infornare nel modo giusto, senza propulsione. Per quanto tempo pensate che resteremo in galleggiamento?
Il tempo che serve disse Melba. Prevedono di restare due mesi.
Due mesi a gravit zero disse Soldead, ma il suo tono di voce e la sua faccia ingrigita parlavano chiaro. Due mesi accanto all'Anello.
Gi disse Stanni. Si  saputo niente di Bob?
Il quinto uomo della squadra - quarto, ora - era ancora a bordo della Cerisier. Era venuto fuori che sia lui che Ren avevano avuto una relazione con un uomo della squadra medica e la sicurezza aveva radunato i soliti sospetti. Molte volte, quando qualcuno scompariva, era una questione di lite domestica. Melba si sent di nuovo un nodo in gola.
Ancora niente disse. Lo scagioneranno. Non pu aver fatto nulla di male.
Gi disse Soledad. Bob non farebbe del male a nessuno.  un brav'uomo. Tutti sapevano di tutto quanto, e a Ren voleva bene.
Non  il caso di usare il passato disse Stanni. Non sappiamo se Ren sia morto.
Con esse coisa l fuori, morto  la cosa migliore che possa essergli capitata disse Soledad.  da quando abbiamo eseguito l'inversione che faccio incubi. Non penso che torneremo da questo viaggio. Nessuno di noi.
Parlare cos non aiuta disse Stanni.
Una donna entr nella cambusa. Mezz'et, folti capelli rossi raccolti in una crocchia dell'aspetto severo che faceva a gara con il suo sorriso. Melba la guard come se cercasse di non essere al tavolo, poi distolse lo sguardo.
Qualunque cosa sia accaduta a Ren, disse abbiamo il nostro lavoro da fare. E lo faremo.
Dannatamente giusto disse Stanni, poi lo ripet con un'esitazione nella voce. Dannatamente giusto.
Sedettero assieme in silenzio per un momento mentre l'uomo pi anziano piangeva. Sol gli mise una mano sul braccio e il respiro tremolante di Stanni rallent. Annu, poi deglut. Era come un'icona di sofferenza e coraggio. Aveva un aspetto nobile. Per la prima volta, Melba fu colpita dal fatto che Stanni doveva avere l'et di suo padre, e lei non aveva mai visto suo padre piangere per nessuno.
Mi dispiace disse. Pronunci quelle parole senza premeditazione, eppure eccole l, sputate sul tavolo. Sembravano oscene.
 tutto a posto disse Stanni. Sto bene. Ecco, capo, prenda un panino.
Melba allung una mano, cercando con tutte le forze di non piangere di nuovo. Di non parlare. Non sapeva cosa avrebbe detto e aveva paura di s stessa. Il segnale trill sul suo terminale palmare. La diagnostica era terminata. Occorse solo un secondo per vedere che il picco era ancora l. Stanni imprec, poi scroll le spalle.
Nessun riposo per gli empi, n pace per i buoni disse lui, alzandosi in piedi.
Andate avanti disse Melba. Vi raggiungo.
Pas problema disse Soledad. Ha a malapena bevuto un sorso di caff, sa sa?
Melba li osserv andar via, sollevata che non fossero l e allo stesso tempo con la voglia di chiamarli perch tornassero. Il groppo che aveva in gola si era spostato al petto. I panini dolci sembravano deliziosi e nauseanti. Si costrinse a fare qualche respiro profondo.
Era quasi finita. Le flotte erano l. La Rocinante era l. Tutto procedeva secondo i suoi piani o, se non proprio tutto, almeno in gran parte. Ren non avrebbe dovuto avere importanza. Aveva ucciso altri uomini prima di lui. Era quasi inevitabile che delle persone morissero quando la bomba fosse esplosa. La vendetta esigeva sangue perch cos era sempre stato. Era la sua natura, e lei si era resa il suo strumento.
Ren non era colpa sua, era colpa di Holden. Holden l'aveva ucciso rendendo necessaria la presenza di Melba. Se lui avesse rispettato l'onore della sua famiglia, nulla di tutto ci sarebbe accaduto. Melba si alz in piedi, raddrizz le spalle e si prepar a rimettersi al lavoro per aggiustare la Thomas Prince, proprio come avrebbe fatto la vera Melba.
Mi dispiace, Ren disse, pensando che sarebbe stata l'ultima volta, e la tristezza che la scosse la costrinse a rimettersi a sedere.
C'era qualcosa di sbagliato. Non era cos che sarebbe dovuta andare. Stava perdendo il controllo. Si domand se, dopo tutto quello che aveva fatto, semplicemente non fosse abbastanza forte. Oppure se ci fosse qualcos'altro. Forse le ghiandole artificiali avevano iniziato a rilasciare le loro tossine nel suo flusso sanguigno senza essere richiamate. Era sempre pi instabile a livello emotivo. Poteva essere un sintomo. Pos la testa sulle braccia e cerc di riprendere fiato.
Ren era stato gentile con lei. Era sempre stato gentile. L'aveva aiutata e, come ringraziamento, lei lo aveva ucciso. Riusciva ancora a sentire il cranio che le cedeva sotto il palmo; croccante e morbido, come stare sulla riva di un fiume e sentire il terreno che cedeva e veniva trasportato via. Le sue dita odoravano di schiuma sigillante.
Ren le tocc la spalla e la sua testa scatt all'ins.
Salve disse qualcuno. Mi chiamo Anna. Lei come si chiama?
Era la rossa che stava parlando con l'ufficiale di marina un momento prima.
L'ho vista seduta qui riprese Anna. Ho avuto l'impressione che potesse servirle un po' di compagnia.  normale essere spaventati. Io la capisco bene.
Lei sa.
Quel pensiero percorse il corpo di Melba come una coltre di fulmini. Anche se la sua lingua non stava toccando il palato, avvert le ghiandole e le vesciche nascoste nella sua carne ingrossarsi. Sent freddo alla faccia e alle mani. Prima che gli occhi della donna potessero sgranarsi, la tristezza e la colpa di Melba si trasformarono in una rabbia fredda. Lei sapeva e avrebbe spifferato tutto quanto, e allora sarebbe stato tutto per niente.
Non ricordava di essersi alzata in piedi, ma adesso lo era. Anche la donna si alz e fece un passo indietro.
Devo ucciderla.
Chiedo scusa. Non intendevo disturbare.
Le mani della donna erano mezze sollevate, come se ci fosse sufficiente a deviare un colpo. Sarebbe stato semplice. Lei non sembrava forte. Non sapeva combattere. Bastava prenderla a calci nella pancia finch non fosse morta dissanguata. Nulla di pi semplice.
Una vocetta in fondo alla mente di Melba disse:  una di quei sacerdoti idioti che cercano qualcuno da salvare. Non sa nulla. Sei in pubblico. Se la aggredisci, ti prenderanno.
Lei non mi conosce disse Melba, sforzandosi di mantenere la voce calma. Non sa nulla.
A uno dei tavoli pi vicini alla porta, un giovane ufficiale si alz e fece due passi verso di loro, pronto a intromettersi. Se questa donna l'avesse fatta finire in cella, avrebbero indagato sull'identit di Melba. Avrebbero trovato il corpo di Ren. Avrebbero scoperto chi era lei. Doveva mantenere la calma.
Ha ragione. La prego di scusarmi disse la donna.
Un odio crebbe nella mente di Melba, puro e nero dove non era rosso. Un fiume di oscenit le sal nella gola, pronto a riversarsi su quella sacerdotessa idiota che stava mettendo tutto - tutto quanto - in pericolo. Melba ingoi la rabbia e si allontan a passo rapido.
I corridoi della Thomas Prince erano una presenza vaga nell'inquietudine della sua mente. Aveva lasciato che la faccenda con Ren la scombussolasse. Le faceva perdere la concentrazione e la esponeva a rischi non necessari. Non era riuscita a pensare con lucidit, ma adesso lo stava facendo. Entr nell'ascensore e selezion il ponte dove Stanni e Soledad stavano controllando il sistema elettrico in cerca del componente difettoso. Poi lo deselezion e scelse l'hangar.
Stanni? Sol? disse nel suo terminale palmare. Aspettatemi l. Devo fare una cosa.
Attese le inevitabili domande, la curiosit e il sospetto.
Okay disse Soledad. E basta.
Arrivata all'hangar, Melba autorizz il volo della sua navetta, attese dieci minuti per il via libera e si lanci nell'oscurit fuori dalla fiancata della Thomas Prince. I monitor della navetta erano piccoli e scadenti, la vastit dello spazio compressa in cinquanta centimetri per cinquanta. Fece calcolare al computer la propulsione pi veloce per raggiungere la Cerisier. Ci sarebbe voluta meno di un'ora. Assecond l'accelerazione come se stesse viaggiando sulle montagne russe e fece avvampare i motori. La Cerisier apparve nella spruzzata di stelle come un puntino grigio che si precipitava verso di lei. La nave, come tutte le altre nella flottiglia, era nell'ultima fase della decelerazione che li avrebbe portati all'Anello. Da qualche parte, oltre tutte quelle scie brillanti dei propulsori, l'Anello attendeva. Melba scacci quel pensiero dalla sua mente. Le faceva venire in mente Stanni e Soledad e le loro paure silenziose. Non riusciva a pensare a loro adesso.
L'impazienza di arrivare rendeva difficile avviare l'inversione e la propulsione di decelerazione. Voleva arrivare l, esserci gi. Voleva entrare in corsa nella Cerisier, come una strega su una scopa, arrivando a velocit che non sarebbero state possibili nell'atmosfera. Attese troppo a lungo e fece l'ultima met del balzo quasi a due g. Quando attracc, aveva il mal di testa e si sentiva la mascella come se qualcuno le avesse dato un pugno.
Nessuno chiese perch fosse tornata presto e da sola. Nel registro indic motivi personali. Camminare tra i corridoi angusti, insinuandosi tra gli altri membri dell'equipaggio, le dava una sensazione opprimente, familiare e confortante. Le era servito tornare indietro per capire quanto gli spazi pi ampi della Thomas Prince l'avevano infastidita. Assomigliavano troppo a libert, mentre lei era pi incentrata sulla necessit.
La sua celletta era un caos. Tutte le sue cose - vestiti, cavi del terminale, assorbenti, console di comunicazione, spazzolino - erano sparpagliate sul pavimento. Avrebbe dovuto trovare un modo per legarle tutte quante prima che la propulsione si fermasse, altrimenti sarebbero volate fuori in corridoio. La gente si sarebbe domandata perch non erano state riposte a dovere. Lanci un'occhiata alla porta metallica sotto il suo sedile a smorzamento. Un minuscolo ricciolo dorato di schiuma sigillante spuntava da un angolo. Doveva procurarsi una specie di borsa a rete e qualche magnete. Quello sarebbe bastato. Non aveva importanza. Riguardava pi tardi. Nulla di pi tardi aveva importanza.
Raccolse la console di comunicazione e la accese. I tempi di allaccio con la Rocinante erano sotto i trenta secondi. Melba caric la sequenza che attendeva di caricare da mesi. Anni. Era uno script breve. Ci volle meno di un secondo per la richiesta di conferma.
La paura era scomparsa. Anche l'odio. Per un momento, la minuscola stanzetta si riemp della sensazione di essersi appena svegliata da un sogno e il suo corpo si sent rilassato. Quasi leggero. Era arrivata fin l e aveva lavorato cos sodo, e malgrado tutti gli errori, i casini e le improvvisazioni dell'ultimo minuto, ce l'aveva fatta. Tutto nella sua vita era stato mirato a questo momento, e adesso che era qui era quasi difficile lasciar andare tutto quanto. Si sentiva come se si stesse laureando all'universit o se si stesse sposando. Questo momento, questa azione che esaudiva tutto ci per cui aveva combattuto, e poi il suo mondo non sarebbe stato pi lo stesso.
Attentamente, assaporando ogni tasto, inser il codice di conferma - JULES PIERRE MAO - e premette invio. Il led della console di comunicazione si accese di luce ambrata. Un piccolo pacchetto di informazioni stava viaggiando fuori alla velocit della luce, poco pi di un disturbo elettrico di sottofondo. Ma il software sulla Rocinante l'avrebbe riconosciuto. Il banco comunicazioni sulla nave di Holden sarebbe stato asservito alla macchina virtuale gi installata e sarebbe stato difficile fermarla senza ripulire l'intero sistema. La Rocinante avrebbe inviato un codice di attivazione chiaramente riconoscibile alla Seung Un, avrebbe atteso cinquantatr secondi, poi avrebbe annunciato la responsabilit di Holden e le sue richieste. E poi la macchina avrebbe dato energia alle armi e ai sistemi di puntamento. E nulla, nessun potere nell'universo, avrebbe potuto impedire che accadesse.
La console di comunicazione ricevette la risposta di conferma e il led color ambra pass al rosso.

15.

Bull

Il terminale palmare di Bull era posato sul sottile cruscotto di plastica del carrello e ballava a ogni sobbalzo sul pavimento del corridoio. La sirena belava il suo solito allarme bitonale, facendo scostare la gente dal suo percorso e attirando i curiosi alle sue spalle. Se non lo sapevano ancora, l'avrebbero saputo entro pochi minuti. La distruzione della Seung Un non era il genere di cose che si poteva ignorare.
Sul piccolo schermo ballonzolante, la corazzata esplodeva di nuovo. Sulle prime era solo un guizzo di luce arancione tra le navi, qualcosa che poteva essere una scarica elettrica o un cannone gaussiano che terminava il suo ciclo di mantenimento. Mezzo secondo dopo, una cascata di scintille gialle s'irradiava da quel punto. Dopo due secondi, la detonazione principale. Tra un fotogramma e il successivo, il fianco della corazzata si apriva come un fiore che sbocciasse. Poi nient'altro per dieci secondi, prima che il nucleo del reattore a fusione fuoriuscisse lentamente dal retro, pi luminoso del sole. Bull osserv gli intensi gas bianchi che iniziavano a spandersi per poi disperdersi in un'enorme aurora dorata, una goccia d'oro che si disgregava in quel nero oceano.
Alz lo sguardo per effettuare la svolta sulla rampa che lo avrebbe riportato in ufficio. Un giovane si scans con indolenza dal suo percorso e Bull si appoggi al clacson del carrello.
C' una sirena grid Bull nel superare il giovane, ottenendo un cenno insolente del capo come risposta.
Okay disse Serge dal terminale. Stiamo ricevendo la prima analisi di sicurezza. L'ipotesi pi plausibile  che qualcosa sia scoppiato in una delle condutture di corrente, fondendo i sistemi di sicurezza e impedendo cos l'interruzione di sistema. Non dev'esserci voluto molto per trasformare l'intero circuito principale di tribordo in un ammasso di scorie fuse.
Cos' scoppiato? domand Bull.
Probabilmente un propulsore di manovra. Proprio il posto giusto. Se si surriscalda abbastanza, l'acqua salta lo stato di vapore e va dritta al plasma, tagliando tutte le paratie attorno.
Bull fece svoltare il carrello attorno a un angolo stretto e rallent per lasciare che una mezza dozzina di pedoni si togliessero dalla sua strada.
Perch avrebbero eiettato il nucleo?
Non lo so, ma probabilmente hanno pensato che avrebbero perso il contenimento. Ci sono sei navi che ora stanno deviando la rotta per non andare a sbattere contro quella mierda.
Se avessero perso il contenimento sarebbe stato peggio. Devierebbero per evitare cadaveri e frammenti. Ci sono sopravvissuti?
S. Stanno lanciando la richiesta di soccorso. Medico e di evacuazione. Sembra un bel casino, que no?
E i dati di tracciamento? Riusciamo a capire chi gli ha sparato?
Non ha sparato nessuno. O  stato un normale incidente, oppure...
Oppure?
Oppure no.
Bull si morse il labbro. Un incidente sarebbe stato gi un bel problema. Su tutti i fronti della struttura di potere del sistema la gente aveva i nervi a fior di pelle, e un evento che ricordasse loro come la flotta terrestre fosse vecchia e in pessime condizioni non avrebbe certo reso le cose pi semplici. Un sabotaggio sarebbe stato ancora peggio. La cosa che pi si avvicinava a una buona notizia era che tutti avevano assistito al fatto e non ci sarebbe stata nessuna accusa di intervento nemico. Se ci fosse stato un proiettile gaussiano o un missile fortunato che era riuscito a passare senza essere rilevato attraverso le difese della Seung Un, la missione scientifica si sarebbe potuta trasformare in guerra aperta pi rapidamente di quanto Bull volesse immaginare.
Stiamo offrendo assistenza? chiese Bull.
Ci dia un po' di respiro, capo disse Serge. Su questa storia Ashford non sta ricevendo informazioni pi velocemente di noi.
Bull si sporse in avanti, con le mani avvinghiate sui controlli dello sterzo fino a sbiancare le nocche. Serge aveva ragione. Quello che succedeva fuori dalla nave era un problema di Ashford. E di Pa. Lui era il capo della sicurezza e doveva pensare a ci che andava fatto all'interno della Behemoth. La gente doveva essere spaventata ed era compito suo assicurarsi che la paura non si tramutasse in isteria. Osservare una nave esplodere - perfino una nave nemica - ricordava a tutti quanto esile fosse la vita avendo solo un sottile strato di acciaio e ceramica a tenere a bada il vuoto. Lo ricordava a lui. Il carrello urt un dosso pi grosso del solito e il suo terminale palmare scivol da un lato.
Va bene disse Bull. Ascolta, ci servir preparare le provviste di soccorso nel caso in cui il capitano decida di offrire assistenza. Quanti sopravvissuti possiamo prendere a bordo?
Serge proruppe in una risata roca.
Tutti quanti. Siamo la pinche Behemoth. Abbiamo abbastanza spazio per una citt, noi.
Okay disse Bull, sorridendo un po' suo malgrado. Era una domanda stupida.
L'unica cosa di cui dobbiamo preoccuparci ...
Sulla linea cal il silenzio.
Serge? Non  divertente disse Bull. E poi: Dimmi qualcosa, Serge.
Abbiamo qualcosa. Una trasmissione in arrivo da una corvetta privata chiamata Rocinante.
Perch conosco quel nome? chiese Bull.
Gi disse Serge. Le invio i dati.
Lo schermo del terminale si anner, ballonzol, poi comparve un volto familiare. Bull lasci rallentare il carrello quando James Holden, l'uomo il cui annuncio della distruzione del cargo ghiacciaia Canterbury aveva dato inizio alla prima guerra fra la Terra e Marte, arriv a peggiorare ancora una volta le cose.
...nave che si avvicini all'Anello senza il mio permesso personale sar distrutta senza preavviso. Non mettete alla prova la mia determinazione.
Oh no disse Bull. Oh merda, no.
 sempre stata una mia missione personale assicurare che le informazioni e le risorse rimanessero a disposizione di tutti. Gli sforzi di individui e di entit aziendali potranno anche averci aiutato a colonizzare i pianeti del nostro sistema solare e a rendere possibile la vita dove prima era inconcepibile, tuttavia il pericolo che qualcuno privo di scrupoli prenda il controllo dell'Anello  troppo grande. Io mi sono dimostrato degno della fiducia della gente della Cintura.  un imperativo morale che tale mirabile manufatto sia protetto, e sono disposto a versare tutto il sangue che sar necessario versare per garantire che sia cos.
Bull raccolse il terminale palmare e cerc di collegarsi con Ashford. Il trifoglio rosso del dipartimento di comando lampeggi sullo schermo e lo dirott a un men che gli permise di registrare un messaggio per dopo. Prov con Pa e ottenne lo stesso risultato. Il messaggio di Holden ora veniva ripetuto, con parole stupide e dannose quanto la prima volta. Bull imprec a denti stretti. Gir il carrello, sterzando le ruote quanto pi possibile, poi premette a fondo l'acceleratore. Gli ascensori centrali erano solo a un minuto o due. Poteva arrivarci. Preg Dio che Ashford non facesse nulla di stupido prima che lui arrivasse in plancia.
 vero, capo? disse Serge. Holden ha appena rivendicato l'Anello?
Voglio che tutti gli uomini della sicurezza siano mobilitati subito disse Bull. Protocolli per azione nemica. Corridoi sgombri e paratie chiuse. Svegliate chiunque faccia parte di una squadra armata o di controllo danni e fateli vestire. Hai il comando delle operazioni.
Ricevuto, capo disse Serge. Se qualcuno chiede, lei dov'?
A cercare di impedire che ci sia bisogno di loro.
Bien.
Quei corridoi familiari sembravano pi lunghi del solito, e la stranezza di pavimenti costruiti per essere pareti e delle pareti fatte per essere soffitti rendeva tutto ancora pi surreale. A bordo di una vera nave da guerra ci sarebbe stato un percorso semplice e diretto. Perfino se il grosso ventre della Behemoth fosse stato in rotazione, sarebbe stato meglio di quel dedalo. Bull desider che il carrello andasse pi veloce e spinse il motore oltre quello che poteva dare. Risuon il segnale di allerta: Serge, che chiamava gli uomini a prepararsi per la battaglia.
Di fronte all'ascensore si era creata una calca: uomini e donne che tentavano di tornare alle loro postazioni. Bull si fece largo in mezzo a loro. Tra tutti era il pi basso. Un terrestre, come Holden. Giunto all'ascensore, us l'attivazione manuale, chiam la prima vettura ed entr. Un uomo alto e con la pelle scura cerc di seguirlo. Bull gli mise una mano sul petto e lo ferm.
Prendi il prossimo disse. Non sto andando in un posto dove vorresti essere.
Mentre l'ascensore saliva verso la plancia come se stesse andando in paradiso, Bull us il suo terminale palmare per tentare di afferrare qualunque informazione. Non aveva accesso ai canali sicuri - solo il capitano e il primo ufficiale ce l'avevano - ma le chiacchiere pubbliche erano pi che sufficienti. Esamin le trasmissioni aperte per avere un'impressione della situazione, guardando qualche secondo qui, qualche secondo l.
La squadra scientifica marziana e la loro scorta si stavano infuriando contro Holden a ogni messaggio, definendolo un terrorista e un criminale. La reazione della flottiglia terrestre era pi sommessa. Molte delle conversazioni pubbliche stavano coordinando i tentativi di salvataggio della Seung Un. I gas ad alta energia fuoriusciti dallo scarico del nucleo stavano confondendo alcune comunicazioni dell'equipaggio di soccorso e qualcuno piuttosto sveglio aveva cominciato a usare le trasmissioni pubbliche per coordinarli. Aveva la cupa efficienza di un'operazione militare e dava qualche speranza a Bull che l'equipaggio della marina terrestre fosse ancora vivo sulla Seung Un, tanto quanto lo spaventava il pensiero di ci che sarebbe successo dopo.
Il messaggio di Holden si stava ripetendo, diffondendosi su tutti i canali pubblici. All'inizio proveniva solo dalla Rocinante, ma presto fu ripreso da altri canali assieme ad altri commenti. Quando il segnale fosse arrivato alla Cintura e ai pianeti interni, non si sarebbe pi parlato d'altro. Bull s'immaginava gi i negoziati tra la Terra e Marte, poteva praticamente sentirli raggiungere la conclusione che l'APE era diventata troppo sicura di s e bisognava farle abbassare un po' la cresta.
Qualcuno sulla Behemoth diffuse una copia del messaggio di Holden con sopra lo stemma del cerchio diviso e una traccia di commento che affermava che era ora che la Cintura prendesse il suo legittimo posto ed esigesse il rispetto che meritava. Bull disse a Serge di rintracciare quella trasmissione e interromperla.
Dopo quelle che sembrarono ore ma che in realt non erano pi di quattro minuti, l'ascensore raggiunse la plancia e le porte si aprirono silenziose davanti a Bull, permettendogli di uscire.
La plancia non era progettata per la battaglia. Invece di un sistema da vera macchina da guerra, fatto di postazioni multiple e linee di comando controllate, la plancia della Behemoth era costruita come il pi grosso rimorchiatore mai creato, solo che aveva degli angeli che soffiavano dentro trombe dorate a decorare le pareti. Le postazioni - singole, con uno schema di ridondanza a rotazione - erano operate da cinturiani che si guardavano e chiacchieravano tra loro. La postazione della sicurezza si trovava oltre una porta di separazione, senza nessuno che la controllasse. L'equipaggio di plancia si comportava come un gruppo di bambini o civili, con espressioni gioiose ed eccitate. Gente che non riconosceva il pericolo quando ce l'aveva di fronte e che dava per scontato che, qualunque fosse la crisi, alla fine ogni cosa si sarebbe aggiustata.
Ashford e Pa erano alla postazione di comando. Ashford stava parlando a una telecamera, rivolto a qualcuno su una delle altre navi. Pa, accigliata, avanz verso Bull. Aveva gli occhi stretti e le labbra esangui.
Cosa diavolo ci fa qui, signor Baca?
Devo parlare con il capitano rispose Bull.
In questo momento il capitano Ashford  occupato disse Pa. Avr forse notato che abbiamo una crisi in corso. Mi sarei aspettata di trovarla alla sua postazione.
S, vicecomandante, ma...
La sua postazione non  in plancia. Ora farebbe meglio ad andarsene.
Bull strinse la mascella. Voleva urlarle contro ma non era il momento giusto per farlo. Lui era l per far funzionare le cose, e quello non avrebbe aiutato.
Dobbiamo abbatterlo, signora disse Bull. Dobbiamo aprire il fuoco sulla Rocinante e dobbiamo farlo ora.
Tutte le teste si voltarono verso di loro. Ashford termin la sua trasmissione e si diresse verso di loro. L'incertezza lo faceva sembrare altezzoso. Gli occhi del capitano guizzarono verso i membri dell'equipaggio alle loro postazioni e poi di nuovo su di lui. Bull poteva vedere quanto Ashford sentisse il peso degli sguardi che aveva addosso. Ci distorceva tutte le sue decisioni, ma non c'era tempo per la riservatezza.
Ho la situazione sotto controllo, signor Baca disse Ashford.
Con tutto il rispetto, capitano, disse Bull dobbiamo abbattere Holden e dobbiamo farlo prima che lo faccia qualcun altro.
Non faremo proprio un bel niente finch non sapremo cosa sta succedendo, signore disse Ashford, con una vibrazione pericolosa nel tono di voce. Ho inviato una richiesta di chiarimento a Ceres per capire se gli alti papaveri abbiano autorizzato l'azione di Holden e sto monitorando l'attivit della flotta terrestre.
Quel lapsus era significativo. Non la flotta delle Nazioni Unite. Della Terra. Bull sent il sangue nel collo. Il razzismo e l'incompetenza tanto disinvolti di Ashford stavano per farli ammazzare tutti quanti. Digrign i denti, incass la testa e alz la voce.
Signore, in questo momento sia la Terra che Marte stanno facendo i loro calcoli...
Questa  una situazione potenzialmente esplosiva, signor Baca...
...per decidere se assumersi una responsabilit diretta o darla vinta a Holden...
...e non ho intenzione di essere io a gettare benzina sul fuoco. Passare alla violenza a questo punto...
...e quando inizieranno a sparare a lui, inizieranno a sparare a noi.
La voce di Pa fendette l'aria come un flauto solista in una sinfonia di bassi.
Ha ragione, signore.
Bull e Ashford si girarono verso di lei. La sorpresa di Ashford rispecchiava quella di Bull. L'uomo alla postazione dei sensori mormor qualcosa alla donna accanto a s e il sibilo della sua voce si propag in quel silenzio improvviso.
Il signor Baca ha ragione disse Pa. Holden si  identificato come rappresentante dell'APE. Ha intrapreso un'azione violenta contro le forze terrestri. I comandanti avversari ci considereranno come suoi rinforzi.
Holden non  un rappresentante dell'APE disse Ashford. La sua arroganza rendeva il suo tono incerto.
Lei stesso ha chiamato Ceres disse Bull. Se lei non  sicuro, non lo sono nemmeno loro.
Il volto di Ashford divenne paonazzo.
Holden non ricopre nessuna carica ufficiale all'interno dell'APE da quando Fred Johnson l'ha licenziato per come ha gestito Ganimede. Se dovesse sussistere qualche dubbio, posso chiarire con gli altri comandanti che Holden non parla per noi, ma nessuno intraprender alcuna azione. La cosa migliore  aspettare che la situazione si calmi.
Pa abbass lo sguardo, poi lo alz di nuovo. Non aveva importanza che avesse umiliato Bull e Sam di fronte al personale di comando. Tutto ci che contava era che adesso stava agendo in modo giusto. Bull voleva allungare una mano, toccarle il braccio, prestarle il coraggio necessario per opporsi ad Ashford.
A quanto pareva, per, non le serviva.
Signore, se non prendiamo l'iniziativa, qualcun altro lo far e poi sar troppo tardi per i chiarimenti. Negare va bene se si viene creduti, ma  ben noto che Holden e il suo equipaggio abbiano lavorato con noi in precedenza e ora affermano di rappresentarci. Lo sfasamento con Ceres  di quattro ore. Non possiamo attendere risposte. Dobbiamo rendere inequivocabile la divisione tra noi e Holden. Il signor Baca ha ragione. Dobbiamo attaccare la Rocinante.
Il volto di Ashford era terreo.
Non ho intenzione di dare inizio a una guerra disse.
Sta ascoltando le trasmissioni che sto ascoltando io, capitano? chiese Bull. Tutti pensano che l'abbiamo gi fatto.
La Rocinante  una nave soltanto. Possiamo abbatterla disse Pa. Se dovessimo scontrarci con la Terra o con Marte, perderemmo.
La verit era sotto gli occhi di tutti. Ashford si port una mano al mento. I suoi occhi guizzavano avanti e indietro come se stesse leggendo qualcosa che non era l. Ogni secondo in cui non rispondeva traspariva la sua codardia, e Bull vedeva che Ashford ne era cosciente. Che se ne risentiva. Ashford era responsabile e non voleva quella responsabilit. Aveva pi paura di far brutta figura che di perdere.
Signor Chen disse Ashford. Invii un raggio diretto alla Rocinante. Dica al capitano Holden che si tratta di una faccenda urgente.
S, signore rispose l'ufficiale alle comunicazioni, poi un attimo dopo: La Rocinante non sta accettando il collegamento, signore.
Capitano? disse l'uomo alla postazione sensori. La Rocinante sta cambiando rotta.
Dove sta andando? domand Ashford, con lo sguardo ancora fisso su Bull.
Uhm. Verso di noi, parrebbe. Signore?
Ashford chiuse gli occhi.
Signor Corley ringhi. Dia energia al banco missili di babordo. Signor Chen, voglio collegamenti a raggio diretto con le navi ammiraglie della Terra e di Marte e li voglio ora.
La carica di Bull scem. Il senso di urgenza cedette il passo al sollievo e a una specie di malinconia. Ancora una volta, colonnello Johnson. Abbiamo schivato il proiettile ancora una volta.
Il pannello armamenti  pronto, signore disse l'operatrice di console con voce precisa ed eccitata come una ragazzina in una sala giochi.
Acquisire il bersaglio disse Ashford. A che punto sono quei raggi diretti?
Ricevuti e in attesa, signore disse Chen. Sanno che vogliamo parlare.
Tanto basta disse Ashford, iniziando a camminare su e gi per la plancia come un capitano dei tempi andati su una tolda di legno. Aveva le mani serrate dietro la schiena.
Bersaglio acquisito disse l'operatrice. I sistemi balistici della Rocinante sono in fase di attivazione.
Ashford sprofond nella sua poltrona. La sua espressione era amareggiata. Bull si rese conto che aveva sperato che potesse essere vero. Che l'APE potesse aver fatto una mossa per controllare l'Anello.
Quell'uomo era un idiota.
Dobbiamo aprire il fuoco, signore? chiese l'operatrice; la tensione nella sua voce era come un cane al guinzaglio. Lei voleva farlo. Lo voleva con tutte le sue forze. La cosa non la rendeva certo migliore agli occhi di Bull. Lanci un'occhiata a Pa, ma lei si piccava di non rivolgergli lo sguardo.
S disse Ashford. Proceda. Fuoco.
Fuori uno, signore disse l'operatrice.
Sto ricevendo un codice di errore disse l'ufficiale alle operazioni. Stiamo ricevendo un feedback dal lanciamissili.
Bull sent in bocca un sapore metallico. Se Holden aveva messo una bomba anche sulla Behemoth, quello poteva essere solo l'inizio dei loro problemi.
Il missile  uscito? sbott Pa. Mi dica che non abbiamo un siluro armato bloccato nel tubo.
S, signore disse l'operatrice di console. Il missile  partito. Abbiamo la conferma.
La Rocinante sta eseguendo manovre evasive.
Sta rispondendo al fuoco? chiese Ashford.
No, signore. Non ancora, signore.
Sto ricevendo degli errori nella griglia elettrica, signore. Credo che qualcosa sia andato in corto. Potremmo...
Sulla plancia cal il buio.
...perdere energia, signore.
Gli schermi erano neri. Le luci spente. L'unico rumore era il ronzio dei sistemi di riciclaggio dell'aria. Bull immagin che stessero funzionando con le batterie di riserva. La voce di Ashford giunse dall'oscurit.
Signor Pa, abbiamo mai testato i sistemi missilistici?
Credo che sia in programma la prossima settimana, signore disse il primo ufficiale. Bull impost lo schermo del suo terminale palmare alla massima luminosit e lo sollev come una torcia. Alz lo sguardo verso le luci di emergenza incassate nelle pareti tutt'attorno alla stanza, che se ne stavano l, scure come tutto il resto. Un altro sistema che non era ancora stato testato.
Pochi secondi dopo, met dell'equipaggio di plancia tir fuori le torce elettriche dagli armadietti di emergenza incassati alle pareti. L'intensit luminosa all'interno della sala and aumentando man mano che i raggi delle torce si accendevano. Nessuno disse niente. Non ce n'era bisogno. Se la Rocinante avesse risposto al fuoco, sarebbero stati un bersaglio immobile, ma esisteva la possibilit che non perdessero l'intera nave. Se avessero atteso finch non fossero stati in una battaglia campale contro la Terra, Marte o entrambi, la Behemoth sarebbe stata distrutta. Invece avevano appena dato prova all'intero sistema di quanto fossero impreparati. Era la prima volta che Bull era davvero lieto di essere solo l'ufficiale alla sicurezza.
Vicecomandante? disse Bull.
S.
Mi d il permesso di rilasciare il capo ingegnere dagli arresti domiciliari?
Il volto di Pa era di un grigio monocromatico nella luce fioca, solenne come una tomba. Tuttavia a Bull parve di vedere una scintilla di cupo divertimento nei suoi occhi.
Permesso accordato disse lei.

16.

Holden

Be' disse Amos. Questo s che  strano, cazzo.
Il messaggio inizi a ripetersi.
Qui  il capitano James Holden. Quella che avete appena visto  una dimostrazione del pericolo in cui vi trovate...
In plancia regnava un silenzio stupefatto, poi Naomi inizi a lavorare sul pannello operativo della nave con una furia sommessa. Nella visuale periferica di Holden, Monica fece cenno al suo equipaggio e Okju sollev una telecamera. La tacita decisione di derogare alla regola nessun civile ammesso in plancia' all'improvviso sembr un errore.
 un falso disse Holden. Non ho mai registrato quel messaggio. Quello non sono io.
Sembri tu, per disse Amos.
Jim disse Naomi, la voce che iniziava a distorcersi a causa del panico. Quella trasmissione sta arrivando da noi. Sta arrivando dalla Roci in questo momento.
Holden scosse il capo, negando del tutto quell'affermazione. L'unica cosa pi ridicola del messaggio stesso era l'idea che stesse arrivando dalla sua nave.
La trasmissione sta arrivando da noi disse Naomi, picchiando la mano sullo schermo. E non riesco a fermarla!
Tutto parve allontanarsi da Holden e i rumori della stanza sembravano distanti. La riconobbe come una reazione causata dal panico, ma vi cedette, accettando il breve momento di pace che portava con s. Monica gli stava urlando domande che riusciva a malapena a udire. Naomi continuava a martellare con furia la sua postazione, passando tra le diverse schermate di men pi velocemente di quanto lui riuscisse a seguirla. Sul canale di comunicazione della nave, Alex gridava richieste di ordini. Dall'altra parte della stanza, Amos lo fissava con un'espressione di perplessit quasi comica. I due operatori di ripresa, con l'attrezzatura ancora stretta in una mano, cercavano con l'altra di assicurare le cinture ai propri sedili. Cohen galleggiava nel mezzo della stanza, con le labbra contratte in un debole cipiglio.
Ecco cos'era quella trappola disse Holden. Ecco a cosa serviva.
Tutto quanto - il processo marziano, la perdita del contratto per Titania, la troupe di ripresa che andava all'Anello - tutto portava a questo. L'unica cosa che non riusciva a immaginare era perch.
Che intende? chiese Monica, avvicinandoglisi per entrare nell'inquadratura insieme a lui. Quale trappola?
Amos le mise una mano sulla spalla e scosse la testa.
Naomi, disse Holden  l'unico sistema di comunicazioni di cui ha perso il controllo?
Non lo so. Credo di s.
Allora chiudilo. Se non ci riesci, aiuta Amos a isolare l'intero sistema di comunicazioni dalla griglia di corrente. Tagliatelo fuori dalla dannata nave, se necessario.
Lei annu di nuovo e poi si volt verso Amos.
Alex disse Holden. Monica fece per dirgli qualcosa, ma lui sollev un dito per zittirla e lei richiuse la bocca di scatto. Facci schizzare verso la Behemoth. Non stiamo davvero rivendicando l'Anello per l'APE ma, finch tutti pensano che sia cos,  meno probabile che sia quella la fazione che ci sparer addosso.
Cosa pu dirmi su quello che sta succedendo? chiese Monica. Siamo in pericolo qui? Questa situazione  pericolosa? Il suo solito sorrisetto era sparito, rimpiazzato da evidente paura.
Allacciate le cinture disse Holden. Tutti quanti. Ora.
Okju e Clip erano gi assicurati ai loro sedili, e Monica e Cohen si affrettarono a fare lo stesso. L'intera troupe ebbe il buonsenso di restare in silenzio.
Cap disse Alex. La sua voce aveva assunto il tono quasi sonnacchioso che aveva quando si trovava in situazioni di alta tensione. La Behemoth ci ha appena illuminato con i suoi laser di puntamento.
Holden si assicur alla postazione di combattimento e la attiv. Poi la Roci inizi a contare le navi nel suo raggio di minaccia. A quanto pareva erano tutte a portata. La nave gli chiese se contrassegnare qualcuno come ostile.
Ne so quanto te, tesoro.
Cio? chiese Naomi.
Uhm disse Alex. State per caso mettendo in linea i cannoni?
No disse Holden.
Oh, mi dispiace davvero sentirlo disse Alex. I sistemi di armamento sono in fase di connessione.
Stiamo sparando a qualcuno?
Non ancora, credo...
Holden disse alla Roci di contrassegnare qualunque cosa li colpisse con un sistema di puntamento come ostile e fu sollevato quando il sistema rispose a dovere. La Behemoth pass al rosso sul display. Poi, dopo averci pensato un momento, Holden diede istruzione alla nave di accorpare tutte le navi marziane e terrestri in due gruppi. Se avessero finito per combattere con una nave in un gruppo, avrebbero dovuto combatterle tutte.
Ce n'erano troppe. La Roci era intrappolata tra quella sovracompensazione dell'APE lunga due chilometri di Fred Johnson e buona parte della rimanente marina marziana. E, al di l dei marziani, l'Anello.
Okay disse lui, cercando disperatamente di pensare a cosa fare ora. Era quanto pi lontano possibile da un nascondiglio nel sistema solare. Sarebbe occorso un viaggio di due mesi per arrivare alla roccia pi vicina che fosse pi grande della loro nave. Dubitava di poter seminare le tre flotte e tutti i loro siluri per due mesi. O anche soltanto due minuti, in effetti, se si fosse arrivati a tanto. Come va con la radio?
Disconnessa disse Amos.  bastato staccare la spina.
Abbiamo qualche modo per dire a tutti che la trasmissione non era nostra? A questo punto sarei felice di segnalare una resa totale e incondizionata disse Holden.
Non senza riaccenderla replic Amos.
Staranno cercando tutti di contattarci, l fuori disse Holden. Pi continuiamo a non rispondere, peggio sembrer la situazione. Le armi?
Hanno energia ma non sparano disse Amos. E non rispondono ai nostri comandi.
Possiamo staccare la corrente anche a quelle?
Possiamo disse Amos con aria sofferente. Ma che io sia dannato se voglio farlo.
Oggetto in rapido avvicinamento! grid Naomi.
Merda! esclam Alex. L'APE ci ha appena sparato contro un siluro.
Sul pannello di Holden, un puntino giallo si separ dalla Behemoth e pass all'arancione mentre si staccava ad alta accelerazione.
Manovra evasiva! disse Holden. Naomi, puoi accecarlo?
No. Niente laser replic lei, ora con voce sorprendentemente calma. E niente radio. Le contromisure non rispondono.
Fanculo disse Amos. Perch qualcuno ci ha trascinato fin qui solo per ammazzarci? Tanto valeva farlo a Ceres. Ci saremmo risparmiati il viaggio.
Alex, ecco la tua rotta. Holden mand al pilota un vettore che li avrebbe portati dritto attraverso il cuore della flotta marziana. Per quanto ne sapeva, i marziani volevano solo arrestarlo. Quello poteva andar bene. La Behemoth ha sparato di nuovo?
No rispose Naomi. Sono spenti. Niente pi sensori attivi, niente propulsori.
Sono un po' troppo grossi e vicini per provare a essere furtivi disse Alex senza voler scherzare davvero. Preparatevi alla botta.
Mentre i sedili pompavano droghe nei loro organismi per impedire che rimanessero uccisi dall'alta accelerazione, dal nulla Cohen disse. Fottuta puttana.
Prima che Holden potesse chiedere cosa intendeva, Alex apr a manetta i propulsori della Roci e la nave part come un cavallo da corsa sotto i colpi degli speroni. Quell'accelerazione improvvisa affond Holden nel suo sedile quanto bastava per stordirlo per un secondo. La nave lo fece tornare in s con un ronzio quando l'allarme di un missile in avvicinamento lo avvis che il siluro della Behemoth li stava raggiungendo. Impotente, Holden osserv il puntino arancione, che rappresentava la morte di tutti loro, strisciare sempre pi vicino alla Rocinante in fuga. Alz lo sguardo su Naomi e lei gli restitu lo sguardo, impotente quanto lui; tutti i suoi trucchi migliori le erano stati portati via quando la postazione di comunicazione era stata staccata.
Ci fu un improvviso calo di gravit. Ho un'idea disse Alex sul canale di comunicazione interna, poi la nave sobbalz attraverso diverse manovre brusche e la gravit se ne and di nuovo. La Rocinante aveva aggiunto un nuovo allarme alla sua canzone. Un segnale di collisione. Holden si rese conto di non aver mai udito un segnale di collisione al di fuori delle esercitazioni. Quando mai le navi si scontravano?
Accese le telecamere esterne e vide un campo di nero uniforme. Per un secondo pens che fossero rotte, poi Alex ne prese il controllo, zoomando all'indietro lungo la vasta distesa della fusoliera di un incrociatore marziano. L'allarme di bersaglio passivo s'interruppe: il missile li aveva persi.
Ho messo questo bestione marziano tra noi e il missile disse Alex quasi sussurrando, come se il missile avesse potuto sentirlo se avesse parlato troppo forte.
Quanto gli siamo vicini? chiese Holden, adeguandosi al tono di Alex.
Circa dieci metri rispose lui, la voce tinta di orgoglio. Pi o meno.
Questo li far davvero incazzare se il missile continua ad avvicinarsi disse Amos. Poi, in tono quasi riflessivo: Non so nemmeno cosa possa fare un cannone antimissile da una distanza del genere.
Come in risposta, l'incrociatore li inquadr con un laser di puntamento. Poi tutte le altre navi marziane fecero lo stesso, aggiungendo qualche dozzina di allarmi alla cacofonia.
Merda disse Alex, e la gravit torn come un macigno che rotol sul petto di Holden. Nessuna delle navi marziane spar, ma il missile originario schizz di nuovo in vista sul mirino. Ora che la Behemoth sembrava fuori gioco, i marziani lo stavano guidando verso il bersaglio. Holden si meravigli per essere vissuto appena quel tanto che bastava per vedere una vera cooperazione tra Marte e l'APE. Non era gratificante come aveva sperato.
Le navi marziane scorrevano via da entrambi i lati mentre la Rocinante accelerava nel bel mezzo del corpo principale della loro flotta. Holden s'immagin i sistemi di puntamento e i cannoni di difesa ravvicinata che ruotavano per seguirli mentre passavano. Una volta superati, non c'era nulla tranne l'Anello e il nero infinito punteggiato di stelle tutt'attorno.
Il piano gli venne in mente con la sensazione nauseante e disperata di qualcosa di orribile che aveva sempre saputo e cercato di dimenticare. Il missile li stava per raggiungere e, quand'anche l'avessero evitato, ne sarebbero arrivati altri. Non potevano evitarlo per sempre. Non potevano arrendersi. Per quanto ne sapeva, i loro stessi sistemi balistici avrebbero potuto iniziare a sparare da un momento all'altro. Per un istante, la postazione operativa parve diventare immobile e il tempo rallent come faceva quando succedeva qualcosa di catastrofico. Holden era acutamente consapevole di Naomi, premuta contro il suo sedile. Di Monica e Okju, con gli occhi sgranati per la paura e l'accelerazione. Di Clip, con la mano premuta goffamente nel gel al suo fianco. Della mascella lasca e del volto pallido di Cohen.
Uh gorgogli Holden tra s, con l'accelerazione gravitazionale che gli schiacciava la gola mentre cercava di articolare. Fece segno ad Alex d'interrompere la propulsione e la gravit se ne and di nuovo.
L'Anello disse poi. Punta all'Anello. Vai.
La gravit torn come uno schiaffo. Holden ruot il suo sedile verso la postazione e richiam la console di navigazione. Osservando con la coda dell'occhio il puntino arancione che si avvicinava rapidamente, cre un pacchetto di navigazione per Alex che li avrebbe portati ad alta velocit verso l'Anello, per poi farli ruotare in una decelerazione massiccia e tanto pericolosa da essere potenzialmente suicida appena prima di entrare. Poteva farli scivolare dentro sotto il limite di velocit che aveva fermato la Y Que e tutte le sonde troppo veloci fin dall'inizio. Con un po' di fortuna, il missile sarebbe stato catturato da ci che c'era sull'altro lato mentre la Roci no, dato che andava pi piano. La nave lo avvert che tali forze di alta accelerazione avevano una probabilit del tre percento di uccidere uno dei membri dell'equipaggio perfino durante una breve propulsione.
Il missile li avrebbe uccisi tutti.
Holden mand il pacchetto di navigazione ad Alex, quasi aspettandosi che si rifiutasse di eseguire. Sperandoci. Invece la Roci acceler per ventisette interminabili minuti, seguiti da una nauseante rotazione a zero g che dur meno di quattro secondi e una decelerazione che dur quattro minuti e mezzo, facendo perdere i sensi a ogni singola persona sulla nave.
Sveglia disse Miller nell'oscurit.
La nave era in caduta libera. Holden cominci a tossire furiosamente mentre i suoi polmoni provavano a ritrovare la loro forma normale dopo la tremenda decelerazione. Miller fluttuava accanto a lui. Nessun altro sembrava ancora sveglio. Naomi non si muoveva per niente. Holden la osserv finch non riusc a vedere la sua cassa toracica alzarsi e abbassarsi delicatamente. Era viva.
Porte e angoli disse Miller. La sua voce era bassa e roca. Io ti dico di controllare porte e angoli e tu ti precipiti in mezzo alla stanza con l'uccello di fuori. Fortunato figlio di puttana. Ma sei coerente, te lo concedo.
Qualcosa nel modo in cui parlava sembrava pi assennato del solito. Pi controllato. Come indovinando i suoi pensieri, il detective si volt a guardarlo. E sorrise.
Sei qui? chiese Holden. La sua mente era ancora annebbiata, il suo cervello maltrattato dall'accelerazione e dalla perdita di ossigeno. Sei reale?
Non stai usando la testa. Fa' con calma. Riprenditi. Non c' fretta.
Holden richiam le telecamere esterne ed esal un lungo sospiro che quasi termin in un singhiozzo. Il missile dell'APE fluttuava fuori dalla nave a non pi di cento metri dal muso della Roci. La propulsione del siluro era ancora accesa, la sua scia come una furiosa torcia bianca che si estendeva per quasi un chilometro dietro di esso. Ma il missile era sospeso nello spazio, immobile.
Holden non sapeva se il missile fosse stato cos vicino quando erano passati attraverso. Sospettava di no. Pi probabilmente, erano finiti cos vicini quando entrambi avevano smesso di muoversi. Ci nonostante la vista di quell'arma enorme, con il motore che bruciava mentre lottava ancora per raggiungerlo, gli fece scorrere un fremito lungo la spina dorsale e rattrappire le palle nel ventre. Dieci metri pi vicino e sarebbero stati in prossimit. Avrebbe detonato.
Mentre guardava, il missile venne lentamente allontanato, trascinato via chiss dove da quel potere che fissava il limite di velocit da questo lato dell'Anello.
Ce l'abbiamo fatta disse. Siamo passati.
Gi disse Miller.
 questo che volevi, giusto?  per questo che l'hai fatto.
Mi stai attribuendo troppi meriti.
Amos e Naomi grugnirono entrambi mentre iniziavano a svegliarsi. La troupe del documentario era immobile. Potevano anche essere morti. Holden non riusciva a capirlo senza liberarsi dalle cinture, e il suo corpo ancora non glielo permetteva. Miller si sporse vicino allo schermo, guardandolo a occhi stretti come se stesse cercando qualcosa. Holden richiam i dati dei sensori. Una pletora di informazioni riemp lo schermo. Numerosi oggetti, ammassati entro un milione di chilometri, vicini come piselli in un baccello. E al di l, pi niente. Nemmeno la luce delle stelle.
Cosa sono? chiese Holden. Cosa c' l fuori?
Miller lanci un'occhiata al display. Il suo volto era inespressivo.
Niente disse l'uomo morto. E poi: Mi spaventa a morte.

17.

Bull

Cosa diavolo siamo? disse Serge, fluttuando lieve accanto alla scrivania della sicurezza. Agenti di sicurezza o fottuti baby-sitter?
Siamo qualunque cosa serva per portare a termine il lavoro disse Bull, ma non riusc a infondere molta forza alle sue parole.
Erano passate trenta ore da quando sulla Behemoth era calato il buio, e lui ne aveva trascorse sei a dormire. Serge, Casimir, Jojo e Corin avevano fatto i turni alla scrivania, coordinando la ripresa operativa. Il resto del personale della sicurezza era stato impegnato in squadre ad hoc, sedando due piccole rivolte generate dal panico, coordinando le risorse fisiche per liberare una dozzina di persone intrappolate in una zona di stoccaggio dove gli impianti di riciclaggio dell'aria non si erano riaccesi, arrestando un paio di piloti di mech che avevano preso il caos come un'opportunit per saldare un conto personale.
Ora le luci erano accese su tutta la nave. I sistemi di controllo danni, risvegliatisi dal coma, lavoravano a doppio regime per rimettersi in pari. Le squadre erano esauste, spaventate e tese, e quel fottuto James Holden era scappato attraverso l'Anello, in qualunque cosa ci fosse dall'altra parte. L'ufficio della sicurezza puzzava di sudore stantio e tofu masala che Casimir aveva portato il giorno prima. Per il primo giorno, c'era stato un tentativo inconscio di mantenere un orientamento fisico costante: piedi verso il pavimento, testa verso il soffitto. Ora fluttuavano tutti casualmente, in qualunque direzione si trovassero. Sembrava pi naturale per i cinturiani. Eppure soffrivano comunque di occasionali attacchi di vertigini.
Amen alles amen disse Serge con una risata. Siamo lubrificante per la macchina, noi.
Come lubrificante,  quello con cui mi sono divertita di meno disse Corin. Bull not che quando Corin si stancava diventava sboccata. Secondo la sua esperienza, tutti affrontavano le situazioni in cui erano sotto pressione in modo diverso. Alcuni diventavano rabbiosi e irritabili, altri s'intristivano. La sua ipotesi era che fosse tutto dovuto a una perdita d'inibizioni. Troppo lavoro o troppa paura - o entrambi - potevano far calare la maschera, e chiunque ci fosse stato sotto ad attendere sarebbe saltato subito fuori.
D'accordo disse Bull. Voi due andate a riposare. Rester qui io a fare la guardia finch non torneranno gli altri. Avete fatto pi di quanto...
Dal bancone della sicurezza arriv un trillo. La richiesta di collegamento proveniva da Sam. Bull sollev un dito verso Serge e Corin e si tir verso la scrivania.
Sam? disse.
Bull rispose lei. Quell'unica sillaba, breve e brusca, portava con s un peso d'irritazione e rabbia che sconfinavano quasi in collera. Ho bisogno che tu venga quaggi.
Puoi chiamare chi ti pare disse una voce d'uomo in sottofondo. Non m'interessa, mi hai sentito? Non m'interessa pi. Fa' quello che vuoi.
Bull controll da dove partiva il collegamento. Sam era gi vicino alle officine. Non era molto lontano.
Devo portare un'arma? chiese Bull.
Non sar io a impedirtelo, dolcezza disse Sam.
Arrivo disse lui, poi interruppe il collegamento.
Gehst du disse Corin a Serge. Lei  alzato da pi tempo. Rester io qui a fare in modo che questo posto non bruci.
Star bene? chiese Serge, e a Bull occorse un secondo per rendersi conto che l'uomo stava parlando con lui.
Sono inarrestabile disse Bull, cercando di convincersene.
Essere esausti a gravit zero non era come esserlo sotto propulsione o all'interno di un pozzo gravitazionale. Crescendo, Bull era stato esausto piuttosto spesso, e il senso di peso e dei suoi muscoli che gli cascavano dalle ossa come pollo troppo cotto era ci che voleva dire quella fatica disperata. Era stato via dalla Terra per pi anni di quanti ne aveva trascorsi l eppure si sentiva ancora confuso, quasi a livello cellulare, nel ritrovarsi spossato fino al punto di crollare e non sentirselo nelle giunture. A livello intellettivo, sapeva che gli lasciava la sensazione di essere in grado di fare pi di quanto non potesse in realt. C'erano altri segni: gli occhi cisposi, l'emicrania che sbocciava lentamente dal centro del suo cranio, la lieve nausea. Nessuna di quelle cose aveva la stessa intensit, e nessuna di esse era sufficientemente convincente.
I corridoi non erano vuoti, ma non erano affollati. Perfino in piena allerta, con ogni squadra che faceva turni doppi e si faceva il mazzo, la Behemoth era quasi vuota. Si mosse per la nave, lanciandosi da una maniglia a un'altra, manovrando per ogni lungo passaggio come se fosse in un sogno. Era tentato di andare pi veloce, sbattendo le mani contro le maniglie e le scale mentre gli passavano accanto e aggiungendo solo un tocco di energia cinetica alla sua levitazione, come lui e i suoi uomini facevano quando era un marine. Quel gioco aveva causato pi di una commozione cerebrale e adesso lui non aveva tempo per una cosa del genere. Del resto, non era pi nemmeno giovane.
Trov Sam e la sua squadra in un enorme hangar di servizio. Quattro uomini in attrezzatura da saldatori galleggiavano vicino al muro, fissando tratti di condotto alle paratie con piogge di scintille e luci pi brillanti che se si fosse messo a fissare il sole. Sam fluttuava l accanto, con il corpo angolato a quarantacinque gradi rispetto al lavoro. Un giovane cinturiano galleggiava vicino a lei, con il corpo a un angolo che puntava i piedi in direzione della donna. Bull cap che era un insulto.
Bull disse Sam. Il volto del giovane era una maschera pallida di rabbia. Questo  Gareth. Ha deciso che montare condutture  schifoso.
Sono un ingegnere disse Gareth, pronunciando l'ultima parola con una violenza tale da farlo ruotare un po'. Otto anni sulla Stazione di Tycho! Non ho intenzione di essere usato come un fottuto tecnico.
Gli altri saldatori non si voltarono dal loro lavoro ma Bull vedeva bene che avevano tutti l'orecchio teso. Guard Sam; il suo viso era indecifrabile. Bull non riusciva a capire se chiamarlo in suo aiuto fosse stato difficile per lei oppure se facesse parte di quello che si aspettava che lui facesse per rimettere a posto le cose dopo quello che era successo con Pa. Il fatto che si fosse trattato della reclusione pi breve mai iscritta a registro non cancellava il fastidio di essere stata invischiata nelle sue beghe politiche. A ogni modo, lei aveva trasferito il problema al suo livello, e adesso stava a Bull risolverlo.
Bull prese un respiro profondo.
Allora, su cosa state lavorando qui? chiese lui, non tanto perch gli importasse quanto perch gli avrebbe dato qualche altro secondo per pensare, ora che il suo cervello non funzionava al meglio.
Ho un guasto su una delle linee principali disse Sam. Posso prendere tre giorni per diagnosticare l'intero sistema, oppure posso prendere venti ore e organizzare un bypass.
E la conduttura  per il bypass.
S.
Bull sollev il pugno nell'equivalente cinturiano di un cenno di assenso col capo, poi rivolse la sua attenzione al ragazzo. Gareth era giovane, era stanco ed era un cinturiano dell'APE, il che voleva dire che non aveva mai ricevuto alcun tipo di reale indottrinamento militare. Bull immaginava che Sam gli avesse urlato contro un bel po' prima di richiedere assistenza.
D'accordo, allora disse Bull.
Est-hey  una stronzata disse l'uomo, con una sintassi pencolante.
Capisco disse Bull. Puoi andare. Prima per lascia che ti aiuti a prendere la tua attrezzatura.
Gareth sbatt le palpebre. A Bull parve di scorgere l'accenno di un sorriso agli angoli degli occhi arrossati di Sam, ma quello poteva voler dire qualunque cosa. Compiacimento per la stanchezza nella voce di Bull o per la confusione di Gareth, o forse lei capiva cosa stava facendo Bull e pensava che fosse davvero sveglio.
Parlo un po' con i ragazzi delle altre navi disse Bull. Terrestri o marziane. Qualcuno mander indietro una nave. Vedr se riesco a farti ottenere un passaggio fino a Ceres.
Gareth apr la bocca e poi la richiuse come un pesce rosso. Sam si spinse via, agganciando l'attrezzatura del saldatore con una mano, tirandosela vicino per accelerare la svolta e poi protendendo il braccio per rallentarla. Bull la prese e inizi a mettersi le cinghie.
Sai come si fa? chiese Sam.
Abbastanza da fissare condutture disse Bull.
La sicurezza pu fare a meno di te?
Ho terminato il turno disse Bull. Stavo giusto andando alla mia branda ma, se c' bisogno di fare questo, posso farlo.
D'accordo, allora disse Sam. Prendi il tratto alla fine e far venire qualcuno che lo unisca a quello di Marca. Verr a controllare il tuo lavoro tra un minuto.
Sta bene disse Bull. Stava ruotando solo di qualche grado ogni secondo e lasci che l'inerzia lo facesse girare per fronteggiare il ragazzo. La rabbia era ancora l, ma stava affondando sotto uno strato di imbarazzo. Tutte le sue argomentazioni e le sue smargiassate sul non fare qualcosa perch non si addiceva al suo ruolo, e adesso il capo della sicurezza stava usando il suo turno di riposo per fare quello stesso lavoro. Bull sentiva l'attenzione degli altri saldatori su di loro. Accese la sua fiamma ossidrica, giusto per provarla, e l'aria tra loro si fece bianca per un secondo.
Okay, allora. Ci penso io. Puoi andare, se vuoi.
Il ragazzo si spost, apprestandosi a lanciarsi di nuovo dall'altra parte dell'hangar e all'interno della nave. Bull cerc di ricordare l'ultima volta che aveva effettivamente saldato qualcosa in assenza di gravit. Era piuttosto certo di poterlo fare, ma avrebbe dovuto cominciare lentamente. Poi le spalle di Gareth s'incurvarono in avanti e Bull cap che non sarebbe stato necessario. Inizi a togliersi le cinghie e Gareth venne avanti per aiutarlo.
Sei stanco disse Bull, tenendo la voce bassa quanto bastava perch non giungesse fino agli altri. Hai lavorato troppo e ti ha dato un po' alla testa. Succede a tutti.
Bien.
Bull mise la fiamma ossidrica nella mano del ragazzo e ve la strinse.
Questo  un privilegio disse Bull. Essere qua fuori, a fare queste stronzate, a farci il culo senza che a nessuno freghi qualcosa...  un privilegio. La prossima volta che proverai a minare l'autorit del capo ingegnere Rosenberg, rispedir il tuo culo a casa con una nota che dice che non sei all'altezza.
Il ragazzo borbott qualcosa che Bull non riusc a distinguere. La vampata delle altre fiamme ossidriche faceva danzare di nuovo luci bianche e brune sulla faccia del ragazzo. Bull gli mise una mano sul braccio.
S, signore disse Gareth. Bull lo lasci andare e il ragazzo si spinse via dalla parete, andandosi a mettere sopra il tratto di tubo che era l ad attenderlo. Sam comparve vicino al gomito di Bull, scivolando fuori dal punto cieco sopra e dietro di lui.
Ha funzionato disse lei.
Gi.
E non ha nuociuto il fatto che tu sia un terrestre.
Niente affatto. Come vanno le cose?
In pezzi disse Sam. Ma le rimetteremo insieme con la gomma da masticare, se proprio dobbiamo.
Almeno non ci stava sparando contro nessuno.
Sam rise, un suono che aveva in s un po' di calore.
Non avrebbero dovuto farlo due volte.
Il segnale di allerta giunse nello stesso istante da tutti i loro terminali palmari, simultaneamente al sistema di comunicazione della nave. Bull premette le labbra in una linea sottile.
Be', un tempismo del genere  un po' sinistro disse Sam prima che la voce del capitano Ashford risuonasse per tutta la nave. Lo spazio aperto e i diversi altoparlanti fecero riecheggiare quelle parole come fossero la voce di Dio.
Qui  il capitano che vi parla. Ho appena ricevuto conferma dall'autorit centrale dell'APE che le azioni intraprese dal criminale James Holden non sono state autorizzate da nessuna fazione dell'Alleanza dei Pianeti Esterni. Le sue azioni mettono in pericolo non solo questa nave ma la reputazione e la rispettabilit dell'Alleanza. Ho informato l'autorit centrale che abbiamo intrapreso un'azione rapida e decisa contro Holden e che lui ci  sfuggito solo ritirandosi attraverso l'Anello.
A proposito, grazie per quello disse Sam.
De nada.
Ho richiesto e ottenuto continu Ashford l'autorit per continuare ad affrontare questo insulto come pi ritengo opportuno. Tutte le prove dei nostri stessi sensori e delle trasmissioni marziane e terrestri a cui abbiamo accesso mostrano che la Rocinante  passata attraverso l'Anello in buone condizioni e non pare aver subito danni nonostante le anomalie fisiche dall'altro lato.
Alla luce di questo, ho preso la decisione di seguire Holden attraverso l'Anello e di prendere in custodia lui e il suo equipaggio. Invier istruzioni specifiche a tutti i capidipartimento per delineare quali preparativi dovremo completare prima di iniziare la nostra accelerazione, ma mi aspetto di essere all'inseguimento entro le prossime sei ore.  imperativo per l'orgoglio, la dignit e l'onore dell'APE che questo insulto non rimanga ignorato e che le mani che porteranno Holden alla giustizia siano le nostre.
Voglio che sappiate tutti che sono onorato di servire assieme a un equipaggio tanto valoroso e che, insieme, faremo la storia. Prendetevi queste prossime ore, tutti voi, per riposarvi e prepararvi. Dio vi benedica tutti quanti, e benedica l'Alleanza dei Pianeti Esterni.
Con un sonoro clic da cento altoparlanti, Ashford chiuse il collegamento. La luce bianca lampeggiante delle fiamme ossidriche era scomparsa e l'hangar era pi buio, ora. Nello stomaco di Bull, una risata faceva a cazzotti con un senso di profonda disperazione.
Credi che sia ubriaco? disse Sam.
Peggio.  in imbarazzo. Sta cercando di salvare la faccia disse Bull.
La Behemoth si  calata le brache di fronte a Dio e a tutti quanti, e adesso ci tocca diventare i pi cazzuti del sistema per rimediare alla cosa?
Pi o meno.
Pensi di convincerlo a non farlo?
Ci prover.
Sam si gratt la guancia.
Potrebbe essere difficile fare marcia indietro dopo quel discorsetto alla Enrico V.
Non lo far disse Bull. Ma devo tentare.
I pianeti interni erano usciti dal guscio comprendendo che erano soldati inviati in una terra straniera. Bull ricord la sensazione della prima volta in cui era stato spedito via: la sensazione di lasciarsi la propria casa alle spalle. Per gli interni, l'espansione nel sistema solare aveva sempre avuto l'esercito come fulcro.
Per i cinturiani non era cos. Qui erano loro, i nativi. Le forze che avevano portato i loro antenati fin nella Cintura avevano radici nello scambio, nel commercio e in un'irrefrenabile promessa di libert. L'APE aveva cominciato la sua vita pi come un'unione sindacale che come una nazione. La differenza era sottile ma forte, e traspariva in strani modi.
Se fossero stati su una qualunque delle navi terrestri o marziane che ora fluttuavano nel buio vicino all'Anello, Bull sarebbe uscito dalla sua accurata e profonda lavata di capo da parte del capitano per andare a cercare il primo ufficiale Pa in una cambusa o in una mensa. Ma quella era la Behemoth, perci la trov in un bar.
Era un luogo piccolo con bulbi di alcol, cioccolata, caff e t, tutti impostati con controlli di temperatura nella tettarella, cos le bevande uniformemente tiepide potevano uscire in un raggio che andava da bollente a ghiacciato. L'arredamento era quello di un night club scadente, con luci colorate ed economiche pellicole autoadesive a nascondere le pareti. Mezza dozzina di persone fluttuavano aggrappate a maniglie o ancorate a cavezze, e Pa era una di loro.
Il suo primo pensiero mentre si trascinava verso di lei fu che quella donna aveva bisogno di tagliarsi i capelli. Ora che la falsa gravit dell'accelerazione non c'era pi, i suoi capelli galleggiavano attorno a lei, troppo corti da legare ma ancora abbastanza lunghi da interferire con il suo campo visivo e infilarlesi in bocca. Il suo secondo pensiero fu che pareva stanca quanto lui.
Signor Baca disse Pa.
Vicecomandante. Le spiace se mi unisco a lei?
La stavo aspettando. Ha fatto visita al capitano?
Bull desider potersi sedere, non per qualche motivo in particolare quanto per la sottile connotazione fisica che ci avrebbe dato alla loro conversazione.
Ci sono stato. Non  stato contento di vedermi. Mi ha mostrato la proposta che ha costruito su come rimuovermi dalla mia posizione.
Era un eventuale piano d'emergenza disse lei.
Gi. Dunque, questa idea per cui portiamo la Behemoth attraverso l'Anello... Non possiamo farlo. Se iniziamo qualsiasi tipo di accelerazione seria, avremo due flotte alle calcagna. E non sappiamo cosa c' dall'altro lato tranne che  molto pi potente di noi.
Vuole che una civilt aliena si faccia un'idea dell'umanit prendendo Jim Holden a modello?
Ashford aveva detto la stessa cosa, parola per parola. Era stata la sua argomentazione pi convincente e ora Bull sapeva da chi l'aveva presa. Aveva avuto tutto il tempo del lungo viaggio in ascensore per fare in modo che il suo cervello, nonostante la carenza di sonno, elaborasse una controargomentazione.
Quello non entrer nemmeno in gioco se ci fanno saltare le palle prima che ci arriviamo disse. Pensa davvero che la Terra e Marte si limiteranno a seguire la linea in cui si limitano a fare la parte dello sceriffo? Saranno in parecchi a pensare ancora che, qualunque fossero i piani di Holden, eravamo coinvolti anche noi. E anche in caso contrario, non succeder che si mettano da parte e ci lascino prendere l'iniziativa. Pu scommetterci il culo che il comandante dell'armata marziana chieder al suo primo ufficiale se vogliono che una civilt aliena si faccia un'idea dell'umanit prendendo Ashford a modello.
Non male disse Pa. Il rovesciamento? Ottimo stratagemma.
Pu darsi che i pianeti interni non stiano ancora avanzando minacce, disse Bull ma...
Le stanno facendo. Marte ha minacciato di aprire il fuoco su di noi se ci avviciniamo entro centomila chilometri dall'Anello.
Bull si port la mano alla bocca. Riusciva a percepire la sua mente lottare per tirar fuori un senso da quelle parole. La marina marziana aveva gi messo sul tavolo un ultimatum. E Ashford non l'aveva nemmeno menzionato.
Ma allora cosa diavolo stiamo facendo?
Ci stiamo preparando per l'accelerazione tra quattro ore e tre quarti, signor Baca disse Pa. Perch questo  ci che ci  stato ordinato di fare.
L'amarezza non era solo nella sua voce. Era nei suoi occhi e nell'angolazione della sua bocca. Solidariet e indignazione si scontravano nella mente di Bull e, sotto di esse, un panico crescente. Era troppo stanco per intrattenere quella conversazione. Era troppo stanco per fare quello che andava fatto. La stanchezza gli aveva strappato via tutte le protezioni che lo avrebbero fatto esitare a parlare. Se fosse riuscito a riposare anche soltanto per un ciclo intero, forse avrebbe potuto trovare un altro modo; ma questa era la mano che gli era stata data, e perci era la mano che avrebbe giocato.
Lei non  d'accordo con lui disse Bull. Se toccasse a lei prendere questa decisione, non lo farebbe.
Pa bevette un lungo sorso dal suo bulbo e l'alluminio flessibile si pieg sotto la suzione. Bull era piuttosto certo che non stesse bevendo per il gusto di farlo e l'impulso di ordinare un whiskey per s lo colp come uno shock inaspettato.
Non importa cosa farei o non farei io disse Pa. Il comando non  mio, perci non  una mia decisione.
A meno che non accada qualcosa al capitano disse Bull. Allora lo sarebbe.
Pa rimase di sasso. Il suono della musica, i disegni di luce mutevoli, tutto quanto parve svanire. Erano nel loro piccolo universo, insieme. Pa attiv il magnete del bulbo e lo attacc alla parete accanto a lei.
C' ancora qualche ora prima dell'inizio dell'accelerazione. E poi il tempo di viaggio. La situazione potrebbe cambiare, ma non prender parte a un ammutinamento disse lei.
Forse non sarebbe necessario. Non tutto deve avere a che fare con lei. Ma a meno che lei non mi ordini espressamente di non farlo...
Glielo sto ordinando espressamente, signor Baca. Le sto ordinando di non intraprendere nessuna azione contro il capitano. Le sto ordinando di rispettare la catena di comando. E se questo significa che devo impegnarmi a dar seguito agli ordini di Ashford, allora prender quell'impegno. Mi ha capito?
S disse Bull lentamente. O moriremo tutti, oppure attraverseremo l'Anello.

18.

Anna

Undici persone si presentarono alla prima funzione religiosa di Anna. Il contrasto con la sua congregazione su Europa sulle prime fu preoccupante. Su Europa, avrebbe avuto una ventina di famiglie che si sarebbero presentate nella mezz'ora precedente l'inizio della funzione, e altre che sarebbero entrate pi tardi. Persone di tutte le et, da nonni che arrivavano su dispositivi di mobilit personale a bambini e neonati urlanti. Alcuni sarebbero arrivati indossando il vestito buono della domenica, altri con abiti logori e informali. Il brusio delle conversazioni prima della funzione sarebbe stato un misto di russo, inglese e poliglotta dei pianeti esterni. Per la fine dell'incontro di adorazione, alcuni sarebbero stati a russare sulle loro panche.
La sua congregazione della marina delle Nazioni Unite fece il suo ingresso in un unico gruppo esattamente alle ore 9,55. Invece di entrare e prendere posto, fluttuarono nella stanza come un nugolo allargato, poi restarono a librarsi in una nuvola sconcertante di fronte al suo podio. Indossavano alte uniformi immacolate, stirate cos bene che parevano tanto aguzze da tagliere la pelle. Non parlarono ma si limitarono a guardarla trepidanti. Ed erano tutti cos giovani. Il pi vecchio non poteva aver avuto pi di venticinque anni.
Quelle circostanze insolite rendevano la sua abituale funzione religiosa inappropriata - non c'era bisogno di un messaggio per i bambini o di annunci della chiesa - perci Anna si lanci direttamente in una preghiera, seguita da una lettura delle scritture e da un breve sermone. Aveva considerato se fare un sermone sul dovere e sul sacrificio: sembrava appropriato in quell'ambiente marziale. Invece aveva deciso di parlare perlopi dell'amore di Dio. Vista la paura che Chris aveva espresso pochi giorni prima, le sembrava la scelta migliore.
Quando ebbe finito, termin con un'altra preghiera, poi diede la comunione. Quel rituale delicato parve allentare la tensione che percepiva nella stanza. Ciascuno degli undici giovani soldati si avvicin al suo tavolo improvvisato, prese un bulbo di succo d'uva e un'ostia e torn alla sua posizione precedente, a fluttuare l vicino. Anna lesse le parole familiari di Matteo e Luca, poi pronunci la benedizione. Mangiarono il pane e bevvero dal bulbo. E, com'era sempre accaduto dalla primissima funzione religiosa che lei riusciva a ricordare, Anna avvert qualcosa di vasto e tranquillo posarsi su di lei. Percep anche il fremito che cerc di risalirle su per la spina dorsale gareggiare con una minacciosa risata di pancia. Ebbe una visione improvvisa di Ges, che aveva chiesto ai suoi discepoli di continuare a fare questo in memoria di Lui, osservare la sua piccola congregazione che fluttuava nella microgravit e beveva succo d'uva ricostituito da bulbi a suzione. Quella situazione sembrava portare al limite quello che Lui aveva inteso con le sue parole.
Un'ultima preghiera e la funzione termin. Nessuno della sua congregazione si spinse verso la porta per andarsene. Undici giovani facce rimasero l a fissarla, in attesa. L'aura opprimente di paura che era riuscita a scacciare durante la comunione s'insinu di nuovo nella stanza.
Anna gir attorno al podio e si un alla loro nuvola allargata. Dovrei aspettarmi qualcuno la prossima settimana? Voi ragazzi mi state rendendo nervosa.
Fu Chris il primo a parlare. No,  stato davvero bello. Sembrava voler dire altro, ma si ferm e abbass invece lo sguardo verso le sue mani.
Su Europa, la gente avrebbe portato degli spuntini e caff per dopo la funzione disse Anna. Potremmo farlo la prossima volta, se volete.
Qualche cenno di assenso poco sentito. Una giovane donna muscolosa in uniforme da marine tir fuori dalla tasca il suo terminale palmare per met per controllare l'ora. Anna sent che li stava perdendo. Avevano bisogno di qualcos'altro da lei, ma non avevano intenzione di chiederlo. E decisamente non si trattava di caff e spuntini.
Avevo in serbo un intero sermone su Davide disse, mantenendo il suo tono informale. Colloquiale. Sul fardello che facciamo gravare sui nostri soldati. I sacrifici che vi chiediamo di fare per il resto di noi.
Chris alz lo sguardo dalle sue mani. La giovane marine mise via il suo terminale palmare. Con il podio alle sue spalle, la sala riunioni era solo una scatola grigia e monotona. Il piccolo capannello di soldati fluttuava di fronte a lei e all'improvviso la prospettiva cambi e si ritrov sopra di loro, cadendo nella loro direzione. Sbatt rapidamente le palpebre per interrompere quella scena e deglut per scacciare dalla gola il sapore della nausea, simile a limone.
Davide? disse un giovane con i capelli castani e la carnagione scura. Aveva un accento che ad Anna parve australiano.
Re di Israele disse un altro giovane uomo.
Quella  solo la versione piacevole controbatt la marine.  il tipo che uccise uno dei suoi uomini per poter andare a letto con sua moglie.
Si batt per il suo Paese e per la fede si inser Anna, usando il tono da insegnante che usava nelle lezioni sulla Bibbia per adolescenti. Il tono che faceva capire a tutti che era lei la voce dell'autorit.  quella la parte che mi interessa, in questo momento. Prima di essere un re, era un soldato. E spesso non era apprezzato da coloro che serviva. Frappose pi volte il suo corpo tra il pericolo e coloro che aveva giurato di proteggere, anche quando i suoi comandanti erano indegni di lui.
Altri cenni di assenso. Nessuno guardava pi il proprio terminale palmare. Ebbe la sensazione che li stava riconquistando tutti.
Ed  quello che abbiamo chiesto ai nostri soldati fin dall'alba dei tempi continu. Tutti i presenti hanno rinunciato a qualcosa per essere qui. Spesso non siamo degni di voi, e voi lo fate comunque.
Allora perch non l'ha fatto? chiese Chris. Sa, il sermone su Davide?
Perch sono spaventata disse Anna, prendendo la mano di Chris con la sinistra e quella del ragazzo australiano con la destra. Senza che nessuno dicesse nulla, quella nuvola indistinta divenne un circolo di mani giunte. Sono cos spaventata. E non voglio parlare di soldati e sacrificio. Voglio parlare di Dio che veglia su di me. Che s'interessa di quel che mi accade. E pensavo che forse anche altre persone l'avrebbero voluto.
Altri cenni di assenso. Chris disse: Quando gli smilzi hanno fatto saltare quella nave, ho pensato che saremmo morti tutti.
Cazzo, se  cos esclam la marine. Poi rivolse ad Anna un'occhiata imbarazzata. Spiacente, signora.
 tutto a posto.
Loro dicono di non averlo fatto disse un'altra donna. Hanno sparato a Holden.
Gi, e poi la loro intera nave si  misteriosamente spenta. Se i polverosi non avessero tracciato Holden, quello se ne sarebbe volato via illeso.
Lo seguiranno disse la giovane marine.
I polverosi dicono che se li fumeranno, se proveranno a entrare.
Fanculo i polverosi disse l'australiano. Li arrostiremo uno per uno, se provano a fare qualcosa.
Okay si inser Anna, mantenendo un tono di voce gentile. I polverosi sono marziani. Loro preferiscono marziani. E anche chiamare smilzo chi  originario dei pianeti esterni  scortese. Epiteti del genere sono un tentativo di disumanizzare un gruppo di persone per non sentirsi in colpa quando vengono uccisi.
La marine sbuff e distolse lo sguardo.
E continu Anna combattere l fuori  l'ultima cosa che dovremmo fare. Non ho ragione?
Gi disse Chris. Se combattiamo l fuori, moriremo tutti. Nessun appoggio, nessun rinforzo, nulla dietro cui nascondersi. Tre flotte armate e niente di pi grosso di un atomo d'idrogeno vagante come copertura. Questo  quello che chiamiamo un cubo della morte.
Il silenzio si protrasse per un momento, poi l'australiano sospir e disse: Gi.
E qualcosa potrebbe venir fuori dall'Anello.
Dirlo ad alta voce e poi ammettere che fosse davvero cos prosciug la tensione dall'aria. Dato che tutti fluttuavano nella microgravit, nessuno poteva stravaccarsi. Ma spalle e fronti si rilassarono. Ci furono alcuni sorrisi mesti. Perfino la giovane marine arrabbiata si pass una mano tra i corti capelli biondi e annu senza guardare nessuno.
Rifacciamolo la prossima settimana disse Anna mentre li aveva ancora l per s. Possiamo celebrare la comunione, poi forse chiacchierare per un po'. E nel frattempo la mia porta  sempre aperta. Vi prego di chiamarmi, se avete bisogno di parlare.
Il gruppo cominci a disperdersi, diretto verso la porta. Anna tenne stretta la mano di Chris. Pu aspettare un momento? Devo chiederle una cosa.
Chris disse la marine con una voce cantilenante in tono scherzoso. Mi sa che ti tocca un po' di azione alla missionaria.
Non  divertente disse Anna, usando tutto il peso della sua voce da insegnante. La marine ebbe il buon gusto di arrossire.
Spiacente, signora.
Pu andare disse Anna, e la marine lo fece. Chris, si ricorda la giovane donna che era alla mensa ufficiali la prima volta che ci siamo incontrati?
Lui scroll le spalle. C'erano molte persone che andavano e venivano.
Questa aveva lunghi capelli scuri. Sembrava molto triste. Indossava abiti civili.
Oh disse Chris con un sogghigno. Quella carina. S, me la ricordo.
La conosce?
No. Solo un'operaia civile che aggiusta le tubature, suppongo. Ne abbiamo un paio di navi piene, nella flotta. Perch?
Era una buona domanda. Sinceramente, Anna non era certa del perch quella giovane donna arrabbiata avesse occupato cos tanto i suoi pensieri in quegli ultimi giorni. Ma qualcosa che aveva intravisto in lei si era attaccato alla memoria di Anna come un riccio sui suoi abiti. Si sentiva irritata e nervosa e, all'improvviso, il volto della ragazza le balzava in mente. La rabbia, il senso di minaccia che aveva irradiato. La prossimit di quell'incontro alle improvvise ostilit, alle navi danneggiate e alle persone che si sparavano tra loro. Non c'era nulla a legare assieme tutte quelle cose, ma Anna non riusciva a scrollarsi di dosso la sensazione che fossero connesse.
Sono preoccupata per lei... disse infine Anna. Almeno non era una menzogna.
Chris stava armeggiando col suo terminale palmare. Dopo alcuni secondi disse: Melba Koh. Ingegnere elettrochimico. Probabilmente far su e gi per la nave qui e fino a casa. Pu darsi che le capiter di incontrarla per caso.
Ottimo disse Anna, domandandosi se voleva davvero che succedesse.
Sai cosa fa schifo? chiese Tilly. Prima che Anna potesse dire qualunque cosa, Tilly prosegu. Questo fa schifo.
Non dovette aggiungere altro. Stavano fluttuando assieme vicino a un tavolo nello spaccio civile. Una piccola scatola di plastica era attaccata al tavolo con piedi magnetici. All'interno c'era una variet di tubi riempiti d'impasti di proteine e carboidrati in una serie di colori e sapori. Accanto alla scatola c'erano due bulbi. Quello di Anna conteneva t. Quello di Tilly, caff. La mensa ufficiali, con i suoi camerieri cortesi, i pasti cucinati a richiesta e l'open bar, era un ricordo lontano. Erano diversi giorni che Tilly non beveva nulla di alcolico. E nessuna di loro due aveva mangiato nulla che dovesse essere masticato da altrettanto tempo.
Avena e uvetta non  male. Penso che possa esserci dentro vero miele disse Anna, sollevando uno dei pacchetti di plastica bianca da spremere. Per Tilly i viaggi spaziali non erano una novit. Suo marito possedeva tenute su ogni roccia principale del sistema solare. Ma Anna sospettava che lei non avesse mai mangiato cibo da un tubo di plastica in tutta la sua vita prima di adesso. Qualunque pilota potesse aver avuto la pessima idea di mettere la nave di Tilly in assenza di gravit durante uno dei suoi pasti, probabilmente era stato licenziato al porto successivo.
Tilly prese un pacchetto di poltiglia di avena, arricci il labbro, poi lo scagli via con le dita. Quello rimase l sospeso, a ruotarle accanto alla testa come un elicottero in miniatura.
Annie disse Tilly. Se avessi voluto succhiare liquidi ripugnanti da un tubo flaccido e indifferente, sarei rimasta sulla Terra con mio marito.
A un certo punto Anna per Tilly era diventata Annie, e le sue obiezioni a quel nomignolo avevano lasciato Tilly del tutto imperturbata. Devi mangiare, prima o poi. Chi pu sapere per quanto tempo resteremo qua fuori.
Non per molto ancora, se ho voce in capitolo disse una voce tonante alle spalle di Anna.
Se avesse avuto i piedi posati sul pavimento, avrebbe fatto un salto. Ma fluttuando nell'aria, tutto ci che riusc a fare fu un sussulto e uno squittio poco dignitosi.
Spiacente di averla spaventata prosegu Cortez, scivolando nel suo campo visivo. Ma speravo che potessimo parlare.
Strascicava i piedi sul pavimento indossando gli stivali magnetici che la marina aveva distribuito. Anna li aveva provati, ma scivolare liberamente avendo i piedi ancorati al pavimento le aveva procurato una sgradevole sensazione, come di trovarsi sott'acqua, che le dava la nausea ancor pi di fluttuare. Perci non li usava mai.
Cortez rivolse a Tilly un cenno del capo e un sorriso troppo bianco in quel volto dalla carnagione color nocciola. Senza chiedere se poteva unirsi a loro, us la schermata di men sul tavolo per ordinare un'acqua tonica. Tilly ricambi il suo sorriso. Era il finto sorriso Non ti vedo nemmeno' che usava con quelli che le portavano il bagaglio o la servivano al tavolo. Una volta messo in chiaro il loro reciproco disprezzo, Tilly sorseggi il suo caff e ignor la presenza dell'uomo. Cortez mise una manona sulla spalla di Anna e disse: Dottoressa Volovodov, sto radunando una coalizione di importanti consiglieri civili su questa nave per avanzare una richiesta al capitano, e vorrei il suo sostegno.
Anna ammir la totale sincerit che Cortez riusc a inserire in una frase che era composta quasi completamente di adulazione. Cortez era l perch era il consigliere spirituale del segretario generale delle Nazioni Unite. Anna era l perch il Consiglio metodista unito poteva fare a meno di lei e casa sua pareva essere di strada. Se l'avevano inclusa in una lista di consiglieri importanti, allora l'asticella doveva essere stata fissata piuttosto in basso.
Sono lieta di parlarne, dottor Cortez disse Anna, poi allung la mano verso il bulbo di t. Questo le diede una scusa per districare il suo braccio dalla stretta dell'uomo. Come posso aiutare?
Per prima cosa, devo lodarla per la sua iniziativa di organizzare funzioni religiose per gli uomini e le donne della nave. Mi vergogno di non averci pensato per primo, ma sono lieto di seguire il suo esempio. Stiamo gi organizzando incontri simili con i capi delle varie fedi a bordo.
Anna si sent arrossire, anche se sospettava che tutto quello che Cortez diceva fosse manipolatorio. Era talmente abile da riuscire a ottenere la reazione desiderata anche quando sapevi esattamente quale fosse il suo vero scopo. Anna non riusc a fare a meno di ammirarlo un po'.
Sono certa che i marinai lo apprezzano.
Ma c' altro lavoro che potremmo fare disse Cortez. Un lavoro pi importante. Ed  questo che sono venuto a chiederle.
Tilly si volt di nuovo verso il tavolo e scocc un'occhiata tagliente a Cortez. Cosa stai tramando, Hank?
Cortez la ignor. Anna, posso chiamarla Anna?
Eccolo che arriva, Annie disse Tilly.
Annie?
No si intromise Anna. Anna va bene. La prego di chiamarmi Anna.
Cortez annu con la sua testa bianca e castana, accecandola con il suo sorriso. Grazie, Anna. Quello che voglio chiederle  firmare una petizione che sto facendo circolare e aggiungere la sua voce alla nostra.
La nostra?
Sa che la Behemoth ha iniziato ad accelerare verso l'Anello?
L'ho sentito.
Stiamo chiedendo al capitano di accompagnarla.
Anna sbatt le palpebre due volte, poi apr la bocca per parlare e non trov nulla da dire. La richiuse con uno schiocco quando si rese conto che sia Cortez che Tilly la stavano fissando. Andare dentro l'Anello? Holden era riuscito a entrare e sembrava che fosse ancora vivo. Ma entrare davvero nell'Anello non aveva mai fatto parte del piano della missione, almeno non per il contingente civile.
Nessuno aveva la minima idea delle strutture che li attendevano dall'altra parte dell'Anello o di quali cambiamenti potessero avvenire sugli umani in seguito al passaggio attraverso quel tunnel spaziale. O se semplicemente l'Anello sarebbe rimasto aperto. Poteva avere un limite di massa prestabilito o una scorta di energia limitata, o chiss che altro. Poteva semplicemente sigillarsi dopo il passaggio di un numero sufficiente di navi. Poteva chiudersi mentre una nave era a met dell'attraversamento. Anna si immagin la Prince tagliata a met, con i due pezzi che galleggiavano nello spazio a un miliardo di anni luce l'uno dall'altro, con gli umani che precipitavano nel vuoto da entrambi i lati.
Stiamo chiedendo anche ai marziani di venire con noi continu Cortez. Ora mi ascolti. Se uniamo le forze in questo...
S disse Anna prima di sapere che l'avrebbe detto. Non sapeva perch Cortez stesse insistendo sull'argomento e non gliene importava. Forse era per ottenere voti nelle elezioni terrestri. Forse per Cortez rappresentava un modo per esercitare il controllo sui comandanti militari. Forse pensava che fosse la sua vocazione. Non erano venuti l come esploratori, non esattamente. Erano venuti l per essere visti dalla gente che se ne stava a guardare da casa. Era il motivo per cui avevano avuto cos tante proteste e sceneggiate quando erano partiti. Un tempo, tutto quel progetto era come uno spettacolo, ma ora le cose erano cambiate e questa era la risposta alle paure che aveva visto in chiesa.
Il pericolo immediato non era l'Anello. Almeno non adesso. Erano gli umani che sfogavano la loro ansia sul nemico pi vicino che potevano vedere: loro stessi. Se l'APE avesse proseguito col suo piano di seguire Holden nell'Anello e le Nazioni Unite e le forze marziane si fossero aggregate nel seguirli, nessuno avrebbe avuto alcun motivo per sparare a nessun altro. Sarebbero stati quello che erano stati all'inizio: una task force unita per esplorare la scoperta pi importante della storia umana. Se fossero rimasti, sarebbero stati tre flotte arrabbiate che cercavano di impedirsi a vicenda di ottenere un vantaggio. Tutto ci si rivers nella mente di Anna con una sensazione molto simile a sollievo.
S ripet. Firmer. Le cose che dobbiamo sapere, le cose che dobbiamo apprendere e riportare con noi a tutte quelle persone spaventate a casa.  l che le apprenderemo. Non qui. Sull'altro lato. Grazie per avermelo chiesto, dottor Cortez.
Hank, Anna. La prego, mi chiami Hank.
Oh disse Tilly. Il suo bulbo di caff fluttuava dimenticato nell'aria di fronte a lei. Siamo davvero fottuti.
Ciao Nono disse Anna alla videocamera nel pannello comunicazioni della sua stanza. Ciao Nami! La mamma ti vuole bene. Ti vuole tanto bene. Strinse forte il cuscino contro il petto. Questo sei tu. Questo siete voi due.
Mise gi il cuscino e si prese un momento per ricomporsi.
Nono, chiamo per chiedervi di nuovo scusa.

19.

Melba

L'ingiustizia di quella situazione urlava in fondo al suo cranio; non la lasciava dormire. C'era mancato tanto cos perch funzionasse. Poi per Holden si era tuffato dentro l'Anello e qualcosa lo aveva salvato, e Melba aveva sentito come un enorme pugno invisibile conficcarsi nella sua pancia. Ed era ancora l.
Aveva osservato tutta la vicenda dai suoi alloggi, seduta a gambe incrociate sul suo sedile a smorzamento, con il terminale palmare che radunava informazioni da ogni canale disponibile. La rete era stata cos inondata di altre persone che facevano lo stesso che il suo segnale non sarebbe risaltato. Nessuno si sarebbe domandato perch stava guardando, quando tutti gli altri facevano lo stesso. Quando l'APE aveva aperto il fuoco, lei aveva udito le forze terrestri prepararsi a un'ondata di esplosioni di sabotaggio che non erano mai arrivate. La rabbia verso Holden, le condanne e le recriminazioni erano state per lei come versare acqua fredda su un'ustione. La sua squadra era stata chiamata per un intervento di emergenza sulla Seung Un, per riparare il danno che lei stessa aveva provocato, ma lei aveva continuato a controllare ogni volta che riusciva a trovare un momento libero. Quando Marte aveva rivolto i suoi laser di puntamento sulla Rocinante, guidando il missile verso di lui, Melba aveva riso forte. Holden aveva interrotto la trasmissione del suo messaggio, ma gli era costato l'azzeramento dell'intero sistema di comunicazioni della nave. Era impossibile che potesse inviare una ritrattazione in tempo.
Quando Holden era passato attraverso l'Anello, Melba era impegnata in tre conversazioni simultaneamente ed era impegnata a guardare un misuratore elettrico in cerca di fluttuazioni pericolose. Era stato solo dopo aver finito il turno sulla Cerisier che aveva scoperto che Holden non era morto. Che non sarebbe morto. Il missile era stato fermato e il nemico era stato risparmiato.
Tornata sulla sua nave, era andata dritta alla sua cuccetta, si era raggomitolata sul sedile e aveva cercato di non farsi prendere dal panico. Il suo cervello sembrava essersi slegato: i suoi pensieri andavano in direzioni a caso. Se i marziani avessero semplicemente sganciato i loro missili invece di aspettare che fosse l'APE a fare il lavoro, Holden sarebbe morto. Se la Rocinante fosse stata pi vicina alla Behemoth di poche migliaia di chilometri quando aveva sparato, Holden sarebbe morto. Le sospensioni cardaniche sotto il suo sedile si erano mosse silenziosamente avanti e indietro nell'ultimo tratto di decelerazione e Melba si era resa conto che il suo corpo stava tremando, facendole sbattere la schiena contro il gel. Se la cosa che aveva creato la protomolecola - quel male senza nome che se ne stava accucciato nel nero abissale dall'altro lato dell'Anello - non avesse cambiato le leggi della fisica, Holden sarebbe morto.
Holden era vivo.
Lei aveva sempre saputo che la distruzione di James Holden era qualcosa di fragile. Ci sarebbero state delle discrepanze, se qualcuno avesse guardato con attenzione. Non aveva potuto far corrispondere il suo annuncio all'esatta accelerazione a cui la Rocinante si sarebbe trovata quando lei avesse fatto scattare la sua trappola. Ci sarebbero state artificiosit nel video che un'analisi sufficientemente accurata avrebbe potuto individuare. Quando fosse accaduto, per, sarebbe stato troppo tardi. La storia di James Holden sarebbe stata fissata. Le nuove prove avrebbero potuto essere rigettate come accadeva con squinternati e teorici del complotto. Ma per questo sarebbe stato necessario che Holden e il suo equipaggio fossero morti. Era qualcosa che lei aveva sempre sentito dire a suo padre: se il tuo avversario  morto, il giudice ha solo una campana da ascoltare. Quando Holden fosse riuscito a ripristinare il suo sistema di comunicazioni, avrebbero cominciato a indagare. Melba sarebbe stata presa. Avrebbero scoperto che era stata lei.
E - quel pensiero aveva il sapore ramato della paura - avrebbero trovato Ren. Avrebbero scoperto che l'aveva ucciso lei. Suo padre l'avrebbe saputo. Gli sarebbe arrivata voce nella sua cella che lei aveva malmenato Ren fino a ucciderlo e quella sarebbe stata la cosa peggiore di tutte. Non che l'avesse fatto, pens Melba. Che l'avessero scoperta.
Il suono venne dalla sua porta, tre forti tonfi, e lei non riusc a fare a meno di urlare. Il cuore le batteva forte, il sangue le martellava all'interno della gola, picchiando contro le sue costole.
Signorina Koh? giunse la voce di Soledad.  l dentro? Posso... ho bisogno di parlarle se lei...
Sentire la paura nella voce di qualcun altro le dava un senso di vertigini. Melba si alz in piedi. O il pilota stava riposizionando la nave oppure era lei a essere semplicemente instabile. Non riusciva a capire quale delle due. Si guard allo specchio e la donna dall'altra parte avrebbe potuto essere una persona normale, svegliata da un sonno profondo.
Solo un minuto disse, passandosi le dita tra i capelli e premendo le ciocche scure contro il cuoio capelluto. Si sentiva il viso appiccicaticcio. Non c'era nulla da fare. Apr la porta.
Soledad era l, nel corridoio angusto. I muscoli nella sua mascella si muovevano come se stesse masticando qualcosa. I suoi occhi sgranati si posarono su Melba, poi si spostarono, poi continuarono a fare avanti e indietro.
Sono spiacente, signorina Koh, ma non riesco... non riesco a farlo. Non riesco ad andarci. Possono licenziarmi, ma non riesco ad andarci. Melba allung una mano e la mise sul braccio della donna. Quel tocco sembr coglierle di sorpresa entrambe.
D'accordo disse. Andr tutto bene. Dov' che non riesce ad andare?
La nave si spost. Non era la sua immaginazione, poich anche Sol si mosse.
La Prince disse. Non voglio... non voglio offrirmi volontaria.
Volontaria per cosa? chiese Melba. Si sentiva come se stesse trascinando via la ragazza da una specie di collasso mentale. In lei restava abbastanza consapevolezza di s da apprezzare l'ironia.
Non ha ricevuto il messaggio?  arrivato da parte del supervisore contrattuale.
Melba si lanci un'occhiata alle spalle. Il suo terminale palmare era sul sedile, con una fascia verde e rossa sullo schermo che mostrava un messaggio prioritario in attesa. Sollev un dito, tenendo Soledad fuori dalla stanza e lontano dall'armadietto, poi afferr il terminale. Il messaggio era arrivato dieci ore prima, contrassegnato come urgente e risposta obbligatoria. Melba si domand per quanto tempo fosse stata stesa sul sedile, persa nella sua fuga nel panico. Accett di visualizzare il messaggio. Un flusso di scritte legali fitte si rivers sullo schermo, sfacciate come un grido.
La Danis General Contracting, proprietari e operatori di met delle navi di supporto nella flotta, inclusa la Cerisier, stava invocando la clausola di provvedimenti eccezionali del contratto standard. Ogni squadra operativa doveva scegliere un volontario designato per un servizio temporaneo sulla nave della marina delle Nazioni Unite Thomas Prince. La remunerazione sarebbe rimasta al livello standard fino al completamento del contratto, quando sarebbero stati valutati eventuali esenzioni o bonus per i rischi corsi.
Melba dovette leggere le parole tre volte per capirle.
Non posso andarci stava dicendo Soledad, da qualche parte alla sua sinistra. La voce era diventata un piagnucolio irritante. Mio padre. Le ho parlato di lui. Lei mi capisce. Anche sua sorella era l. Deve dire a Bob o Stanni di farlo. Io non posso.
Stavano inseguendo Holden. Sarebbero passati attraverso l'Anello sulle tracce di Holden. Il suo panico non scomparve, ma si mise improvvisamente a fuoco.
Nessuno di voi andr disse Melba. Spetta a me farlo.
Il trasferimento ufficiale fu la cosa pi facile che avesse fatto da quando era salita a bordo. Mand il messaggio all'ufficio appaltatore col suo numero d'identit e un breve messaggio che diceva che avrebbe accettato il trasferimento sulla Prince. Due minuti dopo aveva gi ricevuto i suoi ordini. Aveva tre ore per concludere i suoi affari sulla Cerisier, poi sarebbe salita a bordo della navetta trasporto e via. Sapeva che quel tempo era concepito come un modo per incontrarsi con la sua squadra e rendere pi facile la transizione. Ma aveva altre gatte da pelare.
Riempire un armadietto con sigillante industriale era una cosa. La schiuma era fatta per essere applicata rapidamente e rimanere malleabile per alcuni secondi prima che quella poltiglia gialla affievolisse a una tonalit dorata e s'indurisse. Quella in eccesso poteva essere tagliata via con un coltello affilato per l'ora successiva. Dopodich nulla l'avrebbe smossa tranne il giusto tipo di solvente, e anche quello era un procedimento arduo e sgradevole.
Ma lasciare il corpo dove poteva essere trovato non era un'alternativa possibile. Qualcuno sarebbe stato assegnato alla sua cuccetta e avrebbe voluto usare l'armadietto. Inoltre, in qualche modo lasciare indietro Ren sembrava sbagliato. E cos, due ore e mezzo prima di lasciare la nave, Melba port nella sua stanza un paio di guanti di gomma lunghi fino alle spalle, tre latte di solvente, un rotolo di carta assorbente e una grossa cassetta per gli attrezzi adatta al vuoto e si chiuse la porta alle spalle.
L'anta dell'armadietto sulle prime non voleva aprirsi, fissata da una goccia di sigillante che lei non aveva notato, ma qualche spruzzata di solvente la deterior finch non riusc ad aprirla con le dita. Il sigillante era un'unica parete ruvida di oro, come una falesia rimpicciolita. Melba apr la cassetta degli attrezzi, trasse un respiro profondo e guard la tomba.
Mi dispiace per tutto questo disse. Mi dispiace davvero.
Sulle prime l'unico effetto del solvente spray parve un odore pungente, poi per il sigillante inizi a crepitare, come un migliaio di insetti che zampettassero sulla pietra. Nella parete di sigillante iniziarono a formarsi incavi e indentature, poi un ruscelletto di poltiglia. Melba arrotol alcuni asciugamani, disponendoli sul pavimento per intercettare il flusso.
Il ginocchio di Ren fu la prima parte ad apparire: il tondo della rotula e la pelle annerita dalla morte emersero dalla schiuma che si liquefaceva come un fossile. Il tessuto della sua uniforme era intriso di putrescenza fluida. Melba fu investita dal lezzo, ma non era sgradevole come si era aspettata. Aveva immaginato di vomitare e piangere, ma fu pi tranquilla del previsto. Quando gli prese le gambe per tirarlo fuori, quelle si staccarono dal bacino, cos Melba tagli i pantaloni, le avvolse in alcuni asciugamani e le mise nella scatola degli attrezzi. La sua mente era tranquilla e immobile, come quella di un archeologo che stesse riportando alla luce persone morte secoli prima. Ed ecco la sua spina dorsale. E la poltiglia schifosa dove l'acido idrocloridico nella sua pancia, non pi tenuto a bada dai meccanismi della vita, gli aveva corroso stomaco, fegato e intestini. Per ultima tir fuori la sua testa, con i capelli color rosso vivo scuriti e punteggiati di sostanza come uno strofinaccio da cucina troppo usato.
Melba mise le ossa nella scatola degli attrezzi, le impacchett con gli asciugamani intrisi di sangue e marciume, poi chiuse la sua nuova bara, attiv il sigillo e impost la combinazione della serratura. Le restavano quaranta minuti.
Trascorse altri dieci minuti a pulire l'armadietto dove Ren aveva trascorso la sua morte, poi si tolse i guanti e li gett nell'impianto di riciclaggio. Si fece un bagno, cerc di sfregarsi di dosso la puzza e not vagamente che stava singhiozzando. Ignor quel fatto e, quando si fu cambiata e si fu messa la sua nuova uniforme, il pianto pareva cessato. Prese le ultime cose, le gett in uno zaino, raccolse i capelli ancora bagnati in una coda di cavallo e spinse Ren sulla baia di carico dove le altre provviste sarebbero state portate sulla Prince. Tutto questo non le lasci il tempo di salutare Soledad, Stanni o Bob. Le dispiaceva, ma quello era un fardello che poteva sopportare.
Erano una trentina in totale. Uomini e donne che lei aveva visto per la nave, di cui aveva sentito i nomi una o due volte, che aveva salutato con un cenno del capo nella cambusa o agli attrezzi ginnici. Una volta raggiunta la Prince, furono portati tutti in una piccola sala riunioni bianca, con panche imbullonate al pavimento come in una chiesa. Erano gi in accelerazione, diretti verso l'Anello e qualunque cosa ci fosse dall'altra parte. Mentre l'eccitato furiere blaterava della Thomas Prince, Melba lanci un'occhiata alle facce che aveva intorno. Un vecchio con un'ispida barba bianca e occhi azzurro ghiaccio. Una corpulenta donna bionda che probabilmente era pi giovane di lei, con un eyeliner applicato male e un'aria torva attorno alle guance. Tutti erano l di loro spontanea volont. Spontanea quanto poteva esserlo, vincolata ai termini dei loro contratti di lavoro. Stavano tutti per attraversare l'Anello, in bocca a qualunque cosa ci fosse dall'altra parte. Si domand cosa li avesse convinti a farlo, che genere di segreti avevano nascosto nelle loro casse degli attrezzi.
Dovrete tenere con voi i vostri tesserini d'identificazione in ogni momento stava dicendo il furiere, tenendo sollevato un biglietto di plastica legato a una cordicella. Non sono soltanto le chiavi per entrare nei vostri alloggi, ma vi serviranno anche per ottenere il cibo allo spaccio civile. E vi faranno sapere se siete dove dovreste essere.
La donna bionda si volt verso Melba e le lanci un'occhiataccia. Melba distolse lo sguardo, arrossendo. Non era stata sua intenzione fissarla. Mai essere scortesi involontariamente, aveva sempre detto suo padre.
Il tesserino bianco del furiere divent di un intenso color rosso sangue.
Se vedete questo, disse significa che siete in una zona riservata e dovete andarvene immediatamente. Non preoccupatevi troppo. Questa  una grossa nave e tutti ci perdiamo, a volte. Il mio tesserino ha vibrato quattro volte la prima settimana in cui sono stato qui. Nessuno si arrabbier con voi per un errore in buona fede, ma la sicurezza ve ne chieder conto, perci state pronti.
Melba guard il suo tesserino bianco. C'era il suo nome e una foto del suo volto non sorridente. Il furiere stava parlando di quanto apprezzavano che fossero l e di come il loro servizio fosse un onore per la nave e per loro stessi. Erano tutti assieme in quest'impresa, un'unica grande squadra. Il primo palpito di odio nei confronti di quell'uomo si agit nella sua pancia e Melba cerc di distrarsi.
Non sapeva cosa avrebbe fatto quando sarebbero stati tutti dall'altra parte, ma doveva trovare Holden. Doveva distruggerlo. Anche il tecnico audio. Qualunque cosa potesse ricondurre a lei doveva essere distrutta o screditata. Si domand se esistesse un modo per ottenere un tesserino falso oppure uno che appartenesse a una persona con autorizzazioni maggiori di quelle di Melba Koh. Forse uno che potesse prendere una navetta. Avrebbe dovuto investigare. Ora stava improvvisando e ottenere gli strumenti migliori che poteva sarebbe stato cruciale.
Attorno a lei, la gente inizi ad alzarsi in piedi. Dagli sguardi annoiati e dal silenzio, immagin che stessero cominciando il giro guidato. Lei era gi stata sulla Thomas Prince. Aveva gi familiarit con gli alti soffitti e gli ampi corridoi dove tre persone potevano camminare fianco a fianco. Poteva non sapere dove si trovava ogni cosa, ma poteva simularlo. Si mise in fila con gli altri.
In caso di emergenza, tutto ci che dovete fare  tornare al vostro alloggio e allacciare le cinture disse il furiere, camminando all'indietro per poter continuare a dar loro istruzioni mentre si muovevano, scontrandosi l'un l'altro come bestiame. Qualcuno dietro di lei emise un suono basso simile a un muggito e qualcun altro ridacchi. Quello scherzo era arrivato fino all'oscurit dello spazio anche se le mucche non c'erano mai state.
Ora, da questa parte c' lo spaccio civile disse il furiere mentre passavano attraverso un paio di porte d'acciaio scorrevoli. Quelli di voi che hanno lavorato qui in precedenza potrebbero essere abituati a prendere cibo e caff alla mensa ufficiali, ma ora che siamo impegnati in un'operazione militare, sar qui che dovrete recarvi.
Lo spaccio civile era una stanza simile a una bassa scatola grigia, con tavoli e sedie inchiodati al pavimento e una dozzina di persone di tutte le et e tipi di abbigliamento sparse in giro. Un uomo magro con degli improbabili capelli pallidi era appoggiato contro una parete imbottita, intento a bere qualcosa da un bulbo. Due uomini pi anziani con degli abiti neri e colletto clericale se ne stavano in disparte come ragazzi impopolari in una mensa. Melba stava gi ricominciando a chiudersi in s stessa, ignorandoli tutti, quando qualcosa colse la sua attenzione. Una voce familiare.
A venti piedi di distanza, Tilly Fagan si sporse verso un uomo pi anziano che sembrava diviso tra fastidio e adulazione. Tilly aveva i capelli all'ins e la risata caustica, in una maniera che a Melba ricord i lunghi e sgradevoli ricevimenti a cena con entrambe le loro famiglie. Melba prov un'improvvisa, atavica vergogna nell'essere vestita cos male. Per un momento nauseante, la sua falsa identit scomparve e fu di nuovo Clarissa.
Costringendosi a muoversi con calma, lentamente, scivol sul fondo della folla, rendendosi il pi possibile piccola e difficile da notare. Tilly lanci un'occhiata al furiere blaterante e al suo gregge di tecnici con malcelata irritazione, ma non not Melba. Non stavolta. Il furiere li condusse tutti fuori dallo spaccio, per il lungo corridoio fino ai loro nuovi alloggi. Melba si tolse la coda di cavallo e lasci ricadere i capelli attorno alla faccia. Naturalmente aveva saputo che sulla Prince c'era la delegazione della Terra, ma l'aveva sottovalutato. Ora si domand quante altre persone qui conoscessero Clarissa Mao. Le venne in mente l'immagine orribile di svoltare un angolo e vedere Micha Krauss o Steven Comer. Riusciva a figurarsi i loro occhi sgranati per la sorpresa e si domand se sarebbe riuscita a convincersi a uccidere anche loro. In caso contrario, poi ci sarebbe stata una cella sulla nave, i notiziari e una prigione come quella di suo padre.
Il furiere stava parlando dei loro alloggi, assegnandoli uno a uno a tutti i tecnici volontari. Erano minuscoli, ma la necessit che ciascuna persona avesse un sedile a smorzamento in caso di emergenza voleva dire che non li avrebbero dovuti condividere. Melba poteva stare l dentro e corrompere uno degli altri perch le portasse del cibo. Tranne che, rintanata come un ratto, rintracciare e uccidere Holden sarebbe diventato esponenzialmente pi difficile. Doveva esserci un modo...
Il furiere chiam il suo nome, e Melba si rese conto che non doveva essere la prima volta.
Eccomi disse. Spiacente.
Entr rapidamente nella sua stanza: la porta aveva riconosciuto il suo tesserino bianco e si era aperta, poi si richiuse quando lei fu entrata. Rimase l immobile per un lungo momento, grattandosi il braccio. La stanza era luminosa e pulita, e diversa dalla Cerisier come il Nepal lo era dalla Colombia.
Sei venuta per improvvisare disse tra s e s, e la sua voce parve provenire da qualcun altro. Be', eccoti qua. Comincia a improvvisare.

20.

Holden

Invece di metterlo a suo agio, le settimane e i mesi di interviste avevano dato a Holden una nuova personalit. Una versione di s stesso che stava di fronte a una telecamera e rispondeva alle domande. Che spiegava cose e raccontava storie in modi abbastanza divertenti da mantenere l'attenzione concentrata su s stesso. Non era il genere di cose che si aspettava potessero avere applicazioni pratiche.
Un'altra sorpresa fra tante.
Questa disse Holden, facendo un gesto verso il grosso monitor dietro di lui sul ponte operativo  quella che chiamiamo la zona lenta'.
 un nome tremendo disse Naomi. Lei era al pannello operativo della nave, appena fuori dall'inquadratura delle telecamere della troupe di documentaristi. Zona lenta? Ma dai.
Ha un nome migliore? chiese Monica. Sussurr qualcosa a Clip e lui si spost di qualche grado alla sua sinistra, con la telecamera che si muoveva assieme a lui in una lenta panoramica. Il capillare scoppiato all'interno del suo occhio stava iniziando a scomparire. L'accelerazione ad alta gravit attraverso l'Anello era stata dura per tutti.
A me continua a piacere come la chiama Alex replic Naomi.
Cielo a dente di leone? disse Monica con uno sbuffo. Tanto per cominciare, solo la gente della Terra e di Marte ha la minima idea di cosa sia un dente di leone. E seconda poi: no, suona stupido.
Holden sapeva che la telecamera stava ancora riprendendo, cos si limit a sorridere e lasci che le due continuassero il loro battibecco. La verit era che anche lui preferiva il nome di Alex. Da dove si trovavano, guardando fuori, sembrava davvero di essere al centro di un dente di leone, con il cielo pieno di strutture dall'aspetto fragile che formavano una sfera enorme tutto intorno a loro.
Possiamo finire? chiese Monica, indirizzando il commento a Naomi senza nemmeno guardarla.
Spiacente per l'interruzione replic Naomi, non sembrando affatto spiacente. Ammicc a Holden e lui le lanci un sorrisetto di rimando.
E tre... due... Monica lo indic.
La zona lenta, basandoci sui dati dei sensori che siamo riusciti a ottenere, ha un diametro di approssimativamente un milione di chilometri. Holden indic la rappresentazione in 3D sullo schermo alle sue spalle. Non ci sono stelle visibili, perci  impossibile determinare la posizione della zona. Il confine  formato da milletrecentosettantatr anelli individuali, posti a intervalli regolari a formare una sfera. Finora l'unico che siamo riusciti a trovare aperto'  quello attraverso cui siamo passati. Le flotte con cui abbiamo viaggiato sono ancora visibili dall'altro lato, anche se l'Anello pare distorcere i dati visivi e sensori, rendendo le letture attraverso di esso inaffidabili.
Holden picchiett sul monitor e il centro dell'immagine si allarg rapidamente.
La stiamo chiamando la Stazione dell'Anello, in mancanza di un termine migliore. Sembra essere una sfera solida di sostanza metallica, che misura circa cinque chilometri di diametro. Attorno c' un anello di altri oggetti che si muove lentamente, incluse tutte le sonde che abbiamo sparato nella zona lenta e la nave cinturiana Y Que. Il siluro che ci ha inseguito attraverso l'Anello  diretto verso la stazione in una traiettoria che sembra indicare che anch'esso diventer parte dell'anello di rifiuti.
Un altro colpetto e la sfera centrale occup l'intero schermo. La chiamiamo stazione pi che altro solo perch si trova al centro della zona lenta, e stiamo dando per buona l'ipotesi completamente infondata che in questo punto dovrebbe essere situata una stazione di controllo per i portali. La stazione non ha alcuna frattura visibile sulla sua superficie. Nulla che assomigli a un portellone, un'antenna, un banco sensori o cose del genere. C' soltanto quella grossa palla lucente blu-argentea.
Holden spense il monitor ed entrambi gli operatori ruotarono per metterlo al centro delle loro riprese.
Ma la caratteristica pi intrigante della zona lenta, quello da cui deriva il suo nome,  il limite assoluto di velocit a seicento metri al secondo. Qualunque oggetto al di sopra del livello quantico che viaggi pi veloce di cos viene bloccato da quello che sembra un campo di smorzamento inerziale, per essere poi trascinato a unirsi ai rifiuti che attorniano la stazione centrale. Azzardando un'ipotesi, parrebbe quindi una sorta di sistema difensivo volto a proteggere la Stazione dell'Anello e i portali stessi. Luce e radar funzionano ancora normalmente ma le radiazioni composte da particelle pi grosse, come radiazioni alfa e beta, non esistono all'interno della zona lenta. O perlomeno fuori dalla nave. Qualunque cosa qui abbia il controllo della velocit, sembra preoccuparsi solo dell'esterno degli oggetti, non del loro interno. Abbiamo fatto delle prove di velocit per radiazioni e oggetti all'interno della nave e tutto funziona come al solito. Ma l'ultima sonda che abbiamo sparato  stata immediatamente intercettata dal campo e si sta ora dirigendo verso l'anello di rifiuti. La mancanza di radiazioni alfa e beta mi porta a credere che esista una nube sottile di elettroni liberi e nuclei di elio che orbitano attorno a quella stazione come parte integrante dell'anello di rifiuti.
Pu dirci qual  il vostro piano, ora? disse Monica da dietro la telecamera. Cohen punt il suo microfono verso di lei, poi di nuovo verso Holden.
Il nostro piano ora  di rimanere immobili, evitando di attirare l'attenzione della Stazione dell'Anello e continuare a studiare la zona lenta usando gli strumenti che abbiamo. Non possiamo andarcene finch non avremo riparato il dispositivo di comunicazione per far sapere a tutti quanti all'esterno che non siamo degli assassini psicopatici che vogliono rivendicare l'Anello per s.
Ottimo! disse Monica, sollevando il pollice in segno di approvazione. Clip e Okju si mossero per la stanza facendo delle riprese da montare in seguito. Filmarono il pannello degli strumenti, il monitor dietro Holden, perfino Naomi stravaccata sul sedile della sua postazione operazioni. Lei sorrise soave e mostr loro il dito medio.
Come vi sentite dopo l'accelerazione? chiese Holden, la cui attenzione era ancora attirata dall'occhio rosaceo col capillare rotto di Clip.
Cohen si tocc il fianco e fece una smorfia. Ho una costola che credo sia tornata al suo posto stamattina. Non ero mai stato, prima d'ora, su una nave che effettuasse manovre tanto brusche. Ha fatto crescere il mio rispetto per la marina.
Holden si spinse via dalla paratia e fluttu verso Naomi. A voce bassa disse: A proposito di marina, come va con quel sistema di comunicazioni? Vorrei davvero iniziare a dichiarare la mia innocenza prima che qualcuno escogiti un modo per scagliare qui dentro un siluro a bassa velocit contro di noi.
Naomi si lasci sfuggire un sospiro esasperato e inizi a strattonarsi i capelli come faceva quando era persa in un problema complesso. Hai presente quel piccolo trojan che continua a prendere il controllo? Ogni volta che pulisco e riavvio, trova un modo per rientrare. Ho isolato completamente le comunicazioni dagli altri sistemi, e quello continua a entrare.
E le armi?
Quelle continuano ad avviarsi, ma senza sparare.
Perci dev'esserci qualche collegamento.
S disse Naomi, e attese. Holden prov un disagio imbarazzato.
Questo non ti dice nulla che non sapessi gi.
No.
Holden si tir gi sul sedile accanto al suo e si allacci la cintura. Stava cercando di fingere di essere calmo, ma la verit era che quanto pi tempo lasciavano passare senza presentare una difesa o almeno una smentita alle flotte l fuori, maggiore era il rischio che qualcuno trovasse un modo per distruggere la Roci, zona lenta o no. Il fatto che Naomi non riuscisse a capirlo non faceva altro che contribuire alle sue preoccupazioni. Se chiunque avesse architettato quella faccenda fosse stato tanto intelligente da superare Naomi con un problema di ingegneria, si trovavano in guai seri.
Qual  il piano successivo? chiese Holden, cercando di non lasciar trasparire l'impazienza dalla sua voce. Naomi la percep lo stesso.
Per adesso non lo stiamo seguendo disse lei. Ho incaricato Alex di effettuare scansioni lidar di tutti gli altri anelli che compongono il confine della zona lenta. Giusto per vedere se uno  in qualche modo diverso. E ho detto ad Amos di riparare quel bulbo di luce a prua. Non c' altro da fare e lo volevo fuori dai piedi mentre escogitavo un altro modo per aggredire questo problema alle comunicazioni.
Cosa posso fare per aiutare? chiese Holden. Aveva gi passato in rassegna ogni altro sistema della nave tre volte in cerca di programmi maligni e nascosti. Non ne aveva trovato nessuno e non riusciva a pensare a nulla che potesse essere utile.
Lo stai gi facendo disse Naomi, spostando la testa in maniera impercettibile verso Monica senza guardarla realmente.
Mi sembra di avere il lavoro pi merdoso, qui.
Oh, ma per favore disse Naomi con un ghigno. Tu adori essere al centro dell'attenzione.
Il portello del ponte si apr con uno schianto e Amos arriv dalla scala di servizio. Figlio di puttana! grid mentre il portello si richiudeva alle sue spalle.
Cosa? chiese Holden, ma Amos continu a urlare.
Quando ho aperto quel circuito di energia difettoso a prua, ho trovato questo piccolo bastardo nascosto nell'alloggiamento del led, che ci succhiava l'energia.
Amos gli tir qualcosa e Holden riusc a malapena a prenderlo prima che lo colpisse in faccia. Sembrava una piccola trasmittente con cavi di corrente che fuoriuscivano da un'estremit. La fece vedere a Naomi e il suo volto si rabbui.
 questo disse, allungando una mano per prenderlo dalla mano di Holden.
Porca puttana se lo  tuon Amos. Qualcuno l'ha nascosto nel bagno e caricava il software pirata nel nostro sistema ogni volta che lo riavviavamo.
Qualcuno che ha accesso al bagno della nave disse Naomi guardando Holden, ma lui era gi andato avanti e si stava slacciando le cinghie.
Sei armato? chiese Holden ad Amos. Il grosso meccanico tir fuori dalla tasca una pistola di grosso calibro e la tenne contro la coscia. Nella microgravit lo avrebbe sbalzato via se l'avesse usata per sparare, ma, circondato dalle paratie, la cosa non sarebbe stata un grosso problema.
Ehi disse Monica, la cui espressione pass dalla confusione alla paura.
Uno di voi ha piratato il mio dispositivo di comunicazioni disse Holden. Uno di voi sta lavorando per chiunque ci abbia fatto tutto questo. Chiunque sia, dovrebbe proprio dirmelo ora.
Si  dimenticato di minacciarci disse Cohen. Sembrava quasi malato.
No. Non l'ho dimenticato.
Anche Naomi si era slacciata l'imbracatura e stava fluttuando accanto a lui ora. Picchiett un pannello a parete e disse. Alex, vieni quaggi.
Ascolti disse Monica, alzando le mani a mezz'aria. Se ci incolpa commette un grosso errore. Clip e Okju si spostarono dietro di lei, tirando Cohen verso di loro. La troupe di documentaristi form un piccolo cerchio rivolto verso l'esterno, creando inconsciamente un perimetro difensivo. Ennesimo comportamento, retaggio dell'epoca del Pleistocene, che gli umani si trascinavano ancora appresso. Alex scivol gi dall'abitacolo: il suo volto solitamente gioioso aveva un'espressione dura. Stava impugnando una pesante chiave inglese.
Ditemi chi  stato ripet. Giuro su qualunque cosa di sacro che vi scaravento tutti quanti nello spazio per proteggere questa nave, se necessario.
Non siamo stati noi disse Monica. La paura sul suo volto cancell il suo bell'aspetto da star del video, facendola sembrare pi vecchia e smunta.
Fanculo disse Amos, puntando la pistola verso di loro. Lasciate che ne porti uno gi al portellone e lo butti fuori. Anche se fosse stato soltanto uno di loro, ho il venticinque percento di probabilit di beccare quello giusto. E il trentatr percento con il secondo tentativo. Cinquanta e cinquanta col terzo, e sono probabilit che accetterei di buon grado.
Holden non diede seguito alla minaccia ma non la contrast neanche. Che sudassero un po'.
Merda disse Cohen. Suppongo che non avr importanza che io sia stato incastrato proprio come voi, giusto?
Monica sgran gli occhi. Okju e Chip si voltarono per fissare il cieco.
Lei? disse Holden. Non aveva senso che non lo fosse, in effetti, ma sinceramente non aveva sospettato del cieco. Lo fece sentire tradito e colpevole per i propri pregiudizi allo stesso tempo.
Sono stato pagato per piazzare quel dispositivo sulla nave disse Cohen, spostandosi dal circolo protettivo e fluttuando mezzo metro pi vicino a Holden. Si era staccato dal gruppo affinch, se fosse successo qualcosa, loro non si facessero male. Holden lo rispettava per quello. Non avevo idea di cosa avrebbe fatto. Immaginavo che qualcuno stesse semplicemente spiando le vostre comunicazioni, tutto qua. Quando quella trasmissione  stata diffusa e i missili hanno cominciato a volare, sono rimasto sorpreso quanto voi. C'era anche il mio culo, in ballo.
Figlio di puttana disse ancora una volta Amos, stavolta senza lo stesso calore. Holden lo conosceva abbastanza bene da sapere che l'Amos infuriato non era lontanamente pericoloso quanto l'Amos freddo. Stavo pensando che sarebbe stata dura gettare nello spazio un tizio cieco, ma a quanto pare la cosa non mi crea alcun problema.
Non ancora disse Holden, facendo cenno ad Amos di allontanarsi. Chi ti ha pagato per fare questo? Mentimi e lascer che Amos faccia a modo suo.
Cohen sollev entrambe le mani in segno di resa. Ehi, mi ha preso, capo. So che ora il mio sedere  appeso a un filo. Non ho alcun motivo per non vuotare il sacco.
Allora fallo.
L'ho incontrata una volta sola continu Cohen. Una donna giovane. Bella voce. Aveva parecchio denaro. Mi ha chiesto di piazzare questo affare. Io ho detto: Certo, mi metta su quella nave e io piazzo tutto ci che vuole.' E subito dopo Monica ha ricevuto un ingaggio per fare questo documentario su di voi e sull'anello. Che io sia dannato se so come c' riuscita.
Figlio di puttana disse Monica, chiaramente sorpresa da questa rivelazione quanto chiunque altro. Quello fece effettivamente sentire Holden un po' meglio.
Chi era questa giovane donna con tutti questi soldi? chiese Holden. Amos non si era mosso, ma non stava pi puntando la pistola verso nessuno. Il tono di Cohen non aveva in s il minimo accenno di inganno. Sembrava un uomo che sapeva che la sua vita dipendeva da ogni parola.
Non mi ha mai dato un nome ma posso scolpirla piuttosto facilmente.
Fallo disse Holden, poi osserv Cohen collegare il suo software di modellazione al grosso schermo. Nel corso dei minuti seguenti si form lentamente l'immagine di una donna. Era di un unico colore, naturalmente, e i capelli erano un grumo scolpito, non ciocche individuali. Ma quando Cohen ebbe finito, Holden non ebbe dubbi su chi fosse. Era cambiata, ma non cos tanto da impedirgli di riconoscere la ragazza morta.
Julie Mao.
La nave era silenziosa. Monica e i suoi due operatori erano stati confinati di nuovo ai ponti dell'equipaggio e l'ultima volta che Holden aveva controllato erano assieme nella cambusa, senza parlare. Il tradimento di Cohen aveva colto di sorpresa anche loro e lo stavano ancora elaborando. Lo stesso Cohen si trovava nella camera stagna. Era la cosa pi simile a una cella che avessero. Holden doveva supporre che l'uomo fosse silenziosamente in preda al panico.
Alex era tornato nell'abitacolo. Dopo che Amos aveva gettato Cohen nella camera stagna, era scomparso gi nella sua officina a rimuginare. Holden l'aveva lasciato andare. Di tutti quanti, Amos era quello che prendeva pi a cuore quel tradimento. Holden sapeva che la vita di Cohen dipendeva dal fatto che Amos riuscisse a superarlo o no. Se avesse deciso di agire, Holden non sarebbe stato in grado di fermarlo e non sapeva nemmeno se avrebbe voluto provarci.
Cos lui e Naomi sedevano assieme da soli in plancia, mentre lei effettuava gli ultimi aggiustamenti per rimettere in funzione il sistema di comunicazione. Ora che il dispositivo di Cohen era stato disabilitato, erano riusciti a riavviarlo senza essere piratati.
Naomi aspettava che fosse lui a parlare. Holden riusciva a percepire la tensione nelle spalle della donna fin dall'altra parte della stanza. Ma non aveva idea di cosa dire. Per un anno, Miller era stato un fantasma confuso che appariva a caso e sputava assurdit. Ora tutto quello che Miller aveva detto nel corso dell'ultimo anno assumeva il peso di presagi oscuri. Enigmi profetici il cui significato doveva essere sbrogliato, altrimenti rischiavano la catastrofe. E Miller non era l'unico fantasma a perseguitare Holden.
Julie Mao si era unita alla partita.
In qualche modo, mentre Miller aveva seguito Holden per tutto il sistema solare, la protomolecola aveva usato Julie, lavorando ai suoi piani segreti. Julie aveva disposto il provvedimento marziano che l'aveva privato di porti sicuri e impiego. Aveva fatto in modo di piazzare la troupe di un documentario sulla sua nave per mandarlo all'Anello. E ora pareva che avesse orchestrato un tradimento elaborato che l'aveva costretto ad attraversare l'Anello per restare in vita. Il fantasma Julie non assomigliava affatto al suo Miller. Stava lavorando con uno scopo molto specifico. Aveva accesso a denaro e contatti potenti. L'unica cosa che aveva in comune con Miller era che sembrava concentrarsi su di lui. E, se questo fosse stato vero, allora tutto ci che aveva fatto era stato avendo in mente un unico scopo.
Portarlo l. Costringerlo ad attraversare l'Anello.
Un brivido gli corse su per la spina dorsale, facendogli rizzare i peli di braccia e nuca. Accese la console pi vicina e richiam i telescopi esterni. Non c'era nulla in quel vuoto senza stelle, tranne molti anelli inattivi e l'enorme palla blu al centro. Mentre osservava, il missile che li aveva inseguiti attraverso il portale giunse in vista e si un all'anello di detriti galleggianti che girava lentamente in orbita attorno alla stazione.
Tutto viene da me, prima o poi' sembrava che dicesse la stazione.
Devo andare l disse Holden ad alta voce nel momento in cui quel pensiero gli sbocci nella testa.
Dove? chiese Naomi, voltandosi dal suo lavoro sulle comunicazioni. Il sollievo che Holden poteva vedere sul suo volto adesso che lui aveva finalmente detto qualcosa non sarebbe durato a lungo. Prov un moto di colpevolezza per quello.
La Stazione. O qualunque cosa sia. Devo andare l.
No, non devi disse lei.
Tutto quello che  successo nel corso dell'ultimo anno ha avuto come scopo portarmi qui, ora. Holden si sfreg la faccia con entrambe le mani, grattandosi gli occhi e nascondendosi allo stesso tempo dallo sguardo indagatore di Naomi. E quella cosa  l'unico posto qui dentro. Non c' nient'altro. Nessun altro portale aperto, niente pianeti, nessun'altra nave. Nulla.
Jim disse Naomi con una nota di ammonimento nella voce. Questa cosa per cui tu devi essere sempre il tipo che va...
Non sapr mai perch la protomolecola mi sta parlando finch non andr l, faccia a faccia.
Eros, Ganimede, la Agatha King continu Naomi. Tu pensi sempre di dover andare.
Holden smise di sfregarsi la faccia e la guard. Lei lo fiss a sua volta, bellissima, arrabbiata e triste. Holden sent la propria gola minacciare di chiudersi, cos disse: Mi sbaglio? Dimmi che mi sbaglio e penseremo a qualcos'altro. Dimmi come tutto ci che  successo significa qualcos'altro e che io non riesco a capirlo.
No disse lei di nuovo, stavolta intendendo qualcos'altro.
Okay. Holden sospir. Okay, allora.
Sta diventando la solita solfa, fare quella che rimane indietro.
Tu non rimani indietro disse Holden. Tieni in vita l'equipaggio mentre io faccio qualcosa di molto stupido. Ecco perch siamo una squadra straordinaria. Sei tu il capitano ora.
 un incarico di merda, e tu lo sai bene.

21.

Bull

Nelle ultime ore prima di dirigersi all'Anello, sulla Behemoth era scesa una sorta di calma apparente. Nei corridoi e nelle gallerie la gente parlava, ma le voci erano controllate, basse, fragili. I canali di trasmissione indipendenti, problematici come sempre, avevano toni piuttosto smorzati. Le lamentele che giungevano all'ufficio della sicurezza si azzerarono del tutto. Bull tenne d'occhio quei posti in cui la gente poteva andare a inzepparsi di liquori e instupidirsi, ma non ci furono fiammate di violenza. Il traffico dati che sfruttava il laser di comunicazione verso la Stazione di Tycho e qualsiasi altro punto in direzione del sole raggiunse un picco di sei volte la larghezza di banda abituale. Un sacco di persone a bordo avevano da dire qualcosa a qualcuno - un figlio, una sorella, un padre, un amante - prima di passare attraverso quella circonferenza che confondeva il segnale, in qualunque cosa ci fosse stata dall'altra parte.
Anche Bull aveva pensato di farlo. Aveva effettuato l'accesso al gruppo di famiglia per la prima volta da mesi, e aveva lasciato che le piccolezze quotidiane della numerosa famiglia Baca gli scivolassero addosso. Un cugino si era fidanzato, un altro stava divorziando, e si stavano scambiando appunti e visioni del mondo. Sua zia sulla Terra aveva qualche problema con l'anca ma, poich era in sussistenza basica, era in lista d'attesa per trovare un medico che se ne occupasse. Suo fratello aveva lasciato un messaggio per dire che aveva trovato lavoro su Luna, ma non aveva detto di che si trattava n altro. Bull ascolt le voci della famiglia che non aveva mai visto se non sullo schermo, delle vite che non avevano mai intersecato la sua. L'amore che provava per loro lo sorprese, e lo spinse a trattenersi dall'inserire la propria voce tra le loro. Li avrebbe soltanto spaventati, e non l'avrebbero capito. Sentiva gi i suoi cugini che lo incitavano ad abbandonare la nave, a salire a bordo di qualcosa che non avrebbe compiuto l'attraversamento. E comunque, per quando fosse giunto il messaggio, lui sarebbe gi passato dall'altra parte.
Registr invece un messaggio privato per Fred Johnson, in cui non disse nient'altro che: Dopo questa faccenda, sarai tu a essermi debitore.
Un'ora prima dell'attraversamento, Bull mise l'intera nave in assetto prebellico. Ognuno sul suo sedile, uno per posto. Niente sedili condivisi. Tutti gli attrezzi e gli oggetti personali dovevano essere assicurati, tutti i carrelli chiusi nelle loro cabine, con le paratie tra i macrosettori chiuse in modo che, se fosse successo qualcosa, avrebbero perso ossigeno un ponte per volta. Ricevette qualche protesta, ma perlopi soltanto brontolii di malumore.
Si mossero lentamente, con l'accelerazione di gravit appena sufficiente a far scendere vagamente gli oggetti verso il pavimento. Bull non sapeva dire se fosse una decisione tecnica di Sam, intesa a impedire alla nave di muoversi troppo rapidamente nell'imperscrutabile velocit limitata oltre l'Anello, o se fosse Ashford che voleva dare alle navi di Marte e della Terra il tempo di raggiungerli, in modo che compissero l'attraversamento pi o meno nello stesso momento. Se fosse stato quest'ultimo caso, non era farina del sacco di Ashford. Quel genere di approccio diplomatico era tipico di Pa.
Probabilmente era solo per via del fatto che il propulsore principale non era in grado di andare abbastanza lentamente, e quella era la massima velocit a cui potevano portarli i propulsori di manovra.
Bull non era preoccupato per le forze terrestri. Erano stati loro a promuovere l'accordo, e avevano dei civili a bordo. Marte, d'altro canto, poteva continuare a proclamare che la sua era una missione scientifica, ma la loro scorta era esplicitamente militare e, finch la Terra non era intervenuta, erano sembrati pi che disposti a sforacchiare la Behemoth fino a lasciarla senza un filo di ossigeno.
Troppa gente con troppe agende diverse, e ognuno di loro si preoccupava che gli altri gli sparassero alla schiena. Di tutti i modi possibili per andare a incontrare gli alieni divini o qualunque cosa fosse ci che aveva costruito la protomolecola, quello era il pi stupido, il pi pericoloso e - per come la vedeva Bull - il pi umano.
Il transito da una parte all'altra richiese una quantit di tempo misurabile, con l'imponente massa della Behemoth che attraversava imbronciata l'Anello secondo dopo secondo. Un lungo gemito inquietante percorse la nave e Bull, assicurato al suo sedile nell'ufficio della sicurezza in attesa del disastro imminente, si sent la pelle d'oca sulle braccia e sul collo. Pass da una schermata all'altra sui monitor della sicurezza come un padre che passa in rassegna la casa per controllare che le finestre siano tutte bene chiuse e i bambini al sicuro nei loro letti. Le immagini delle trasmissioni da Eros continuavano a punzecchiarlo in un angolo della mente: nere spirali di filamenti che intasavano i corridoi; i corpi di innocenti e colpevoli, senza distinzione, che si torcevano, si disgregavano e si trasformavano in qualcos'altro, senza mai morire veramente durante quel processo mostruoso; quel bagliore bluastro, come di lucciole, che nessuno era ancora riuscito a spiegare. A ogni nuova schermata, si aspettava di vedere la Behemoth bagnata in quella stessa luce e, ogni volta che non era cos, il suo terrore si spostava sulla schermata successiva.
Pass al canale dei sensori esterni. A quel luminoso oggetto blu al centro di una sfera di anomalie che i computer interpretavano essere approssimativamente della stessa dimensione dell'Anello. Un portale aperto verso solo Dio sapeva dove.
Non so proprio che diavolo ci facciamo, qui disse sottovoce.
A-chatt-men, fratello disse Serge, pallido in volto, dalla sua scrivania.
Una richiesta di connessione lampeggi sul terminale palmare di Bull, segnata dal rosso che indicava un ufficiale superiore. Con un brutto presentimento che gli si faceva largo in fondo alla gola, Bull accett la chiamata. Sullo schermo comparve Sam.
Ehi gli disse. Sai, tutta questa faccenda del comportarsi come se fossimo in assetto da battaglia, in cui non dovremmo alzarci dai sedili a smorzamento? Ecco, ti sarei davvero grata se potessi allentare un po' le briglie, abbastanza da permetterci di verificare che la nave non stia andando in pezzi.
Stai ricevendo allarmi?
No ammise Sam. Ma abbiamo appena portato la Behemoth in una zona dello spazio in cui, sai com'... le leggi della fisica sono diverse, e roba del genere. Avrei una certa smania di buttare un'occhiata in giro.
Abbiamo otto navi che stanno entrando subito dopo di noi disse Bull. Resisti finch non vediamo come si sviluppa la faccenda.
Sam sorrise in un modo che esprimeva perfettamente il suo fastidio nei confronti di Bull.
Lo sai che certe volte riesci a risultare un filino paternalista, Bull?
Un nuovo popup si apr accanto al volto di Sam. Un messaggio ad alta priorit in arrivo sul sistema di comunicazione. Dalla Rocinante.
Sam, mi  arrivato un messaggio urgente. Ti richiamo.
Me ne star qui ad aspettarti sul mio sedile con le mani in mano replic lei.
Bull pass al messaggio in arrivo. Era una trasmissione. Una donna cinturiana, con i capelli neri tirati all'indietro in un modo che a Bull dava l'impressione che fosse stata impegnata a saldare qualcosa appena prima di iniziare il comunicato e che avrebbe ripreso a farlo non appena il video fosse terminato, guard dritto nella camera.
...Nagata, vicecomandante della Rocinante. Voglio che sia ben chiaro che il precedente comunicato, in cui si reclamava il nostro diritto di propriet sull'Anello,  un falso. Il nostro sistema di comunicazione  stato sabotato e siamo stati estromessi dal suo controllo. Il sabotatore che abbiamo a bordo ha confessato, e alla fine di questa trasmissione  incluso un file di dati contenente tutte le prove che abbiamo circa il vero responsabile di questi crimini. Includo anche una breve presentazione in forma di documentario su ci che abbiamo scoperto dal momento del nostro arrivo qui, prodotto da Monica Stuart e dalla sua troupe. Desidero ribadire che il capitano Holden non ha ricevuto mandato da parte di nessuno di reclamare il possesso dell'Anello, non ha mai avuto intenzione di farlo, e nessuno di noi ha preso parte al piazzamento n era a conoscenza della bomba a bordo della Seung Un, o di qualsiasi altra nave. Siamo venuti qui solo e unicamente come supporto alla troupe di documentaristi, e non intendiamo rappresentare in alcun modo una minaccia per gli altri vascelli.
Serge grugn, scettico. Crede che l'abbiano incastrato?
Per impedire a Holden di impossessarsi della telecamera devono averlo fatto secco, o perlomeno legato a un palo disse Bull. Era uno scherzo, ma c'era un fondo di sensatezza in quelle parole. Perch non era stato il capitano della Rocinante a fare quell'annuncio?
Non consegneremo la nostra nave disse la cinturiana ma inviteremo degli ispettori a bordo affinch possano verificare quanto appena riportato, alle seguenti condizioni: primo, gli ispettori dovranno adeguarsi alle norme di sicurezza base...
Altri cinque messaggi in entrata lampeggiarono sullo schermo, tutti provenienti da navi differenti. Tutti su canale aperto. Se dovevano volare tra le fauci di una immensa e malefica intelligenza aliena, per dio, ci sarebbero finiti bisticciando.
...inaccettabile. Esigiamo la resa immediata della Tachi e di tutti coloro...
...che conferme potete fornire in merito a...
...immediatamente James Holden, per interrogatorio. Se le vostre affermazioni saranno verificate, saremo...
...Ripeto. Prego fornire conferma e chiarimento su attivit EVA rilevata, Rocinante. Chi avete inviato l fuori, e dove  diretto?
Bull attiv i sensori esterni e cominci un'attenta scansione dell'area attorno alla nave di Holden. Gli ci vollero trenta secondi per trovarla. Un'unica tuta EVA, che si allontanava in accelerazione dalla nave e si dirigeva verso la lucente struttura blu al centro della sfera. Bull imprec oscenamente. Cinque minuti pi tardi, la vicecomandante della Rocinante parl di nuovo, confermando i suoi peggiori sospetti.
Qui Naomi Nagata, disse primo ufficiale e capitano in seconda della Rocinante. Il capitano Holden non  al momento disponibile per rispondere alle vostre domande, incontrare rappresentanti delle parti o arrendersi in custodia di chicchessia. ... Abbass lo sguardo. Bull non riusciva a capire se si trattasse di timore o imbarazzo, o forse entrambi. La cinturiana trasse un respiro profondo e continu il discorso.  impegnato in un approccio EVA alla base nel mezzo della zona lenta. Abbiamo ragione di credere che sia stato... chiamato l.
La risata di Bull richiam l'attenzione di Serge, che alz una mano nell'idioma fisico dei cinturiani a significare una domanda. Bull scosse la testa.
Stavo solo pensando se esiste un modo in cui potremmo gestire la situazione peggio di cos disse.
Ashford aveva insistito affinch s'incontrassero di persona, perci, anche se Bull aveva ordinato che tutti i membri dell'equipaggio che non erano impegnati in compiti vitali rimanessero con le cinture allacciate alle proprie postazioni, si trov a dover fluttuare fino all'ascensore per dirigersi verso il ponte.
L'equipaggio era come una muta cacofonia. Ogni postazione si districava frenetica tra telemetrie, modifiche di segnale e dati dai sensori, anche se fondamentalmente non stava succedendo niente. Solo che l'eccitazione di quegli istanti richiedeva che tutti fossero indaffarati, seri e tesi. Gli schermi erano impostati in assetto tattico, con la Terra in blu, Marte in rosso, la Behemoth in arancione e l'artefatto al centro della sfera in un verde foresta. L'anello di detriti era segnato in bianco. E poi due puntini dorati: uno per la Rocinante, in posizione molto pi avanzata rispetto alle altre navi, e un altro per il suo capitano. La scala era minuscola, ma Bull riusciva comunque a distinguere le sagome delle navi pi grandi, tarchiate e improbabili come potevano essere quelle strutture costruite per operare nel vuoto. L'universo, ridotto a un nodo pi piccolo del sole eppure ancora straordinariamente vasto.
E, in quella bolla di oscurit, mistero e terrore, due punti accoppiati - uno blu, l'altro rosso - che si muovevano a velocit costante verso il pallino dorato di Holden. Schifi militari, appena poco pi di una manciata di sedili abbarbicati in punta a un propulsore a fusione. Bull aveva viaggiato su veicoli simili tanti di quegli anni prima che gli sembrava fosse stato in un'altra vita ma, se chiudeva gli occhi, poteva ancora sentire la vibrazione dei motori che lo scuoteva attraverso il guscio della tuta corazzata. C'erano cose che non si potevano dimenticare.
Quanto tempo le serve gli chiese Ashford per organizzare una squadra adeguata?
Bull si strofin il palmo della mano sul mento, poi fece spallucce.
Quanto tempo ci vorrebbe per tornare a Tycho?
Ashford avvamp in viso.
Non m'interessa il suo senso dell'umorismo, signor Baca. La Terra e Marte hanno entrambi lanciato squadre d'intercettazione contro il fuorilegge James Holden. Se non inviamo una nostra pattuglia l fuori, rischiamo di apparire deboli. Siamo qui per assicurarci che l'APE rimanga sullo stesso piano dei pianeti interni, ed  quel che faremo, costi quel che costi. Sono stato chiaro?
 stato chiaro, signore.
E allora, quanto tempo le serve?
Bull guard Pa. Il viso del primo ufficiale era attentamente inespressivo. Conosceva la risposta a quella domanda tanto quanto lui, ma non l'avrebbe detto. Avrebbe lasciato il lavoro sporco al terrestre. Be', pazienza.
Non si pu fare disse Bull. Ognuno di quegli schifi trasporta una mezza dozzina di marine in tenuta completa da combattimento. Corazze potenziate. Probabilmente classe Goliath per i marziani, e classe Reaver per i terrestri. In ogni caso, non ho niente di adeguato a quel livello. E i soldati dentro quelle tute sono stati addestrati tutti i giorni, esattamente per quel tipo di combattimento, per anni. Io qui ho una manica di idraulici con i fucili da mandare a bordo di una navetta.
Sul ponte scese il silenzio.
Idraulici. Con i fucili.  cos che ci vede, signor Baca?
Non metto in dubbio il coraggio o la dedizione dei membri di questo equipaggio disse Bull. Credo che qualsiasi squadra inviassimo laggi sarebbe disposta a dare la propria vita per la causa. Certo, durerebbe quindici secondi, e non intendo mandare la nostra gente al massacro.
Le implicazioni delle sue parole rimasero sospese delicatamente nell'aria tra loro. Il capitano sei tu. Puoi dare comunque l'ordine ma ne patirai le conseguenze. E tutti sapranno che il terrestre ti aveva detto che cosa sarebbe successo. Pa strinse gli occhi e distolse lo sguardo.
La ringrazio, signor Baca disse Ashford. Pu andare.
Bull esegu il saluto militare, si volt e si spinse verso l'ascensore. Alle sue spalle, l'equipaggio in plancia riprese a parlare, pi a bassa voce di prima. Una volta che Bull se ne fosse andato, probabilmente avrebbero subto tutti una reprimenda per il semplice fatto di essere stati presenti nella sala nel momento in cui Ashford veniva messo in imbarazzo. C'erano poche speranze che inviassero qualcuno verso quell'affare. Nucleo, base, o qualsiasi cosa fosse. Bull non riusciva a pensare a un modo di fare che fosse meglio di cos, per cui l'avrebbe messa in conto come una vittoria.
Tornando alla stazione di sicurezza, ripass il file di informazioni che era stato inviato dalla Rocinante. Il sabotatore sembrava piuttosto credibile. Bull aveva visto abbastanza confessioni fasulle da riconoscerne i segni, e questa non li aveva. Dopo, per, l'intera dannatissima faccenda diventava come una favola per bambini. Una donna misteriosa che manipolava governi e civili, disposta a uccidere decine di persone e a rischiare la vita di migliaia di esseri umani per... fare cosa? Per far attraversare l'Anello a James Holden, e farlo andare dove stava andando adesso?
L'immagine che il prigioniero aveva ricostruito sembrava scolpita nel ghiaccio. Nessuno aveva aggiunto colori. Bull ci mise su una texture di carnagione olivastra e capelli scuri, e quel viso non gli disse niente. Juliette Mao, dicevano. Non era stata la prima a essere infettata dal virus della protomolecola, ma tutti quelli prima di lei erano stati sterilizzati in un modo o nell'altro. Lei era stata il cristallo elementare che Eros aveva impiegato per rigenerarsi, per generare l'Anello. Per cui chi poteva negare che potesse andarsene a zonzo reclutando traditori e piazzando bombe a destra e a manca?
Il problema di dover convivere con i miracoli era che facevano sembrare plausibile ogni cosa. Un'arma aliena era rimasta nascosta nell'orbita di Saturno per miliardi di anni. Aveva divorato migliaia di persone, sabotando i meccanismi vitali dei loro corpi per i propri scopi. Aveva costruito una specie di sfera fantasma da un portale spaziotemporale. Per cui, perch non il resto? Se questo era possibile, allora tutto era possibile.
Bull non ci credeva.
Una volta tornato alla scrivania dell'ufficio, controll la situazione. Lo schifo dei marine terrestri aveva accelerato troppo, cercando di arrivare prima della squadra marziana. La zona lenta li aveva catturati, e lo schifo stava andando ora alla deriva verso l'anello di detriti. Era possibile che tutti gli uomini al suo interno fossero morti. Lo schifo marziano era ancora in corsa, ma Holden avrebbe raggiunto la struttura prima che loro riuscissero ad acciuffarlo. Era un vero peccato, in un certo senso. I marziani avevano avuto il grilletto facile fin dall'inizio. Le probabilit che qualcuno riuscisse a interrogare Holden sembravano sempre pi scarse.
Bull si succhi i denti, con l'embrione di un'idea che si andava delineando in un angolino del cervello. Holden non poteva essere interrogato, ma questo non significava che nessuno potesse farlo. Controll i propri codici di sicurezza. Ashford non l'aveva estromesso dal controllo del laser per le comunicazioni. Secondo il protocollo, avrebbe dovuto discuterne con Ashford o perlomeno con Pa, ma in quel momento avevano comunque gi il loro bel da fare. Inoltre, se avesse funzionato, non sarebbero stati in posizione di obiettare alcunch. Avrebbero avuto una leva con cui trattare.
Sullo schermo comparve la vicecomandante della Roci.
Cosa posso fare per voi, Behemoth?
Qui Carlos Baca. Sono il capo della sicurezza. Volevo parlarvi di come forse potremmo togliervi un problema di dosso.
La donna aggrott le sopracciglia, scuotendo la testa come se si stesse sforzando di restare sveglia. Aveva un viso intelligente.
Al momento i problemi non ci mancano di certo replic. A quale si riferisce, in particolare?
Avete un gruppo di civili a bordo della vostra nave. Uno di loro  in arresto. Marte continua a dire che siete su un vascello di loro propriet. La Terra si sta chiedendo se avete davvero fatto saltare uno dei loro. Posso prendere in custodia il vostro prigioniero e garantire al resto dei civili un luogo pi sicuro rispetto a voi.
A quanto ne so, l'APE  stata l'unica ad averci sparato contro un missile, per il momento disse lei. Aveva un bel sorriso. Era troppo giovane per lui ma, dieci anni prima, Bull le avrebbe chiesto se poteva invitarla a cena pi o meno subito. La cosa non vi fa certo rientrare nella lista dei buoni.
Sono stato io disse Bull. Stavolta mi asterr. Si guadagn un sorriso, di quelli appena accennati. Di quelli che farebbe una persona invischiata in pieno inferno. Ascolti, avete un sacco di gatte da pelare, tra cui un gruppo di persone a bordo che non fanno parte del vostro equipaggio. Dovete tenerle al sicuro, ed  una distrazione. Inviatele qui, e tutti vedranno che non state cercando di controllarne l'accessibilit. Renderebbe tutta la faccenda secondo cui non sareste stati voi a far saltare in aria la Seung Un molto pi facile da credere, per la gente.
Temo che siamo gi oltre le dimostrazioni di buona fede disse lei.
Credo invece che una dimostrazione di buona fede sia l'unica possibilit che le rimane per evitare di essere promossa sul campo replic Bull. Hanno inviato una squadra di sicari alle calcagna del vostro capitano. Gente esperta. Pare che nessuno riesca a usare il cervello come si deve, da queste parti. Io e lei possiamo cominciare a calmare un po' le acque. A comportarci da adulti. E, se riusciamo a farlo, magari lo faranno anche loro. Non c' bisogno che muoia nessun altro.
Esile speranza disse lei.
 l'unica che ho. Se davvero non avete niente da nascondere, dimostratelo. Dimostratelo a tutti.
Le ci vollero venti secondi per decidere.
E va bene disse poi. Sono tutti vostri.

22.

Holden

Wow disse Holden tra s e s. Non ho davvero nessuna voglia di farlo.
Il suono della sua voce riecheggi nel casco, contrastato soltanto dal debole sibilo del canale radio.
Ho provato a dissuaderti replic Naomi; la sua voce riusciva chiss come a sembrargli intima nonostante fosse appiattita e distorta dagli altoparlanti minuscoli della tuta.
Scusa, non pensavo che mi stessi ascoltando.
Ah disse lei. Ironico.
Holden distolse lo sguardo dalla sfera che s'ingrossava sempre di pi, la sua destinazione, e si volt per osservare la Rocinante alle sue spalle. Rimase invisibile finch Alex non attiv un propulsore di manovra e un impercettibile cono di vapore riflett un po' di quel bagliore azzurro della sfera. La tuta gli disse che la Roci era a pi di trentamila - pi del doppio della distanza a cui potessero mai trovarsi due persone sulla Terra - e continuava ad allontanarsi da lui. Ed eccolo l, dentro la sua corazza stagna, con indosso un pacchetto EVA che aveva all'incirca cinque minuti di propulsione. Ne aveva usato uno per accelerare verso la sfera. Ne avrebbe bruciato un altro per rallentare all'arrivo. Cos gliene sarebbero rimasti abbastanza per tornare alla Roci quando avesse finito l.
Ottimismo espresso in termini di conservazione di delta-v.
Le navi delle tre flotte avevano cominciato ad attraversare il portale prima ancora che cominciasse la sua missione. Ora la Roci era protetta da loro soltanto grazie al limite di velocit assoluto della zona lenta. Continuava a muoversi appena sotto quel limite per riuscire a mettere quanto pi spazio possibile tra s e le altre navi. Avevano una sfera di un milione di chilometri con cui giocare, anche senza andare oltre l'area delimitata dai portali. I portali avevano quasi cinquantamila chilometri di spazio vuoto tra loro, ma a Holden l'idea di volare fuori dalla zona lenta verso quel vuoto senza stelle faceva venire la pelle d'oca. Lui e Naomi era concordi nel dire che sarebbe stata una manovra da utilizzare soltanto come ultima risorsa.
Fintanto che nessuno avesse potuto sparare missili, la Roci era pienamente al sicuro con cinquecento milioni di miliardi di chilometri quadrati in cui muoversi.
Holden torn a voltarsi verso il proprio obiettivo, usando due sbuffi da un quarto di secondo dall'EVA, e procedette a una rilevazione di distanza della sfera. Mancavano ancora diverse ore all'arrivo. L'accelerazione di un minuto che aveva usato per cominciare il viaggio l'aveva portato a un lento incedere, in termini astronomici, e la Roci aveva effettuato una sosta relativa prima di rilasciarlo. Non avrebbe mai avuto risorse a sufficienza nel pacchetto EVA per fermare la propria accelerazione se la nave l'avesse sparato fuori alla massima velocit consentita dalla zona lenta.
Pi avanti, nel bel mezzo di tutto quel buio privo di stelle, la sfera blu attendeva paziente.
Aveva atteso per due miliardi di anni perch qualcuno attraversasse il suo portale, se i ricercatori avevano ragione sull'et in cui Phoebe era stata catturata da Saturno. Ultimamente, per, la stranezza che circondava la protomolecola e l'Anello aveva lasciato Holden con l'inquietante sensazione che forse tutte le ipotesi che erano state avanzate sulle sue origini e il suo scopo fossero errate.
La Protogen aveva dato il nome alla protomolecola e aveva deciso che era uno strumento in grado di ridefinire cosa significava essere umani. Jules-Pierre Mao l'aveva usata come un'arma. Uccideva gli esseri viventi, quindi doveva essere un'arma. Ma anche le radiazioni uccidevano gli esseri viventi, e una macchina a raggi X non era intesa come un'arma. Holden cominciava a sentirsi come se fossero tutti un branco di scimmie con un microonde tra le mani. Premi un pulsante e si accende una luce dentro, per cui  una torcia. Premi un altro pulsante, ci metti dentro la mano e ti bruci, per cui dev'essere un'arma. Impari ad aprire e a chiudere lo sportello, e diventa un posto in cui nascondere le cose. Senza mai capire a cosa serva davvero, e forse senza disporre della struttura conoscitiva necessaria per farlo. Nessuna scimmia aveva mai riscaldato un burrito surgelato.
Ed eccole l, le scimmie, a punzecchiare la scatola brillante che avevano di fronte e a tirare a indovinare quello che potesse fare. Holden poteva ammettere che, in quel caso, la scatola aveva chiesto di essere punzecchiata, ma anche quello significava dare per scontate molte cose. Miller sembrava umano, era stato umano un tempo, per cui era semplice pensare che avesse un movente umano. Miller voleva comunicare. Voleva che Holden sapesse o facesse qualcosa. Ma era altrettanto probabile - anzi, forse perfino pi probabile - che Holden stesse antropomorfizzando qualcosa di molto pi estraneo.
S'immagin mentre arrivava sulla stazione, e Miller che gli diceva: James Holden, tu e soltanto tu nell'universo hai la composizione chimica giusta per creare un carburante perfetto per varchi spaziotemporali!' E che poi lo ficcava in un macchinario di raffinamento.
Va tutto bene? gli chiese Naomi in risposta alla risatina che gli era sfuggita.
Sto ancora pensando a quanto sia incredibilmente stupida tutta questa faccenda. Perch non ho lasciato che mi dissuadessi?
A quanto pare l'hai fatto, ma ti ci sono volute un paio d'ore per arrivarci. Vuoi che ti veniamo a prendere?
No. Se mi ritiro adesso, non avr mai le palle per riprovarci disse Holden. Come butta l fuori?
Le flotte sono entrate con un paio di dozzine di navi, per la maggior parte di grosso tonnellaggio. Alex si  fatto i suoi calcoli per fare brevi accelerazioni a manetta per arrivare fino al limite di velocit senza mai superarlo. Il che significa che tutti quanti, sulle altre navi, stanno facendo lo stesso. Per il momento nessuno ci ha sparato addosso.
Pu darsi che il tuo appello a sostegno della mia innocenza abbia funzionato.
Pu darsi disse lei. Un paio di navette si sono sganciate dalla flotta in rotta di intercetto con la tua. La Roci li ha identificati come schifi d'attracco.
Merda, mi hanno messo i marine alle calcagna?
Hanno accelerato fino al limite, ma la Roci dice che arriverai sulla stazione prima che ti raggiungano. Appena prima, per.
Accidenti disse Holden. Spero davvero che ci sia una porta l.
La navetta delle Nazioni Unite  andata persa. L'altra  marziana. Magari si sono portati Bobbie. Lei potrebbe assicurarsi che gli altri ti trattino bene.
No disse Holden con un sospiro. No, saranno di sicuro quelli che ce l'hanno ancora con me.
Sapere che aveva i marine alle costole gli fece venire un prurito alla base della nuca. Il fatto di trovarsi dentro una tuta spaziale non faceva altro che aggiungere quel fastidio alla sua gi lunga lista di problemi insolubili.
Per quanto riguarda le buone notizie, la troupe di Monica sar evacuata a bordo della Behemoth.
Non ti  mai piaciuta.
Non molto, no.
Perch?
Il suo mestiere  quello di riesumare cose dal passato disse Naomi, e la leggerezza del suo tono riusc quasi a coprire le sue angosce. E riesumare cose dal passato non fa altro che portare a casini come questo.
Quando Holden aveva nove anni, Rufus, il labrador di famiglia, era morto. Alla nascita di Holden era gi un cane adulto, per cui Holden aveva sempre conosciuto Rufus soltanto per quella grossa palla di pelo nero e di amore che era. Aveva mosso i primi passi tenendo stretta la pelliccia del cane in uno dei suoi pugnetti. Razzolava intorno alla loro fattoria nel Montana, non pi grande di un moccioso, con Rufus come sua unica baby-sitter. Holden aveva amato quel cane con la semplice intensit che soltanto i bambini e i cani potevano condividere.
Quando per Holden aveva nove anni, Rufus ne aveva quindici. Era vecchio, per un cane di quella stazza. Era diventato lento. Aveva smesso di correre insieme a Holden, riusciva a malapena ad accennare un trotto per raggiungerlo, poi, a poco a poco, soltanto un passo lento. Aveva smesso di mangiare. E una sera si era accasciato su un fianco accanto a un calorifero e aveva cominciato ad ansimare. Mamma Elise aveva detto a Holden che forse Rufus non avrebbe superato la notte e che, se anche ce l'avesse fatta, al mattino avrebbero dovuto chiamare il veterinario. Holden aveva giurato in lacrime di restare accanto al suo cane. Per le prime due ore aveva tenuto la testa di Rufus in grembo e aveva continuato a piangere, mentre Rufus faticava a respirare e di tanto in tanto sbatteva debolmente la coda.
Giunto alla terza ora, contro la propria volont e qualsiasi buon proposito avesse avuto, Holden si era annoiato.
Era una lezione che non si sarebbe mai dimenticato. Gli esseri umani hanno una quantit limitata di energia emotiva. Per quanto intensa possa essere la situazione, o per quanto forti siano i sentimenti, era impossibile mantenere uno stato di enfasi emotiva per sempre. Alla fine ti stancavi, e volevi solo che finisse.
Durante le prime ore di volo libero verso la scintillante stazione blu, Holden aveva provato un senso di meraviglia al cospetto dell'immensit di quello spazio vuoto e privo di stelle che lo circondava. Aveva provato paura all'idea di ci che la protomolecola volesse da lui, paura dei marine che lo inseguivano, paura che avesse fatto la scelta sbagliata e che sarebbe arrivato sulla stazione senza trovarci niente. Soprattutto, temeva che non avrebbe pi rivisto Naomi o il suo equipaggio.
Ma dopo quattro ore di solitudine nella sua tuta spaziale, perfino la paura si era esaurita. Voleva soltanto che tutta quella faccenda finisse in fretta.
Con quel nero infinito e continuo tutto intorno, e l'unico punto di luce visibile proveniente dalla sfera blu dritta davanti a s, era facile sentirsi come se si trovasse in un qualche gigantesco tunnel, in lenta progressione verso l'uscita. La mente umana non se la cavava bene con gli spazi infiniti. Aveva bisogno di pareti, orizzonti, limiti. Li avrebbe creati, se necessario.
La tuta lo avvert con una notifica sonora che era giunto il momento di ripienare la sua riserva di ossigeno. Tir fuori una bombola dalla retina agganciata al suo pacchetto EVA e la colleg al beccuccio della tuta. L'indicatore di riserva sul visore torn a quattro ore e si ferm l. La prossima volta che avrebbe dovuto rifornirsi, sarebbe stato sulla stazione o prigioniero dei marine.
In entrambi i casi non sarebbe pi stato solo, e questo era un sollievo. Si chiese che cosa avrebbero pensato le sue madri di tutta quella situazione, se avrebbero approvato le scelte che aveva fatto, come poteva fare in modo di avere un cane per i loro bambini visto che Naomi non sarebbe stata in grado di vivere in fondo a un pozzo di gravit. La sua concentrazione si fece erratica, e la sua mente segu.
Si dest con un ronzio fastidioso, e per qualche istante schiaffeggi lo spazio siderale nel vano tentativo di spegnere la sveglia. Quando finalmente apr gli occhi cisposi di sonno, vide che sul visore lampeggiava un allarme di prossimit. In qualche maniera era riuscito ad addormentarsi fino ad arrivare a pochi chilometri dalla stazione.
A quella distanza incombeva su di lui come una parete delicatamente incurvata di un blu metallico, scintillante di luce interna. Non si erano accesi allarmi antiradiazioni per cui, secondo la tuta, qualsiasi cosa fosse a produrre quel bagliore non era niente di dannoso per il suo organismo. Il programma di volo che Alex aveva scritto per lui scorreva sul visore, con il conto alla rovescia per l'istante in cui avrebbe dovuto dare inizio al minuto di decelerazione. Agitare scompostamente la mano quando si era svegliato l'aveva messo in rotazione sul proprio asse verticale, e il programma di volo gli stava suggerendo di consentirgli di pianificare le adeguate correzioni di rotta. Fidandosi ciecamente di Alex in materia di navigazione, Holden autorizz la tuta a gestire automaticamente la discesa.
Con pochi spruzzi di gas compresso si ritrov a guardare fuori, verso l'oscurit, spalle alla sfera. Poi giunse il minuto di decelerazione del pacchetto EVA che lo port a una tranquilla velocit di mezzo metro al secondo per l'atterraggio. Holden accese i magneti dei suoi stivali, non sapendo se sarebbero stati d'aiuto o meno - la sfera sembrava fatta di metallo, ma la cosa significava ben poco - e si volt.
Il bagliore blu della parete era a meno di cinque metri da lui. Holden pieg le ginocchia, preparandosi all'impatto su quella superficie e sperando di riuscire ad assorbire abbastanza energia cinetica da evitare un rimbalzo. I secondi passavano mezzo metro alla volta, troppo lunghi e troppo rapidi al tempo stesso. Arrivato a un metro prima dell'impatto, Holden si accorse che stava trattenendo il fiato e lasci uscire un lungo respiro.
Ci siamo disse, a nessuno.
Ehi, capo? disse Alex in un crepitio di onde radio.
Prima che Holden potesse rispondergli, la superficie della sfera s'incresp, aprendosi, e lo inghiott.
Dopo aver oltrepassato il portale che apriva sull'interno della sfera, Holden atterr sul pavimento dolcemente ricurvo di una sala dalla forma simile a quella di una cupola invertita. Le pareti erano dello stesso blu metallico all'esterno della sfera. Le superfici avevano una consistenza quasi muschiosa, e piccole luci baluginavano e svanivano nel nulla come tante lucciole. La tuta di Holden rilev un'atmosfera rarefatta composta perlopi da composti del benzene e neon. Il diaframma a iride sul soffitto si richiuse; la sua superficie liscia e continua non mostrava alcun segno che vi fosse mai stata un'apertura.
Miller era a pochi metri dal punto in cui era atterrato Holden; il suo abito grigio aggrinzito e il cappello pork pie erano resi tanto mondani quanto esotici da quello scenario alieno. L'assenza di aria respirabile sembrava non preoccuparlo affatto.
Holden si raddrizz e fu sorpreso di percepire una resistenza simile a gravit. Aveva percepito il peso della rotazione e dell'accelerazione, e la naturale profonda attrazione di un pozzo di gravit. Il pacchetto EVA pesava sulla sua schiena, ma la qualit di quel peso era differente. Si sentiva come se qualcosa lo schiacciasse dall'alto piuttosto che come se fosse il terreno a venirgli incontro.
Ehi, capo? ripet Alex, con una nota di preoccupazione nel tono di voce. Miller alz una mano,per dire non fate caso a me'. Un muto permesso a Holden di rispondere.
Ti ricevo, Alex. Dimmi tutto.
La sfera ti ha appena inghiottito disse Alex. Tutto bene l dentro?
S, cinque su cinque. Ma mi hai chiamato prima che entrassi. Che succede?
Volevo solo avvisarti che ben presto avrai compagnia. Puoi aspettarti che arrivino tra cinque minuti, a occhio e croce.
Grazie per il rapporto. Spero che Miller non li lascer entrare.
Miller? dissero Alex e Naomi contemporaneamente. Naomi doveva aver seguito la conversazione.
Vi chiamo non appena ne sapr di pi disse Holden con un grugnito mentre finiva di sfilarsi il pacchetto EVA, che cadde a terra con un tonfo.
Davvero strano.
Holden accese gli altoparlanti esterni della tuta e disse: Miller? Ud il suono della propria voce che riecheggiava sulle pareti e per tutta la stanza. L'atmosfera non avrebbe dovuto essere sufficientemente densa per una cosa del genere.
Ehi rispose Miller. La sua voce non fu attutita dalla tuta spaziale; era come se fossero stati l'uno accanto all'altro sul ponte della Roci. Annu lentamente, con il viso malinconico da basset hound che si torceva in qualcosa di simile a un sorriso. Sta arrivando altra gente. Amici tuoi?
Non proprio, no rispose Holden. Mi sa che si tratta dello schifo carico di marine della squadra d'assalto marziana venuti per arrestarmi. O magari solo per farmi fuori.  una storia complicata.
Ti sei fatto un sacco di amici senza di me disse Miller, con tono sarcastico e divertito.
Come te la passi? chiese Holden. Sembri pi coerente del solito.
Miller fece brevemente spallucce alla maniera cinturiana. In che senso?
Di solito, quando parliamo,  come se arrivasse soltanto un segnale intermittente.
Le sopracciglia del vecchio detective si inarcarono per la sorpresa.
Mi hai gi visto prima d'ora?
Sei andato e venuto per un anno buono.
Be',  una faccenda piuttosto sconcertante disse Miller. Se hanno intenzione di farti fuori, sar meglio darci una mossa.
Miller sembr svanire nel nulla, ricomparendo in fondo alla parete simile a muschio. Holden lo segu, mentre il suo corpo combatteva contro quella nauseante sensazione di peso e contemporaneamente di assenza di gravit. Quando si avvicin vide le spirali all'interno del muschio sulle pareti. Aveva gi visto qualcosa del genere, dov'era stata la protomolecola, ma in confronto quelle pareti erano lussureggianti. Complesse, ricche e profonde. Un'ampia increspatura parve passare sopra la parete, come di pietra gettata in uno stagno, e, malgrado avesse un circuito di respirazione ermetico, Holden sent un odore come di buccia d'arancia e pioggia.
Ehi lo richiam Miller.
Scusa disse Holden. Che c'?
Non sar meglio andare? disse l'uomo morto. Fece un gesto verso quello che sembrava una piega in quello strano muschio ma, quando Holden si avvicin, vide una fessura nascosta. Il pertugio pareva soffice come carne, all'imboccatura, e qualcosa lo rendeva lucido. Era umido.
Dove stiamo andando?
Pi a fondo disse Miller. Visto che siamo qui, c' una cosa che dovremmo fare. Devo riconoscertelo, per: hai davvero le palle.
Perch? disse Holden, mentre la sua mano scivolava sulla parete. Un velo di liquido unto gli si appiccic sulle dita della tuta.
Per essere venuto qui.
Sei stato tu a dirmi di farlo disse Holden. Sei stato tu a portarmici.  stata Julie.
Non voglio parlare di quello che  successo a Julie disse l'uomo morto.
Holden lo segu lungo quel cunicolo stretto. Le sue pareti erano scivolose e organiche. Era come avanzare carponi attraverso una caverna profonda o lungo la gola di un gigantesco animale.
Stai dicendo cose decisamente pi sensate del solito.
Ci sono degli strumenti, qui disse Miller. Non sono... Non sono appropriati ma perlomeno ci sono.
Questo significa che potresti ricominciare a parlare per enigmi e svanire in una nuvola di libellule blu?
Probabile.
Miller non elabor oltre, per cui Holden lo segu per diverse decine di metri attraverso il tunnel fino a un'altra svolta, dove Miller lo condusse in una sala molto pi ampia.
Uh... Wow riusc a dire.
Poich il pavimento della prima sala e il tunnel che da essa si dipartiva avevano entrambi mantenuto una gravit, un gi' perfettamente uniforme, Holden aveva pensato che si stessero spostando lateralmente appena sotto la superficie della stazione. Ma non poteva essere cos, perch la sala in cui portava il tunnel aveva un soffitto molto pi alto di quanto non sarebbe stato possibile se la sua intuizione fosse stata corretta. Lo spazio si estendeva dallo sbocco del tunnel in un'apertura ampia quanto l'interno di una cattedrale, vasta centinaia di metri. Le pareti si rastremavano verso l'interno fin sul soffitto a cupola che, nel centro, sovrastava il pavimento da almeno venti metri di altezza. Sparpagliate per la stanza in posizioni apparentemente casuali c'erano colonne spesse due metri, di un materiale che sembrava essere vetro blu attraversato da venature e ramificazioni nere. Le colonne pulsavano di luce, e ogni pulsazione era accompagnata da una vibrazione subsonica che Holden riusciva a percepire fin nelle ossa e nei denti. Sembrava un immenso potere, attentamente contenuto. Un gigante che sussurrava.
Merda disse finalmente quando riprese a respirare. Siamo in un mare di guai, vero?
Gi disse Miller. Non saresti dovuto venire qui.
Miller si addentr nella sala, e Holden si affrett a raggiungerlo. Aspetta, come sarebbe a dire? protest. Pensavo che fossi tu a volermi qui!
Miller pass accanto a qualcosa che da lontano era parsa la statua blu di un insetto, ma che da vicino era un groviglio di arti e protrusioni metalliche, come un robot da costruzione ripiegato su s stesso. Holden cerc d'indovinare a cosa potesse servire ma non ci riusc.
E perch mai, di grazia? disse Miller mentre continuava a camminare. Tu non sai che cosa c' qui dentro. Porte e angoli. Non entrare mai sulla scena del crimine finch non sai per certo che non c' nessuno l dentro che ti sta aspettando per farti fuori. Devi pulire la stanza, prima. Ma pu darsi che siamo stati fortunati. Per adesso. Non ti consiglierei di farlo di nuovo, per.
Non capisco.
Arrivarono a un punto in cui il pavimento era ricoperto da ci che sembravano essere ciglia, o steli vegetali che si agitavano placidi in un vento inesistente. Miller ci cammin intorno. Holden fu ben attento a imitarlo. Mentre passavano, un nugolo di lucciole blu si alz dal terreno e vol su verso una ventola nel soffitto, dove svan.
E insomma c'era questo bordello clandestino gi al settore diciotto. Ci siamo andati con l'idea che ci sarebbe toccato arrestare quindici, venti persone almeno. O forse perfino pi. Quando arrivai l, il posto era stato spolpato fino alla roccia disse Miller. Non perch avessero ricevuto una soffiata su di noi, per. La Loca Greiga aveva sentito parlare di quel posto e aveva mandato i suoi ragazzi per dare una ripulita. Ci volle una settimana per ritrovare i corpi. Secondo i medici legali, a tutti avevano sparato due pallottole in testa pi o meno nel momento in cui si stavano bevendo un'ultima tazza di caff. Se fossimo stati un po' pi rapidi, avremmo fatto in tempo a intervenire sul fatto. Niente dice fottuti come spalancare la porta su una manica di ragazzi convinti che sarebbero riusciti a fare un sacco di soldi con il mercato del sesso e che invece si ritrovano l a fare la conoscenza di una squadra di sicari professionisti.
Che c'entra con tutto questo?
Questo posto  la stessa cosa disse Miller. Doveva esserci qualcosa. Un sacco di qualcosa. Doveva esserci... merda, non mi vengono le parole adatte. Un impero. Una civilt. Una casa. O pi di una casa, un padrone. E invece c' una manciata di porte chiuse a chiave e la lucetta lampeggiante di un timer. Non voglio che ti butti a capofitto nel bel mezzo di tutto questo. Ti faresti fare il culo a strisce.
Ma che diavolo vuoi dire? disse Holden. Sei stato tu, o la protomolecola, o Julie Mao, o chiss che altro... sei stato tu a pianificare tutta questa faccenda. Il contratto, l'attacco, tutto quanto.
Quello fece fermare Miller. Si volt con la fronte aggrottata. Julie  morta, ragazzo. Miller  morto. Io sono solo una macchina per ritrovare le cose perdute.
Non capisco disse Holden. Se non sei stato tu ad architettare tutto questo, allora chi  stato?
Ecco, vedi... Questa  una buona domanda, e su pi livelli. Dipende da cosa intendi per tutto questo'. Miller alz la testa come un cane che annusasse un odore insolito nella brezza. I tuoi amici sono arrivati. Sar meglio andare. Si spost a passo pi veloce verso la parete pi lontana della sala.
I marine disse Holden. Non potevi fermarli?
No disse Miller. Io non proteggo niente. Posso dire alla stazione che quelli sono una minaccia. Ci sarebbero delle conseguenze, per.
Holden sent come un pugno allo stomaco per la paura.
Mi suona davvero male.
Non sarebbe di certo un bene. Andiamo. Se dobbiamo fare questa cosa, dobbiamo assolutamente precederli.
I corridoi e i passaggi si allargavano e si restringevano, incontrandosi e diramandosi l'uno dall'altro come arterie che portavano sangue attraverso un gigantesco organismo. Le luci della tuta di Holden sembravano quasi perdersi in quella soverchiante oscurit, e le lucciole blu sorgevano a ondate intermittenti per poi svanire di nuovo. Lungo il percorso, superarono altri costrutti blu metallico simili a insetti.
Che cosa sono? chiese Holden, indicando un costrutto particolarmente grande e dall'aspetto pericoloso mentre continuavano ad avanzare.
Qualunque cosa serva che siano rispose Miller senza nemmeno voltarsi.
Ah, magnifico. Ecco che ricominci a fare il misterioso, eh?
Miller si gir con un'espressione preoccupata in viso e svan di punto in bianco. Holden si volt.
In fondo alla grande sala, una forma stava emergendo dal tunnel. Holden aveva gi visto una corazza del genere. Una corazza potenziata dei marine di Marte era costituita in ugual misura di efficienza e minacciosit.
Non c'era via di scampo. Chiunque avesse indossato una di quelle tute avrebbe potuto raggiungerlo in corsa senza nemmeno impegnarcisi. Holden pass il canale della sua tuta su una frequenza aperta.
Ehi! Sono qui. Parliamone disse. Poi cominci a incamminarsi verso il gruppo. Come un sol uomo, tutti e otto i marine alzarono il braccio destro e aprirono il fuoco. Holden si prepar a morire anche mentre una parte della sua mente si rendeva conto che non avrebbe dovuto avere il tempo di prepararsi a morire. A quella distanza, i proiettili delle loro armi ad alta velocit l'avrebbero colpito in una frazione di secondo. Sarebbe morto ben prima che il suono degli spari potesse raggiungerlo.
Ud il rumore rapido e assordante delle armi, simile a quello di una sega circolare, ma non fu colpito.
Una nube grigia si era formata di fronte ai marine. Quando smisero finalmente di sparare, la nube si dissip verso le pareti della stanza. Pallottole. Si erano fermate pochi centimetri dopo le canne delle pistole, e ora qualcosa le stava trascinando via proprio come gli oggetti all'esterno della stazione.
I marine cominciarono a correre, attraversando la sala, e Holden tent di darsela a gambe. Erano belli, a modo loro, con il potere letale delle corazze imbrigliato da anni di addestramento a dare ai loro movimenti la grazia di una danza. Anche senza poter usare le armi, potevano fare a pezzi Holden un arto alla volta. Un solo pugno da quelle corazze gli avrebbe frantumato tutte le ossa e trasformato le viscere in poltiglia. L'unica possibilit che aveva era di distanziarli, e non poteva farlo.
Quasi non vide il movimento, quando avvenne. La sua attenzione era tutta sui marziani, sul pericolo che riconosceva. Non si era accorto, coscientemente, del fatto che uno di quegli affari simili a insetti aveva cominciato a muoversi finch i marine non si erano voltati in quella direzione.
I movimenti di quella cosa aliena erano rapidi e a scatti, come un meccanismo da orologeria che aveva soltanto massima velocit e arresto. Avanz ticchettando verso i marine, barcollando a ogni passo, e sovrastando il pi alto di loro di almeno mezzo metro.
I marine cedettero al panico nel modo in cui gente addestrata alla violenza cede al panico. Due di loro aprirono il fuoco, ottenendo lo stesso risultato di prima. La tuta di un altro marine ruot l'arma sul suo braccio e comparve una canna pi grossa. Holden se la diede a gambe, allontanandosi dalla colluttazione. Era sicuro che stessero gridando in quelle loro corazze, ma non era una frequenza a cui aveva accesso. La canna mozza del marine mand un lampo bianco e un tocco di metallo grande quanto il pugno di Holden descrisse un lento arco in quell'aria strana.
Una granata.
Il mostro ticchettante la ignor, avvicinandosi ai marine, e la granata deton sotto le sue zampe da insetto nel punto in cui era atterrata. La cosa aliena balz all'indietro, dimenando le appendici mentre dagli arti recisi cadeva una polvere simile a un fumo di spore fungine. Il complesso tappeto di muschio avvamp di braci arancioni nel punto in cui era stato bruciato dall'esplosione.
E tutto intorno ai marine presero vita una dozzina di altre statue. Stavolta si mossero pi rapide. Prima che i marine potessero cominciare a reagire, quello che aveva lanciato la granata fu sollevato delicatamente e fatto a pezzi. Un fiotto di sangue si disperse nell'aria, restando sospeso, pens Holden stordito, troppo a lungo prima di tornare a posarsi a terra. I marine superstiti cominciarono a ritirarsi, puntando le armi verso le creature che stavano circondando l'uomo morto. Sotto lo sguardo di Holden, i marine si ritirarono verso il tunnel pi lontano, nascondendosi. Raggruppandosi.
Le creature aliene si accanirono sul proprio compagno ferito, strappando e artigliando, massacrandolo come se fosse stato il nemico tanto quanto i marine. Poi, quando ebbero finito, cinque di quei mostri si riunirono nel punto in cui era avvenuta l'esplosione. Ebbero un fremito, poi rimasero immobili; poi di nuovo un fremito e tutti e cinque emisero un sottile filo di bava opaca e gialla, che si deposit sulla ferita. Holden prov repulsione e meraviglia mentre il muschio si attaccava a quella poltiglia e ricresceva come se non fosse mai stato danneggiato. Come se l'attacco non avesse mai avuto luogo.
Conseguenze disse Miller accanto a Holden. Sembrava stanco.
Ma... Ma hanno appena trasformato quel povero diavolo in saliva?
Gi disse Miller. Se l' cercata, per. Quel tizio si  divertito col suo lanciagranate, e ora ha ammazzato un sacco di gente.
Cosa? Come?
Ha insegnato alla stazione che anche un oggetto che si muove lento come un buon lancio di baseball pu rappresentare una potenziale minaccia.
Si vendicher?
No disse Miller. Si limiter a proteggersi. Rivedr ci che annovera tra le cose pericolose. Prender il controllo di tutte le navi che potrebbero essere un problema.
Ma che diavolo significa?
Significa una brutta, brutta giornata per un sacco di persone. Quando ti rallenta, non ci va per il sottile.
Holden sent una mano gelida stringergli il cuore.
La Roci...
Uno sguardo dispiaciuto, perfino di comprensione, attravers il volto del detective.
Pu darsi. Non lo so disse Miller con un'eloquente alzata di spalle. Comunque sia, sono appena morte un sacco di persone.

23.

Melba

Julie l'aveva salvata. Non c'era altro modo di vederla.
Fedele al suo stile, la vice di Holden aveva spifferato ogni cosa. Cohen, scoperto, aveva vuotato il sacco e ci aveva messo sopra anche l'immagine che aveva rubato. Melba ce l'aveva sul suo terminale palmare: un ritratto di giovane donna come una scultura di ghiaccio. Non si era accorta che il fonico avesse raccolto quelle informazioni quando l'aveva incontrato, ma avrebbe dovuto sospettarlo. Il suo errore appariva ovvio, col senno di poi.
Quei fatti avrebbero dovuto mettere fine alla caccia. Gli ufficiali al comando avrebbero dovuto vedere la ricostruzione, stringersi nelle spalle e defenestrarla da una camera stagna. Sennonch l'immagine era stata fornita assieme a un'interpretazione errata. Ecco' aveva detto Holden questa  Julie Mao'; e questo fu ci che tutti avevano visto. Le differenze che per Melba erano ovvie erano diventate invisibili agli occhi degli altri. Si aspettavano di vedere una protomolecola minacciosa, invasiva e in grado di resuscitare i morti, e fu quindi quel che videro.
Melba fece del suo meglio per evitare che qualcuno notasse la somiglianza. Aveva incontrato Cohen sulla Terra, con la gravit che tirava a un g pieno. A bordo della Thomas Prince per, gi vicina al limite di velocit dell'Anello, non erano in accelerazione. Le sue guance sembravano pi piene, il viso rotondo. All'epoca aveva i capelli sciolti, per cui ora se li era legati in una treccia. L'immagine era priva di colori, per cui si era messa un po' di trucco per alterare la forma degli occhi e delle labbra. Fare qualcosa di molto accentuato non avrebbe fatto altro che attirare l'attenzione, per cui ci and piano. Probabilmente non era neanche necessario farlo.
La sua agenda a bordo della Thomas Prince era carica. L'avrebbero fatta lavorare - lei, come tutti gli altri - come una schiava. Non le importava. I ponti e i corridoi di servizio erano sicuri. Non ci sarebbe stato nessuno che potesse conoscere Clarissa Mao. Rimaneva il pi possibile alla larga dalle parti pubbliche della nave, e la maggior parte delle volte riusciva a farsi prendere un tubo allo spaccio o qualcosa da mettere sotto i denti e a farselo portare dagli altri tecnici.
Durante i turni di riposo, costruiva il suo arsenale.
Holden era fuori dalla sua portata, per il momento. Era quasi buffo. Si era data tanto di quel da fare per farlo apparire come un megalomane impenitente e poi, di sua spontanea volont, Holden si era autoproclamato di fatto ambasciatore dell'intera razza umana. Julie aveva ingannato anche lui. Con un po' di fortuna, sarebbe morto in uno scontro a fuoco o si sarebbe fatto ammazzare dalla protomolecola. Il compito di Melba si era ridotto a distruggere le prove dell'innocenza di Holden. Non sarebbe stato difficile.
La Rocinante aveva cominciato la sua carriera come corvetta di scorta sulla corazzata Donnager. Era ben progettata e ben costruita, ma ora erano passati anni dal suo ultimo aggiornamento. I punti deboli nelle sue difese erano semplici: i portelloni di carico pi vicini al reattore erano stati danneggiati e riparati, e sarebbero stati certamente pi deboli degli originali. Il portellone pressurizzato di prua era stato costruito con una falla software vulnerabile all'hackeraggio; una vera nave militare marziana sarebbe stata gi aggiornata per quel problema, ma Holden poteva essere stato negligente.
La prima speranza di Melba era il portellone pressurizzato. Un trasmettitore di accesso a corto raggio, concepito per portelloni pressurizzati con problemi di malfunzionamento, aveva trovato uno spazio tra le sue attrezzature. Se quello non avesse funzionato, passare dalle porte di carico sarebbe stato pi difficile. Melba aveva sperato di trovare qualche esplosivo, ma la Thomas Prince prendeva molto sul serio le sue riserve di munizioni. I manifesti di carico dell'equipaggio includevano anche una mezza tuta meccanica a esoscheletro. Avrebbe potuto indossarla sul petto e le braccia - non era stata progettata per avere gambe - e, con l'aiuto di una fiamma ossidrica per praticare la breccia iniziale, sarebbe probabilmente stata in grado di piegare a sufficienza la carlinga da riuscire a infiltrarsi. L'esoscheletro era anche piuttosto piccolo e leggero da trasportare, e le sue chiavi di accesso erano di grado sufficientemente elevato da garantirle che il sistema le permettesse di prenderne uno.
Una volta a bordo, sarebbe stato semplice: avrebbe ucciso tutti, mandato in sovraccarico il reattore e ridotto la nave in tanti piccoli atomi sparpagliati. Con un po' di fortuna, avrebbe riacceso i sospetti sulla bomba a bordo della Seung Un. Se Melba fosse riuscita a cavarsela, tanto meglio. Altrimenti, pazienza.
L'unica cosa da fare ora era arrivare fin l e aspettare, come tutti gli altri, di vedere che cosa succedeva sulla stazione.
Stava sognando quando ci fu la catastrofe.
Nel sogno, camminava attraverso un campo fuori da una scuola. Sapeva che la scuola era in fiamme, che doveva trovare un modo per entrare. Udiva le sirene dei mezzi antincendio ma le loro sagome non comparivano in cielo. C'erano delle persone, intrappolate all'interno dell'edificio, e lei doveva arrivare da loro. Per salvarle o per impedire che fuggissero, o entrambi.
Era sul tetto, e si cal attraverso un condotto. Il fumo ribolliva furiosamente intorno a lei, ma riusciva ancora a respirare perch era stata immunizzata contro le fiamme. Si allung, sfiorando con le dita le maniglie di bassa gravit. Si rese conto che qualcuno le stava tenendo i polsi, sostenendola mentre avanzava a stento verso il fuoco e l'oscurit. Ren. Lei non riusciva a guardarlo. Rimpianto e senso di colpa le si gonfiarono dentro come un'ondata di marea e croll in un bar illuminato da una luce blu, pieno di sedili a sospensione cardanica al posto dei tavoli. Delle coppiette cenavano e chiacchieravano e scopavano nella penombra intorno a lei. L'uomo che aveva di fronte era sia Holden che suo padre. Clarissa cerc di parlare, di dire che non voleva farlo. L'uomo l'afferr per le spalle, premendola nel morbido gel del sedile. Per un istante ebbe paura che le sarebbe salito sopra, ma invece quello cal un pugno sul suo petto con forza letale e lei si svegli con l'allarme che le gridava nelle orecchie e un nugolo di gocce di sangue fluttuanti nell'aria.
Il dolore nel suo corpo era talmente profondo e inspiegabile che non sembrava nemmeno dolore; era soltanto l'impressione che ci fosse qualcosa di sbagliato. Toss, sputando sangue nella stanza. Pens che in qualche modo avesse attivato le sue finte ghiandole durante il sonno, che ci che non andava era soltanto in lei, ma gli allarmi della nave ribadirono che era qualcosa di peggio. Allung una mano verso il suo terminale palmare, ma non era al suo posto. Lo trov che fluttuava a mezzo metro dalla porta, sospeso in rotazione a mezz'aria. Una crepa a ragnatela sulla scocca in resina segnava il punto in cui aveva sbattuto con tanta violenza da rompersi. La rete di accesso mostrava una barra rossa. Nessun segnale. Il sistema non era attivo.
Melba si spinse verso la porta e l'apr.
La donna morta che fluttuava nel corridoio aveva le braccia allungate e i capelli sparsi attorno a s come se fosse affogata. La parte sinistra del suo viso aveva una forma strana, pi morbida, pi rotonda e pi blu di come avrebbe dovuto essere. Aveva gli occhi socchiusi, con il bianco della cornea iniettato di sangue dai capillari esplosi. Melba si spinse oltre il corpo. Pi gi, lungo il corridoio, una sfera di sangue grossa quanto un pallone da calcio fluttuava lentamente verso il bocchettone di ricircolo d'aria, senza che si capisse da dove fosse uscita.
Nei corridoi pi ampi verso il centro della nave la situazione era peggiore. C'erano cadaveri a ogni porta, in ogni corridoio. Qualsiasi cosa non fosse stata assicurata fluttuava accanto alle pareti, scaraventata verso prua. Le pareti grigio chiaro erano ricoperte di ammaccature in tutti i punti in cui terminali palmari, strumenti e teste le avevano colpite. Nell'aria aleggiava un odore di sangue e di qualcos'altro, di pi profondo e intimo.
Fuori dallo spaccio, tre soldati erano impegnati a usare schiuma sigillante per attaccare i morti alle pareti, liberando lo spazio di transito. Se ci fosse stata la gravit, avrebbero dovuto impilare i cadaveri come una catasta di legname.
Sta bene? le disse una di loro. Melba impieg un paio di secondi per rendersi conto che la donna stava parlando con lei.
Sto bene disse. Che cosa  successo?
E chi cazzo lo sa? Lei  un tecnico di manutenzione, giusto? disse brusca la donna.
S rispose Melba. Melba Koh. Elettrochimica.
Be', porti il culo al reparto ambientale, Koh disse la donna. Mi sa che avranno bisogno di lei, laggi.
Melba annu, e quel gesto la fece ruotare a mezz'aria finch la donna non allung una mano per fermarla.
Non si era mai trovata su un campo di battaglia o sulla scena di un disastro naturale.
La cosa pi simile era stato un tornado che aveva colpito So Paulo quando Clarissa aveva otto anni, e suo padre aveva messo al riparo tutta la famiglia in un rifugio dell'azienda finch l'emergenza non era rientrata. Di quel disastro, Melba aveva visto pi cose dai canali dei notiziari che di persona. La Thomas Prince era una scena infernale. Super crocchi di persone in frenetica attivit, ma i morti e i moribondi erano ovunque. Gocce di sangue e frammenti di plastica frantumata si raggruppavano in nugoli nei punti in cui venivano sospinti dalle ventole dei riciclatori. In assenza di gravit il sangue si addensava nelle ferite rifiutando di scorrere liberamente, peggiorando le infezioni. I polmoni si riempivano pi facilmente di fluidi. Bench molti fossero gi morti, ne sarebbero morti altri. Presto. Se non fosse stata nel suo sedile a smorzamento, sarebbe stata scaraventata addosso a una parete a seicento metri al secondo, proprio come gli altri. No, non poteva essere. Nessuno poteva sopravvivere a una cosa del genere.
Melba non aveva passato molto tempo sui ponti ambientali. La maggior parte del suo lavoro di prima, con Stanni e con Soledad, si era concentrato sul reparto elettrico. I sistemi idrici e di aerazione avevano tecnici dedicati, con un grado di specializzazione che garantiva loro una paga pi alta della sua. L'architettura delle sale faceva s che ogni cosa fosse a portata di mano senza per essere cos anguste come quelle della Cerisier. Melba fluttu nella stanza con una sensazione di sollievo, come se aver raggiunto il suo obiettivo fosse gi stato un traguardo in s. Come se, in qualche misura, le desse il controllo della situazione.
L'aria puzzava di ozono e di capelli bruciati. Un giovanotto, con il viso coperto di lividi bluastri, si era assicurato alla paratia grazie a una corda e due elettromagneti. Agitava qualcosa di simile a una scopa con un enorme pezzo di tessuto in punta, come fosse un gigantesco scacciamosche. Ripuliva l'aria dal sangue. Il suo viso tumefatto era impassibile, sotto shock. Uno spesso velo di lacrime gli ingorgava gli occhi, accecandolo.
Tu! Chi diavolo sei?
Melba si volt. L'uomo indossava un'uniforme della marina. Aveva la gamba destra in un gesso a pressione gonfiabile. Il piede che spuntava dal fondo era di un viola bluastro, e il fiato gli usciva in respiri affannosi in un modo che a Melba fece venire in mente una polmonite, o un'emorragia interna.
Melba Koh. Tecnico civile elettrochimico della Cerisier.
Da chi prendi i tuoi ordini?
Il supervisore del mio gruppo  Mikelson disse lei, sforzandosi di ricordare il nome di quell'uomo. L'aveva incontrato una volta soltanto, e non le aveva fatto una grande impressione.
Io sono Nikos disse l'uomo con la gamba rotta. Ora lavori per me. Andiamo.
Si spinse via dalla paratia con pi grazia di quanto non avrebbe dovuto essere possibile. Melba lo segu un po' troppo in fretta e dovette reggersi a una maniglia per evitare di andare a sbattergli contro. Nikos la guid attraverso un lungo corridoio fino al reparto meccanico. Su una parete era disposto un enorme sistema di sottili fogli di metallo e ceramica, con degli avvisi in otto lingue impressi su ogni lato. Sulla piastra pi esterna c'erano segni circolari di bruciature, e l'aria puzzava di plastica fusa e qualcos'altro. Nel mezzo si era aperto un foro largo sessanta centimetri. Al suo interno c'era ancora un corpo umano, incastrato tra le schegge di metallo.
Sai cos' questo, Koh?
L'impianto di processamento dell'aria rispose lei.
 l'unit primaria di processamento atmosferico disse lui, come se Melba non avesse aperto bocca. Ed  un dannatissimo problema. Il processore secondario  ancora in fiamme, in questo stesso istante, e i processori di riserva terziari ci sosterranno ancora per circa sette ore. Tutti quelli della mia squadra sono feriti o morti, per cui tocca a te rimettere in sesto questo affare. Tutto chiaro?
Non posso farcela, pens lei. Non sono una vera tecnica elettrochimica. Non so come fare.
Vado... vado a prendere i miei strumenti.
Non badare a me disse. Se trovo qualcuno che possa dare una mano, lo mander qui da te.
Sarebbe un bene disse lei. E lei? Sta bene?  in grado di darmi una mano?
A occhio e croce? Ho il bacino sfondato, e forse qualcosa di peggio all'intestino. Continuo a svenire di tanto in tanto disse con un sogghigno. Ma sono strafatto grazie alle droghe d'emergenza, e c' del lavoro da fare. Per cui diamoci una mossa.
Melba si diede una spinta alla paratia. Si sentiva la gola stretta e aveva l'impressione che la sua mente si stesse per chiudere. Un eccesso di stimoli. Lo shock. Si fece strada tra la carneficina e i rottami fino alla baia di carico, dove si trovavano le casse degli attrezzi della Cerisier. Le apr con la sua chiave di accesso. Una delle casse era andata in frantumi, con i resti di un impianto di collaudo che fluttuava per aria, tra schegge ceramiche verdi e segmenti di fili dorati. Ren era ancora l, e la sua bara degli attrezzi era ruotata nonostante i ganci elettromagnetici. Per un istante, il sogno dell'incendio torn ad assalirla. Si chiese se fosse possibile che stesse ancora sognando, e che quell'ondata di morte facesse semplicemente parte della stessa oscurit all'interno del suo cervello. Pos le mani sulla scatola di Ren, quasi aspettandosi di sentirlo bussare in risposta. Fu attraversata da un'improvvisa sensazione di vertigine, dall'impressione che la nave stesse cadendo e che le sarebbe finita addosso. Che l'avrebbe schiacciata. Tutto quel sangue e quel terrore, tutta quella gente morta attaccata alle pareti per impedire ai cadaveri di fluttuare per i corridoi... Cominciava tutto quanto da l. Ogni peccato che aveva commesso, prima e dopo, aveva il suo centro nelle ossa sotto la sua mano.
Basta disse. Basta cos.
Prese la sua cassetta degli attrezzi, quella vera, e torn di corsa nella sala motori dove si trovava l'unit di processamento ambientale danneggiata. Nikos aveva trovato altre due persone, un uomo in abiti civili e una donna pi anziana con indosso l'uniforme della marina.
Sei Koh? chiese la donna. Bene, afferralo per le gambe.
Melba pos la scatola per gli attrezzi sul ponte e ne attiv i magneti, poi si mosse verso il foro nel processore d'aria. L'apparato era stato allentato dalla propria cornice, dando al corpo un po' pi di libert di movimento. Melba mise le mani sulle cosce dell'uomo morto, avvinghiando il tessuto dei pantaloni con le dita strette a pugno. Si puntell sul fianco metallico dell'unit di processamento.
Pronta? chiese l'uomo.
Pronta.
La donna cont fino a tre, e Melba diede uno strattone. Per un lungo istante credette che il cadavere non sarebbe uscito; poi per qualcosa si strapp, e le vibrazioni si trasferirono alle mani di Melba. Il corpo scivol via, libero.
Uno a zero per i buoni disse Nikos dall'altra parte dell'hangar. Il suo viso stava assumendo un colorito grigio cenere. Come se stesse morendo. Melba avrebbe voluto vederlo andare in infermeria, ma erano probabilmente gi sommersi di richieste di aiuto. Poteva morire l, facendo il suo lavoro, o laggi, in attesa di un posto libero. Portatelo via. Ora che l'abbiamo tirato fuori, non vorremo mica che ci torni a corpo libero.
Melba annu, strinse la presa e si spinse via seguendo una traiettoria che li avrebbe portati sulla paratia pi distante. La nuca del cadavere era stata schiacciata quasi del tutto, ma la morte era giunta cos in fretta che c'era pochissimo sangue. Una volta giunti alla parete, Melba lo assicur con una spruzzata di schiuma e lo tenne l fermo mentre il collante si rapprendeva. Il viso del morto era vicinissimo al suo. Melba riusciva a vedere i peli che aveva mancato nel radersi. Il marrone dei suoi occhi vuoti. Prov l'impulso impellente di baciarlo e lo respinse subito, disgustata.
Dall'uniforme, era stato un ufficiale. Un tenente, forse. Il tesserino identificativo bianco sulla catenella attorno al collo riportava una sua foto in cui aveva un aspetto solenne. Melba la prese tra le dita. Non era un tenente. Capitano di corvetta. Capitano di corvetta Stepan Arsenau, che non sarebbe mai passato attraverso l'Anello se non fosse stato per lei. Che non sarebbe morto l. Cerc di sentirsi in colpa, ma non aveva pi spazio dentro di s. C'era gi troppo sangue.
Allung una mano per rimettere a posto il tesserino quando la vocina in fondo alla sua mente disse: Scommetto che con questa avrebbe potuto avere accesso a un pacchetto EVA. Melba sbatt le palpebre. La sua mente parve rimettersi a fuoco e lei si guard intorno, con gli ultimi offuscamenti di sogno o delirio che sgomberavano il campo. Aveva accesso all'equipaggiamento di cui aveva bisogno. La nave era in preda al caos. Era il momento. L'occasione che stava aspettando. Tir via la tessera dalla catenella e se la infil in tasca, poi si guard intorno nervosamente.
Nessuno l'aveva vista.
Si umett le labbra.
Mi servir qualcosa per spaccare questo affare stava dicendo il giovane. La testa del bullone si  spanata. Non riesco a tirarlo fuori.
La donna pi anziana imprec e si volt verso Melba.
Hai niente che possa servire?
Non qui disse Melba. Per so dove potrei reperire quello che serve per tirarlo fuori.
Fa' in fretta. Non possiamo lasciare questo posto senz'aria.
Ricevuto. Voi intanto fate quel che potete. Torno subito ment Melba.

24.

Anna

L'escatologia era sempre stata il settore di studi teologici meno apprezzato da Anna. Quando le veniva chiesto dell'Armageddon, rispondeva sempre ai suoi parrocchiani che lo stesso Dio Onnipotente si era tenuto piuttosto vago sull'argomento, per cui non giovava poi a molto preoccuparsene pi di tanto. Avere fede nel fatto che Dio avrebbe fatto tutto per il meglio ed evitare la Sua giusta ira contro i malvagi avrebbero dovuto essere i motivi meno validi per adorarlo.
Ma la verit era che si era sempre trovata in profondo disaccordo con la maggior parte delle tesi dei futuristi e dei millenaristi. Non in ambito teologico, ovviamente, visto che le loro ipotesi su ci che potessero significare le profezie sulla fine dei tempi erano valide quanto quelle di chiunque altro. Il suo disaccordo era principalmente sul livello di compiacimento a proposito della distruzione dei malvagi che spesso e volentieri s'insinuava nei loro insegnamenti. Cosa particolarmente vera nel caso di alcune sette millenariste, che riempivano la loro letteratura di immagini raffiguranti l'Armageddon. Immagini di persone terrorizzate in fuga da un informe, furioso destino che bruciava ogni cosa alle loro spalle, mentre i fedeli compiaciuti - della religione giusta, ovviamente - osservavano la scena da un luogo sicuro mentre Dio imperversava con la sua distruzione. Anna non riusciva a capire come fosse possibile che qualcuno non percepisse quella raffigurazione come tragica.
Avrebbe voluto poter mostrare loro la Thomas Prince.
Anna stava leggendo quando era successo. Teneva il suo terminale palmare appoggiato al petto con un cuscino sotto, e le mani dietro la testa. Poi era scattato un tritono di allarme da accelerazione gravitazionale, ma giungeva tardi. Anna era gi schiacciata nel suo sedile a smorzamento, talmente forte da riuscire a sentire la plastica della struttura sotto venti centimetri di gel anti-impatto. Era sembrata durare un'eternit, ma probabilmente erano stati solo pochi secondi. Il suo terminale palmare le era scivolato sul petto, improvvisamente pi pesante di Nami l'ultima volta che Anna aveva preso sua figlia in braccio. Le aveva lasciato una traccia di lividi neri e bluastri sullo sterno, andando poi a sbatterle sul mento con tanta forza da spaccarle la pelle. Il cuscino le aveva premuto sullo stomaco come un sacco di sabbia da dieci chili, riempiendole la bocca col sapore di bile.
La cosa peggiore, per, era stato il dolore alle spalle. Entrambe le braccia si erano appiattite sul materassino, slogandosi temporaneamente. Quando quegli interminabili secondi di decelerazione erano giunti al termine, entrambe le articolazioni erano tornate al loro posto con una fitta di dolore perfino peggiore di quando erano uscite di sede. Il gel del sedile a smorzamento, sollecitato oltre le specifiche per cui era stato progettato, non l'aveva trattenuta come avrebbe dovuto fare. Aveva invece ripristinato la sua forma originaria con un rimbalzo, proiettandola al rallentatore verso il soffitto della cabina. Anna aveva cercato di alzare le mani per proteggersi ma un dolore lancinante le aveva attraversato il corpo, ed era salita su fino a picchiare il viso sul soffitto. Il suo mento aveva lasciato una chiazza di sangue sul tessuto imbottito di schiuma.
Anna era una persona delicata. Mai, in vita sua, si era ritrovata in una rissa. Non aveva mai vissuto un grave incidente. Il peggior dolore che avesse mai sentito prima di allora era stato quello del parto, e le endorfine che le avevano somministrato subito dopo l'avevano quasi completamente cancellato dai suoi ricordi. Tutto quel dolore in tanti punti diversi, tutto insieme, l'aveva lasciata confusa e piena di una sorta di rabbia indefinita. Non era giusto che una persona potesse patire tanto dolore. Avrebbe voluto gridare contro il sedile a sospensione cardanica che l'aveva tradita lasciando che succedesse una cosa del genere, e avrebbe voluto prendere a pugni il soffitto per averla colpita in volto, anche se non aveva mai tirato un pugno in vita sua e riusciva a malapena a muovere le braccia.
Quando era finalmente riuscita a muoversi senza essere preda di vertigini, Anna era andata a cercare aiuto e aveva scoperto che nel corridoio fuori dai suoi alloggi la situazione era perfino peggiore.
A pochi metri dalla sua porta, un giovanotto era rimasto schiacciato. Sembrava come se un gigante malevolo l'avesse calpestato per poi frantumarlo sotto il tacco. Il ragazzo non era semplicemente schiacciato, ma lacero e ritorto in un modo che lo lasciava difficilmente riconoscibile come umano. Il suo sangue era rappreso sul pavimento e sulle pareti, e fluttuava attorno al suo corpo in sfere rosse come tante macabre decorazioni natalizie.
Anna aveva gridato in cerca di aiuto. Qualcuno aveva gridato di rimando con voce gorgogliante e carica di dolore. Qualcuno pi gi, lungo il corridoio. Anna si era spinta cautamente sullo stipite della porta e si era diretta verso quella voce. Due cabine pi gi, un altro uomo era per met dentro e per met fuori dal suo sedile a smorzamento. Doveva essere stato in procinto di alzarsi dal letto quando era avvenuta la decelerazione, tutto ci che andava dalle anche in gi era contorto e spezzato. La parte superiore del torace giaceva ancora sul letto, e gesticolava debolmente con le braccia verso di lei, con il volto come una maschera di dolore.
Aiuto aveva detto, poi aveva tossito un fiotto di sangue e muco che si era staccato da lui in una sfera rossa e verdastra.
Anna era fluttuata abbastanza in alto da riuscire a premere il pannello di comunicazione a parete senza usare la sua spalla. Morto. Le uniche luci erano quelle che le avevano detto si sarebbero accese in caso di guasto elettrico. Nient'altro pareva funzionare.
Aiuto aveva detto nuovamente l'uomo. La sua voce era flebile e riempita sempre di pi di quel gorgoglio liquido. Anna l'aveva riconosciuto: era Alonzo Guzman, un noto poeta proveniente dalle regioni pi meridionali dell'America latina delle Nazioni Unite. Uno dei favoriti del segretario generale, a quanto le aveva detto qualcuno.
Arrivo aveva detto Anna, senza nemmeno cercare di fermare le lacrime che all'improvviso l'avevano accecata. Si era pulita gli occhi sulla spalla e aveva detto: Vado a cercare qualcuno. Mi sono fatta male alle braccia ma trover qualcuno.
L'uomo aveva cominciato a piangere piano. Anna si era spinta lungo il corridoio con la punta delle dita, fluttuando attraverso la carneficina alla ricerca di qualcuno che non fosse ferito.
Questa era la parte che i millenaristi non inserivano mai nelle loro immagini.
Adoravano le scene di una giusta vendetta divina sull'umanit peccatrice. Amavano mostrare i prescelti da Dio sani e salvi, col viso raggiante mentre si dava loro ragione di fronte al mondo. Ma non mostravano mai il momento successivo. Non mostravano mai gli uomini in lacrime, schiacciati e morenti in una pozza di liquidi corporei. Giovani uomini impilati in cataste di carne viva. Una giovane donna tranciata a met perch stava attraversando un boccaporto quando era avvenuta la catastrofe.
Era quello, l'Armageddon. Ecco a cosa somigliava. Sangue, carne martoriata e grida di aiuto.
Anna raggiunse l'incrocio tra due corridoi e si ritrov senza pi forze. Il dolore che sentiva nel corpo era troppo forte per permetterle di continuare. E, in tutte e quattro le direzioni, i pavimenti e le pareti dei corridoi erano coperti dalle conseguenze di morti violente. Era troppo. Anna and alla deriva nello spazio vuoto per qualche minuto, fino a fluttuare dolcemente verso la parete e ad attaccarcisi. Movimento. La nave si stava muovendo. Molto lentamente, ma abbastanza da spingerla contro la parete. Anna si spinse via e riprese a fluttuare. Non stavano ancora accelerando, dunque.
Riconobbe che il suo interessamento nei relativi movimenti della nave era solo la sua mente che cercava di trovare qualcosa che la potesse distrarre dalla scena che aveva intorno, e ricominci a piangere. Fu assalita dall'idea che potesse non tornare mai pi a casa da quel viaggio. Per la prima volta da quando era venuta fino all'Anello, Anna vide un futuro in cui non avrebbe mai pi ripreso Nami tra le braccia. Non avrebbe mai pi annusato il profumo dei suoi capelli. Non avrebbe mai pi baciato Nono, non sarebbe pi entrata in un letto caldo al suo fianco e non l'avrebbe pi tenuta stretta a s. Il dolore che provava nel vedersi strappare via quelle cose era peggio di qualsiasi altro dolore fisico che avesse mai subto. Non si pul via le lacrime che le erano salite agli occhi, e quelle l'accecarono. Andava bene cos. Non c'era niente, l, che volesse vedere.
Quando qualcosa l'afferr alle spalle e la fece voltare, Anna s'irrigid, in attesa che un nuovo orrore si rivelasse ai suoi occhi.
Era Tilly.
Oh, grazie a dio disse la donna, abbracciando Anna tanto stretta da mandarle nuove fitte di dolore attraverso le spalle. Sono corsa alla tua cabina e c'era sangue sulle pareti, e tu non eri l, e c'era un cadavere appena fuori dalla tua porta...
Impossibilitata a rispondere all'abbraccio, Anna pos semplicemente la sua guancia su quella di Tilly per un istante. Tilly la spinse di fronte a s tenendo le braccia tese, senza lasciarla andare. Stai bene? Fiss il taglio sul mento di Anna.
Il mio viso  a posto.  solo un taglietto. Ma ho le braccia ferite. Riesco a malapena a muoverle. Dobbiamo cercare aiuto. Alonzo Guzman  nella sua cabina, ed  ferito. Gravemente ferito. Sai che cosa sia successo?
Non ho ancora incontrato nessuno che lo sappia disse Tilly, ruotandola prima da un lato, poi dall'altro, scrutandola con sguardo critico. Muovi le mani. Okay. Piega i gomiti. Tast le spalle di Anna. Non sono slogate.
Credo che lo siano state, per un istante disse Anna dopo il sussulto di dolore che le provoc il tocco di Tilly. E ho male dappertutto. Ma dobbiamo sbrigarci.
Tilly annu e si tolse uno zaino rosso e bianco dalla spalla. Quando lo apr, Anna vide che era pieno di decine di pacchetti di plastica coperti di fitte scritte nere. Tilly ne tir fuori qualcuno, lesse la scritta e li rimise dentro. Dopo diversi tentativi, apr una confezione con tre piccole siringhe.
Cosa sono quelle? disse Anna, ma per tutta risposta Tilly gliele piant tutte e tre nel braccio.
Anna si sent invadere da un'ondata di euforia. Le sue spalle smisero di farle male. Ogni cosa smise di farle male. Perfino la sua paura di non rivedere pi la sua famiglia sembrava soltanto un problema distante e secondario.
Stavo dormendo, quando  successo disse Tilly, ributtando le siringhe vuote nello zaino di primo soccorso. Mi sono svegliata sentendomi come se fossi stata investita da un carrello. Credo che le mie costole fossero incrinate. Riuscivo a malapena a respirare. Per cui ho tirato fuori questo zaino dall'armadietto medico nella mia cabina.
Non ho pensato a guardare l disse Anna, sorpresa di non averlo fatto. Aveva un vago ricordo di essere stata disorientata per via del dolore, ma ora si sentiva alla grande. Meglio che mai. E sveglia. Ipercosciente. Che stupida a non pensare alle riserve mediche d'emergenza. Quella, dopotutto, era un'emergenza. Si sarebbe voluta dare uno schiaffo in fronte per essere stata tanto stupida. Tilly la stava di nuovo tenendo per le braccia. Perch lo stava facendo? Avevano del lavoro da fare. Dovevano trovare i medici e inviarli al poeta.
Ehi, ragazzina, disse Tilly ci vuole qualche secondo perch ti passi la prima ondata di entusiasmo. Ho passato un minuto a cercare di rianimare una pila di poltiglia sanguinolenta prima di rendermi conto di quanto fossi su di giri.
Che cosa sono? chiese Anna; mosse la testa da un lato all'altro, e cos facendo il contorno del viso di Tilly si fece sfocato.
Tilly si strinse nelle spalle. Anfetamine e antidolorifici militari, immagino. Ti ho dato anche un antinfiammatorio. Che diavolo.
Sei un medico? chiese Anna, meravigliata di quanto fosse intelligente Tilly.
No, ma so leggere le istruzioni sui pacchetti.
Va bene disse Anna, seria in volto. Va bene.
Andiamo a cercare qualcuno che sappia che cosa sta succedendo disse Tilly, tirando Anna con s lungo il corridoio.
E dopo devo trovare i miei disse Anna, lasciandosi tirare.
Temo di avertene dato un po' troppo. Nono e Nami sono a casa, a Mosca.
No, i miei. La mia congrega. Chris e quell'altro tipo, e la marine.  arrabbiata, ma credo di poterci parlare. Devo trovarli.
S disse Tilly. Mi sa che ho esagerato. Ma li troveremo. Prima per cerchiamo aiuto.
Anna ripens al poeta e sent le lacrime minacciare di riempire di nuovo gli occhi. Se era triste, forse la botta iniziale dei farmaci stava svanendo un poco. Si accorse che, per un istante, rimpiangeva la cosa.
Tilly si ferm di fronte a una mappa del ponte impressa sulla parete. Era immediatamente accanto a un pannello di rete inattivo. Era ovvio che una nave militare avesse entrambe le cose, pens Anna. Venivano costruite con l'aspettativa che potesse esserci un calo di tensione nel caso in cui la nave fosse colpita. Anche quel pensiero la fece intristire. Una parte distante di s stessa sapeva che quegli alti e bassi emozionali erano alimentati dalle droghe, ma non poteva farci niente. Ricominci a piangere.
Stazione di sicurezza. Tilly picchiett un punto sulla mappa, poi si trascin appresso Anna, lungo il corridoio. Svoltarono un paio di curve e si ritrovarono in una stanzetta piena di gente, di armi e di computer che sembravano ancora in funzione. Un uomo di mezza et con i capelli sale e pepe e un'espressione severa in volto le ignor deliberatamente. Le altre quattro persone all'interno della sala erano pi giovani ma ugualmente disinteressate al loro arrivo.
Fa' aprire prima la 35C disse l'uomo pi grande ai due giovanotti che fluttuavano alla sua sinistra. Indic qualcosa sulla mappa. C'erano una dozzina di civili l dentro.
Mandiamo un EMT? chiese uno dei pi giovani.
Non ne abbiamo a sufficienza, e quella cambusa non dispone di sedili a smorzamento. Tutti quelli che stavano l dentro saranno poltiglia ormai, ma il luogotenente dice di controllare ugualmente.
Ricevuto replic il giovane; lui e il suo collega uscirono dalla sala passando davanti ad Anna e Tilly e, nell'incrociarle, le degnarono a malapena di uno sguardo.
Voi due fate un controllo a tappeto dei corridoi disse il pi anziano agli altri due giovani marinai nella stanza. Targhette se riuscite a trovarli, altrimenti foto e campioni. Mandate tutto al comando operativo in codice rosso due-uno, chiaro?
Sissignore disse uno di loro, e uscirono fluttuando dalla stanza.
L'uomo nella 295 ha bisogno di soccorso disse Anna all'ufficiale della sicurezza.  gravemente ferito.  un poeta.
L'uomo alla scrivania inser dei dati nel suo terminale da banco e disse: Va bene,  in coda. I tecnici medici andranno da lui appena possibile. Stiamo allestendo un'area d'emergenza temporanea nella mensa ufficiali. Suggerisco, signore, che vi rechiate l con la massima fretta.
Che cosa  successo? chiese Tilly, afferrandosi a una maniglia sulla parete come se avesse intenzione di restare per un po'. Anna si aggrapp alla prima cosa che le capit sottomano, che si rivel essere una rastrelliera per armi.
L'ufficiale della sicurezza squadr Tilly dalla testa ai piedi una volta sola e sembr giungere alla conclusione che darle ci che voleva fosse la soluzione pi semplice. Che io sia dannato se lo so. Abbiamo decelerato fino a fermarci del tutto in poco meno di cinque secondi. Il danno e i feriti sono tutti traumi da elevata accelerazione. Qualsiasi cosa ci abbia bloccato ha bloccato la scocca della nave e se n' fregato di quello che c'era dentro.
Quindi la zona lenta  cambiata? chiese Tilly. Anna guard le armi sulla rastrelliera; le sue emozioni parevano pi sotto controllo, ma la sua mente era ancora in subbuglio. La rastrelliera era piena di pistole di vario genere. Armi tozze e massicce con canne tarchiate e grossi caricatori. Pistole pi piccole come quelle che si vedevano negli spettacoli polizieschi. E, su una rastrelliera dedicata, una serie di taser simili a quello che aveva su Europa. Be', non proprio simili. Quelli erano modelli militari. Grigi, eleganti e dall'aspetto efficace, con una batteria molto pi grossa della sua. Nonostante avessero una vocazione non letale, riuscivano comunque ad apparire pericolosi. Il suo vecchio taser gi a casa sembrava una specie di piccolo asciugacapelli.
Non li tocchi disse l'ufficiale di sicurezza. Anna non si era nemmeno accorta che aveva allungato una mano verso i taser finch non fu ripresa.
Questo potrebbe voler dire un sacco di vittime disse Anna. Anna ebbe l'impressione di rientrare nella conversazione dopo averne perso una gran parte.
Centinaia, sulla Prince disse l'ufficiale di sicurezza. E non eravamo neanche lontanamente vicini al vecchio limite di velocit. Alcune delle altre navi s, invece. Da quelle non riceviamo pi nessun segnale, ora.
Anna guard i vari terminali in funzione nell'ufficio intorno a s. Rapporti di danni, trasmissioni di sicurezza e ordini. Anna non riusciva a capirne granch. Usavano un sacco di acronimi e di numeri per indicare ogni cosa. Gergo militare. Un piccolo monitor mostrava immagini di persone. In una di quelle Anna riconobbe James Holden, e poi un'altra versione di lui con una barba incolta a chiazze. Avvisi di ricercati? Non riconobbe nessun altro finch non vide la scultura della ragazza che Naomi, la vicecomandante di Holden, aveva incolpato per l'attacco.
Magari  stata la ragazza dello spazio disse Anna prima di rendersi conto che avrebbe aperto bocca. Si sentiva ancora stordita, e represse il bisogno di ridacchiare.
L'ufficiale della sicurezza e Tilly la fissarono entrambi.
Anna indic lo schermo. Julie Mao, la ragazza di Eros. Quella che hanno accusato dalla Rocinante. Magari  stata lei.
L'ufficiale della sicurezza e Tilly si voltarono di concerto verso lo schermo. Pochi secondi dopo l'immagine di Julie, la ragazza dello spazio, scomparve per lasciare posto a qualcuno che Anna non riconosceva.
Qualcuno trasciner James Holden in una sala per gli interrogatori per qualche ora, e allora avremo un'idea molto pi chiara di chi incolpare esattamente.
Tilly scoppi a ridere.
 lei che hanno incolpato? disse quando ebbe finito. Quella non  Julie Mao. E non  possibile che Claire sia da queste parti.
Claire? dissero contemporaneamente Anna e l'ufficiale.
Quella  Claire. Clarissa Mao. La sorella minore di Julie. L'ultima volta che ne ho sentito parlare, abitava su Luna con sua madre. Ma quella di certo non  Julie.
Ne sei sicura? le chiese Anna. Perch il primo ufficiale della Rocinante ha detto che...
Ho fatto fare cavalluccio sulle mie ginocchia a entrambe quelle ragazze, tanti anni fa. I Mao erano ospiti frequenti nella nostra casa di Baja. Portavo fuori i bambini durante l'estate, a nuotare e a mangiare tacos di pesce. E quella l  Claire, non Julie.
Ah disse Anna mentre la sua mente potenziata dalle droghe ripercorreva l'intera faccenda. La ragazza furiosa che aveva incontrato nella cambusa, l'esplosione della nave delle Nazioni Unite, quel messaggio ridicolo proveniente dalla nave di Holden, seguito dalla loro dichiarazione di innocenza.  stata lei.  stata lei a far saltare in aria la nave.
Che nave? chiese l'ufficiale.
La nave delle Nazioni Unite che  esplosa. Quella che ha spinto la nave cinturiana ad aprire il fuoco contro Holden. E poi siamo passati tutti attraverso l'Anello e lei  qui!  su questa nave, in questo stesso istante! L'ho incontrata nella cambusa e l'avevo capito che c'era qualcosa che non andava, in lei. Mi ha inquietato e avrei dovuto dire qualcosa a qualcuno ma non l'ho fatto, perch che motivo avevo?
Tilly e l'ufficiale della sicurezza la stavano fissando entrambi. Anna sentiva la sua mente correre via, e la sua bocca sembrava muoversi di sua spontanea volont. La stavano guardando come se fosse uscita di senno.
 qui disse Anna, chiudendosi la bocca con uno sforzo.
Claire? chiese Tilly aggrottando la fronte.
L'ho vista nella cambusa. Mi ha minacciato. Era su questa nave.
L'uomo della sicurezza si accigli e picchiett qualcosa sul suo terminale, poi inser altri dati. Che mi venga un colpo secco... Il software di riconoscimento facciale della nave dice che abbiamo una corrispondenza nell'hangar B, proprio ora.
Dovete arrestarla! grid Anna.
L'hangar B  un'area d'emergenza disse l'ufficiale. Sar l dentro con gli altri sopravvissuti, con chiss quante fratture. Sempre che sia lei. Riproduzioni cos approssimative provocano sempre un sacco di falsi positivi.
Avevate un software che avrebbe potuto rintracciarla in qualsiasi momento? chiese Tilly incredula. E non avete nemmeno controllato?
Signora, non ci mettiamo di certo ad abboccare a tutte le panzane che dice James Holden ringhi per tutta risposta l'ufficiale.
C' un portellone pressurizzato, l disse Anna, puntando la mano verso lo schermo. Potrebbe andarsene. Potrebbe andare ovunque.
Tipo dove? ritorse l'ufficiale.
Come se l'avessero chiamata, una spia verde di allarme apertura del portellone pressurizzato si accese sul display.
Dobbiamo acciuffarla disse Anna, tirando Tilly per un braccio.
Dovete dirigervi alla mensa ufficiali intim loro l'ufficiale della sicurezza. Invier qualcuno a prelevarla per interrogarla non appena avremo finito di sanguinare. Non vi preoccupate. Abbiamo gi il nostro bel da fare, per ora. Questa cosa dovr aspettare.
Ma...
Un giovane uomo entr fluttuando nella stanza. Il lato sinistro del suo volto era coperto di sangue.
Servono gli EMT nella sei-alfa, signore. Abbiamo dieci civili.
Vedr chi riesco a liberare disse l'ufficiale. Sappiamo niente sulla condizione dei feriti?
Le ossa hanno perforato la pelle, ma non sono morti.
Anna tir Tilly in corridoio.
Non possiamo aspettare.  pericolosa. Ha gi ucciso molta gente quando ha fatto saltare l'altra nave.
Sei stordita disse Tilly, divincolando il braccio e fluttuando alla deriva nel corridoio fino a sbattere sulla parete. Non ti stai comportando in maniera razionale. Che cosa vorresti fare, anche se Claire Mao fosse davvero sulla nave e fosse diventata una sorta di terrorista? Ha fatto saltare in aria una nave. Pensi di prenderla a schiaffi con la tua Bibbia?
Anna tir fuori il taser per met dalla tasca. Tilly aspir un fischio tra i denti. L'hai rubato? Sei impazzita? le chiese in un sussurro aspro.
La trover replic Anna, mentre i farmaci che le cantavano nelle vene si erano concentrati su un punto ben preciso. Anna aveva come l'impressione che, se fosse riuscita a fermare questa Claire, si sarebbe potuta salvare dal perdere la sua famiglia per sempre. Si rendeva conto che era un'idea profondamente irrazionale, ma cedette comunque a quell'impulso. Devo parlarci.
Ti farai ammazzare disse Tilly. Sembrava che stesse per mettersi a piangere. L'hai detto alla sicurezza. Hai fatto la tua parte. Lascia perdere. Sei una sacerdotessa, non una poliziotta.
Avr bisogno di un pacchetto EVA. Sai dove li tengono? Sono vicini ai portelloni pressurizzati?
Sei uscita di senno disse Tilly. Non posso prendere parte a questa storia.
Non c' problema disse Anna. Torner.

25.

Holden

Naomi ripet Holden. Rispondi. Per favore. Rispondi.
Il silenzio radio sembrava una minaccia. Miller era rimasto in silenzio, con in viso un'espressione cupa e desolata. Holden si chiese quante altre persone avessero visto quella stessa identica espressione che Miller aveva ora sul viso. Sembrava progettata per accompagnarsi a parole come C' stato un incidente' e Il DNA corrisponde a quello di suo figlio'. Holden si sentiva tremare le mani. Non importava.
Rocinante. Naomi, rispondi!
Non significa niente disse Miller. Potrebbe stare benissimo, e magari c' stato un guasto al sistema di comunicazione. Oppure sar indaffarata a riparare qualcosa.
Oppure sta morendo un centimetro alla volta disse Holden. Devo andare. Devo tornare da lei.
Miller scosse la testa.
Per allontanarti sar un viaggio molto pi lungo che per arrivare fin qui. Non puoi pi andare alla stessa velocit. Per quando sarai tornato, avr gi sistemato quello che c'era da sistemare.
O sar gi morta' non disse Miller. Holden si chiese che cosa potesse significare il fatto che la protomolecola si mettesse Miller in fondo alle dita come una marionetta e che, al contempo, il detective riuscisse a essere ancora cos premuroso da tralasciare la possibilit che tutti quanti, a bordo della Rocinante, fossero morti.
Devo provarci.
Miller sospir. Per un istante, le sue pupille baluginarono azzurre, come se avesse dei minuscoli pesci batipelagici che nuotavano nelle profondit dei suoi occhi.
Vuoi aiutarla? Vuoi aiutarli tutti? Vieni con me. Adesso. Se scappi via verso casa, non ci sar dato di scoprire che cosa sia successo. E potresti non avere modo di tornare qui. In pi, puoi scommettere quello che ti pare che i tuoi amici si stanno gi riorganizzando, laggi, e possono ancora strapparti con dolcezza le braccia se ti acciuffano.
Holden si sent come se ci fossero due versioni di s stesso che gli strattonavano la mente. Naomi poteva essere ferita. Poteva essere morta. Anche Alex e Amos. Doveva essere l per loro. Ma c'era anche una parte pi piccola, pi tranquilla della sua mente che sapeva bene che Miller aveva ragione: era troppo tardi.
Puoi dire alla stazione che c' gente a bordo di quelle navi disse. Puoi chiederle di aiutarla.
Posso anche dire a un pezzo di pietra che dovrebbe essere segretario generale. Non significa che mi ascolter. Lo vedi, tutto questo? Miller agit le mani verso le pareti scure.  privo di volont. Utilitaristico. Non ha creativit, n capacit di analisi complessa.
Davvero? disse Holden, con la curiosit che faceva capolino da dietro il panico, la rabbia e la paura. E perch no?
 meglio che alcune cose restino prevedibili. Nessuno vuole che la stazione se ne esca con le proprie cattive idee. Dovremmo darci una mossa.
Dove stiamo andando? chiese Holden, fermandosi un istante per fare qualche respiro profondo. Era stato in condizioni di bassa gravit troppo a lungo, senza prendersi la briga di fare esercizio. La sua resistenza ne aveva sofferto. I pericoli del diventare ricchi e pigri.
Ho bisogno che tu faccia una cosa per me rispose Miller. Ho bisogno di accedere ai... Merda, non so come definirli. Diciamo ai rapporti di sistema.
Holden fin di ansimare, poi si raddrizz e fece cenno a Miller di riprendere a camminare. Mentre avanzavano lungo un corridoio che digradava piano, gli chiese: Ma non sei gi connesso?
Sono cosciente. Ma la stazione  in chiusura totale, e non  che mi abbiano dato propriamente la password di accesso al nucleo. Ho bisogno che sia tu ad aprirlo per me.
Non sono sicuro di poter fare quello che non riesci a fare tu disse Holden. A parte essere un ospite affabile a cena.
Miller si ferm di fronte a quello che pareva essere un altro vicolo cieco, tocc la parete e vi si apr un altro portale con diaframma a iride. Fece segno a Holden di attraversarlo, poi lo segu e si richiuse il passaggio alle spalle. Si ritrovarono in un'altra ampia sala, vagamente ottagonale e lunga almeno cinquanta metri su ogni parete. Altri robot insettiformi occupavano quello spazio, ma non si vedevano pilastri vetrosi. Al loro posto, al centro della sala s'innalzava un massiccio costrutto luminescente di metallo blu. Era ottagonale, come una piccola replica della pianta della sala, ma ogni faccia misurava soltanto pochi metri. Il suo bagliore non era pi forte del resto della stanza, ma Holden riusciva a sentire qualcosa che emanava da esso, una pressione quasi fisica che rendeva difficile camminarci intorno. La tuta gli comunic che l'atmosfera era cambiata, e che ora era ricca di sostanze chimiche organiche complesse e di azoto.
A volte, avere un corpo significa avere un certo status. Se non si fidano completamente di te, non puoi andartene in giro per il mondo decaduto.
Il mondo decaduto?
Miller fremette e allung una mano per appoggiarsi alla parete. Era un gesto di debolezza profondamente umano. Il muschio baluginante della parete non rispose affatto. Le labbra di Miller stavano diventando nere.
Il mondo decaduto. Il sostrato. La materia.
Stai bene? chiese Holden.
Miller annu ma sembrava che fosse sul punto di vomitare. Ci sono volte in cui comincio a conoscere cose che sono troppo grandi per la mia testa. Qui va meglio, ma ci saranno domande per cui non ho abbastanza spazio. Anche soltanto riuscire a pensare con tutta questa merda collegata alla mente in sottofondo  come uno sport da combattimento, e, se mi caricano troppo, sono sicuro che mi... uhm... diciamo che mi riavvieranno. Voglio dire, certo, la coscienza  solo un'illusione e bla bla bla, ma preferirei non arrivare a tanto se possiamo evitarlo. Non so quanto ricorderebbe il prossimo.
Holden si ferm, poi si volt e diede uno spintone a Miller. Entrambi barcollarono all'indietro. Mi sembri piuttosto reale.
Miller alz un dito. Sembro. Il verbo adatto. Ti sei mai chiesto perch scompaio non appena arriva qualcun altro?
Perch sono speciale?
Be', ora non esagerare.
E va bene disse Holden. Mi arrendo. Perch nessun altro pu vederti?
Non sono sicuro che abbiamo tempo per questo, ma... Miller si tolse il cappello e si gratt la testa. Allora, il tuo cervello ha cento miliardi di cellule cerebrali e pi o meno cinquecentomila miliardi di sinapsi.
Poi mi interroghi?
Non fare lo stronzo disse Miller in tono colloquiale, rimettendosi il cappello in testa. E questa roba  su misura per ognuno. Non esistono due cervelli perfettamente uguali. Sai quanta energia di calcolo  necessaria per modellare come si deve anche soltanto un solo cervello umano? Pi di quanto tutti i computer mai costruiti dall'uomo messi insieme, e questo prima ancora di cominciare a parlare delle reazioni che avvengono all'interno delle cellule.
Okay.
Ora immaginati quelle sinapsi come tanti pulsanti su una tastiera. Cinquecentomila miliardi di pulsanti. E diciamo che un cervello che osserva qualcosa e che pensa questo  un fiore' preme un paio di miliardi di tasti nell'ordine giusto. Solo che non  neanche lontanamente cos facile. Non  semplicemente un fiore, ma una montagna di associazioni. Profuma, e poi il modo in cui percepisci il gambo tra le dita, il fiore che una volta hai regalato a tua madre, il fiore che hai regalato alla tua ragazza... Un fiore che hai calpestato per sbaglio, e ti sei rattristato. Ed essere tristi porta con s un'altra montagna di associazioni.
Ho capito disse Holden, alzando le mani in segno di resa.  complicato.
Adesso, immagina di dover premere esattamente i tasti giusti affinch qualcuno pensi a una persona, la possa sentire, si ricordi i vestiti che indossava, il suo profumo e il modo in cui a volte si toglieva il cappello per grattarsi la testa.
Aspetta disse Holden. Ci sono frammenti di protomolecola nel mio cervello?
Non esattamente. Avrai notato che sono non-locale.
E che diavolo significa?
Be' disse Miller. Ora mi stai chiedendo di spiegare le microonde a una scimmia.
Questa  una metafora che non ho mai pronunciato ad alta voce. Se il tuo obiettivo  evitare di farmi cacare addosso, dovrai sforzarti di pi.
Quindi s, ecco... In questo preciso momento  in atto la simulazione pi complessa di tutta la storia del vostro sistema solare, cosicch possiamo far finta che io sia qui, in questa stessa stanza, con te. La reazione corretta sarebbe esserne lusingato. E poi fare quello che ho bisogno che tu faccia.
E sarebbe?
Toccare quell'affarone l in mezzo alla sala.
Holden guard di nuovo il costrutto, sentendo una pressione quasi subliminale emanare da esso. Perch?
Perch disse Miller, come ripetendo la lezioncina a un bambino ritardato. Questo posto  in chiusura totale. Non accetta connessioni remote senza autorizzazione a un livello di cui non dispongo.
E io s?
Tu non stai tentando una connessione remota. Tu sei qui in carne e ossa. Sei nel substrato. In certi ambienti,  una cosa importante.
Ma se sono appena arrivato.
Hai avuto un aiutino. Ho mitigato un po' i protocolli di sicurezza per farti arrivare fin qui.
Quindi hai lasciato entrare anche i marine?
Aperto vuol dire aperto. Andiamo.
Pi Holden si avvicinava all'ottagono e pi era difficile avvicinarsi. Non era semplicemente paura, anche se un vago terrore gli risaliva in fondo alla gola e lungo tutta la spina dorsale. Era fisicamente difficile, come premere contro un campo magnetico.
L'oggetto era smussato agli angoli, segnato da linee sottili come capelli da disegni che potevano essere ideogrammi, o crescite fungine, o entrambe le cose. Holden allung una mano e si sent vibrare i denti.
Che succeder? chiese.
Quanto ne capisci di meccanica quantistica?
E tu? replic Holden.
Parecchio, a dire il vero disse Miller con un sorriso sghembo. Fallo ora.
Non prender fuoco o cose genere, vero?
Miller fece spallucce con le mani, alla maniera cinturiana. Non credo. Non sono aggiornato su tutti i sistemi di difesa, ma non credo.
Quindi disse Holden.  un forse?
Gi.
E va bene. Holden sospir e fece per toccare la superficie. Poi si ferm. Non hai davvero risposto alla mia domanda, sai?
Stai perdendo tempo disse Miller. E poi: Che domanda?
Ho capito perch gli altri non ti possono vedere. Ma la vera domanda : perch proprio io? Voglio dire, okay... Mi stai incasinando il cervello ed  un lavoraccio, e se ci sono altre persone che interagiscono con me diventa troppo complesso e via dicendo. Ma perch io? Perch non Naomi, o il segretario generale delle Nazioni Unite, o cose del genere?
Miller annu, capendo la domanda. Si accigli, sospir.
A Miller piacevi, in un certo senso. Pensava che fossi un tipo a posto.
Tutto qui?
Serve altro?
Holden pos il palmo della mano sulla superficie pi vicina. Non prese fuoco. Attraverso i guanti della sua tuta EVA percep un breve pizzicorio elettrico e poi pi niente, perch stava fluttuando nello spazio. Cerc di gridare e non ci riusc.
Scusa, disse una voce nella sua testa. Sembrava Miller. Non volevo trascinarti qui dentro. Tu cerca di rilassarti, va bene?
Holden cerc di annuire ma non riusc a fare nemmeno quello. Non aveva una testa.
La percezione che Holden aveva del proprio corpo era cambiata, modificata, espansa oltre ogni limite avesse mai immaginato. Una tale vastit era stordente. Percep le stelle dentro di s, le vaste distese di spazio contenute in lui. Con un solo pensiero riusciva a spingere la sua attenzione verso un sole circondato da pianeti sconosciuti allo stesso modo in cui poteva preoccuparsi di un dito o del collo. Le luci avevano tutte un sapore e un odore diverso. Avrebbe voluto chiudere gli occhi contro quella marea di sensazioni, ma non poteva. Non aveva niente di cos semplice come gli occhi. Era diventato incommensurabilmente grande, e ricco, e strano. Migliaia di voci, milioni, miliardi, che si levavano in coro. E lui era la loro canzone. Nel mezzo di tutto questo, un luogo in cui tutti i fili del suo essere si riunivano. Riconobbe la stazione non dall'aspetto, ma dal profondo pulsare del suo cuore. Il potere di un milione di soli contenuto, incanalato. Quello era il fulcro che sedeva tra i mondi, il miracolo di conoscenza e potere che gli garantiva il paradiso. La sua Babele.
E una stella si spense.
Non era particolarmente unica. Non era bella. Qualche voce su milioni di miliardi si ammutol e, se il grande coro del suo essere ne era stato diminuito, non era percettibile. Eppure fu attraversato da un'increspatura. I colori della sua coscienza vorticarono e si scurirono. Preoccupazione, curiosit, allarme. Delizia, perfino. Qualcosa di nuovo era successo per la prima volta da millenni.
Un'altra stella tremol e si spense. Altre poche voci si zittirono. E ora, lentamente e repentinamente al tempo stesso, tutto cambi. Sent lo scontro in lui infuriare come una febbre, una malattia. Era stato oltre la portata di una minaccia per tanto di quel tempo che tutti i suoi riflessi di sopravvivenza si erano indeboliti, atrofizzandosi. Holden prov una paura che sapeva appartenergli - appartenere all'uomo intrappolato nella macchina - perch il suo io pi grande non riusciva a ricordarsi di provarla. Il vasto consesso prese a vorticare mentre pensieri e opinioni, analisi e poetica si fondevano per poi disgregarsi. Era bello come un tramonto su olio, e terrificante.
Tre soli si spensero, e ora Holden cominci a sentirsi pi piccolo. Era ancora pochissimo, quasi niente. Un puntino bianco sul dorso della mano, un'infiammazione che non voleva guarire. La piaga era ancora soltanto un sintomo, ma un sintomo che il suo immenso io non poteva ignorare.
Dalla stazione nel suo nucleo, si allung nei luoghi in cui era stato, verso i sistemi spenti che aveva perso, e si allung col fuoco oltre i portali. Le stelle decadute, ormai mera materia, vuota e morta, si gonfiarono. Riempirono i loro sistemi in una furia di radiazioni e calore, scissero gli elettroni da ogni atomo, ed esplosero. Le loro morti definitive riecheggiarono nello spazio, e Holden prov una sensazione di lutto e di pace. Il cancro aveva colpito, ed era stato bruciato via. La perdita delle menti che erano state non sarebbe mai stata riscattata. La mortalit era tornata dal suo esilio, ma era stata mondata col fuoco.
Cento stelle si spensero.
Ci che era stato un canto divenne un grido. Holden percep il proprio corpo contrarsi e rivoltarsi in s stesso, furiosamente, come un nugolo di vespe intrappolate e morenti. Disperatamente, i cento soli furono bruciati, con le fiamme che prorompevano repentine dalla stazione attraverso i portali non appena compariva l'oscurit, ma l'ombra crescente non poteva essere fermata. Attraverso tutto il suo corpo, le stelle stavano morendo, come tante voci che ammutolivano. La morte imperversava nel vuoto, pi veloce della luce e implacabile.
Holden percep la decisione come un seme cristallizzato che dava forma al caos intorno a lui, solida, dura, risoluta. Disperazione, lutto e un milione di addii, uno dopo l'altro. Gli venne in mente la parola quarantena e, con la logica dei sogni, portava con s l'insostenibile peso del terrore. Con essa, per, come l'ultima voce nel vaso di Pandora, giungeva anche la promessa di ritrovarsi. Un giorno, quando fosse stata trovata la soluzione, tutto ci che era stato perso sarebbe stato riguadagnato. I portali riaperti. La grande mente ripristinata.
Giunse il momento di disgregazione, improvviso e atteso, e Holden esplose.
Era nell'oscurit. Vuoto, minuscolo e perso, in attesa che la promessa fosse mantenuta, in attesa che un coro silenzioso sussurrasse di nuovo che l'Armageddon era stato fermato, che non tutto era perso. E il silenzio regn.
Uh, pens Miller nella sua mente. Questo s che era strano.
Come se qualcuno lo stesse trascinando indietro attraverso un tunnel di luce infinitamente lungo, Holden fu riportato nel suo corpo. Per un vertiginoso istante si sent troppo piccolo, come se quel piccolo involucro di pelle e carne stesse per esplodere nel tentativo di contenerlo tutto.
Poi si sent solo esausto e si sedette a terra con un tonfo sordo.
Okay disse Miller, strofinandosi il mento con il palmo aperto. Immagino che sia un inizio. Spiega un po' tutto e niente. Una bella rottura di palle.
Holden si accasci sulla schiena. Si sentiva come se qualcuno l'avesse passato in un tritacarne e poi l'avesse rimesso insieme alla bell'e meglio. Cercare di ricordare come ci si sentiva a essere grandi quanto una galassia gli fece venire un'emicrania spaventosa, per cui smise di provarci.
Dimmi che cosa spiega disse quando riusc a ricordarsi come si faceva a parlare. Essere costretto a muovere quei lembi di carne umida per formulare le parole gli parve sensuale e osceno al tempo stesso.
Hanno messo in quarantena i sistemi. Hanno chiuso la rete per bloccare qualunque cosa stesse danneggiando i locali.
Quindi, dietro ognuno di quei portali c' un sistema solare pieno di qualsiasi cosa abbia creato la protomolecola?
Miller scoppi a ridere. Qualcosa, in quel suono, fece correre un brivido lungo la schiena di Holden. Mi sembra fottutamente improbabile.
E perch?
Questa stazione  rimasta in attesa di un segnale di via libera per poter riaprire l'intera rete per un paio di miliardi di anni. Se avessero trovato una soluzione, non sarebbero ancora in attesa. Qualunque cosa fossero, credo che li abbia fatti fuori tutti.
Tutti tranne te disse Holden.
Macch, ragazzino. Io sono uno di loro come la Rocinante  una di voi. La Roci  intelligente, per essere una macchina. Sa molte cose su di voi. Probabilmente sarebbe anche in grado di mettere insieme una vostra grossolana simulazione se qualcuno glielo chiedesse. Ma quelle cose? Quelle cose a cui ti sei sentito simile? Paragonato a loro, sono solo una specie di terminale extra lusso.
E il niente che ha spiegato? disse Holden. Quello che li ha uccisi, intendevi.
Be', a essere onesti non  proprio niente disse Miller, incrociando le braccia. Sappiamo che si  divorato una galassia ampia quanto un alveare di coscienze come se fosse stata popcorn, per cui direi che  qualcosa. E sappiamo che  sopravvissuto a una sterilizzazione grande come un paio di centinaia di sistemi solari.
Holden ebbe un potente, vivido ricordo di aver visto la stazione scagliare fiamme attraverso i portali dell'anello, delle stelle dall'altra parte che esplodevano come palloncini, degli stessi portali abbandonati alle fiamme e che svanivano. La semplice eco di quell'evento quasi lo accec con il ricordo del dolore provato. Hanno davvero fatto saltare quelle stelle per fermarlo?
L'immagine che Holden aveva di Miller diede una pacca sulla colonna al centro della sala, bench Holden ora sapeva che non la stava toccando per davvero. Qualcosa stava premendo i tasti giusti sulla sua tastiera sinaptica per fargli credere che fosse cos.
Gi. Hanno sterilizzato l'intero giunto. Hanno immesso un po' di energia in eccesso e le hanno fatte scoppiare come palloncini.
Non possono farlo ancora, giusto? Voglio dire, se le cose che gestivano questo affare sono tutte morte, nessuno pu pi tirare quel grilletto. Non lo faranno con noi.
Il sorriso tetro di Miller gel il sangue nelle vene di Holden. Ti ripeto che questa stazione  in assetto bellico, ragazzino. La faccenda  seria.
Ci sar qualcosa che possiamo fare per farla stare pi tranquilla sulla faccenda?
Sicuro. Ora che ci sono dentro, posso annullare la chiusura disse Miller. Ma tu dovrai...
Miller svan.
Dovr cosa? grid Holden. Dovr cosa?
Alle sue spalle giunse una voce amplificata elettronicamente. James Holden, con l'autorit conferitami dalla Repubblica Congressuale Marziana, lei  in arresto. Si metta in ginocchio e posizioni le mani sopra la testa. Qualsiasi tentativo di resistenza sar contrastato con l'uso letale della forza.
Holden fece come gli veniva detto, ma volt la testa per guardarsi alle spalle. Sette marine in assetto da ricognizione avevano fatto il loro ingresso nella sala. Non si erano presi il disturbo di puntargli contro le armi ma Holden sapeva che avrebbero potuto acciuffarlo e farlo a pezzi semplicemente usando la forza delle loro corazze.
Andiamo, ragazzi... Non potevate lasciarmi altri cinque minuti?
...
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...
FINE Parte 2.